Raising Cane’s, terza catena di fried chicken degli Stati Uniti, aprirà nei primi mesi del 2027 il suo primo ristorante fuori dai confini statunitensi, a Londra. Nonostante l’ondata di brand USA che negli ultimi mesi ha scelto il continente, l’insegna della Louisiana non lascia per ora trapelare alcun piano per l’Italia, limitando la sua ambizione europea alla sola capitale britannica.
Il primo ristorante europeo di Raising Cane’s aprirà al 22 Coventry Street, nel cuore di Piccadilly Circus, nello spazio occupato fino a poco tempo fa da un ristorante della catena Angus Steakhouse. Il sito ufficiale del brand nel Regno Unito indica come apertura i “primi mesi del 2027”, correggendo le prime indiscrezioni di stampa di inizio anno che parlavano genericamente di fine 2026.
Il debutto londinese di Raising Cane’s
Fondata nel 1996 in Louisiana da Todd Graves, Raising Cane’s conta oggi più di 900 ristoranti negli Stati Uniti, più delle location americane di KFC. Il menu resta volutamente essenziale: chicken fingers, la celebre salsa Cane’s Sauce, pane alla texana, coleslaw e patatine crinkle cut, accompagnati da limonate e tè freddo serviti in grandi caraffe.
Il debutto londinese si inserisce in una tendenza più ampia. Negli ultimi anni numerosi brand, tra cui Wingstop, Wendy’s, Captain D’s e Dairy Queen, hanno tutti scelto Londra come prima tappa europea. Raising Cane’s segue lo stesso copione, con l’obiettivo dichiarato di aprire altri punti vendita a The Strand, Oxford Circus, Paddington e South Bank, oltre a formati drive-thru nella Greater London.
Raising Cane’s aprirà in Italia? Il quadro attuale
Per il momento, nessun segnale concreto va in questa direzione. Nessun comunicato, nessuna offerta di lavoro pubblicata su LinkedIn, nessun accordo di licenza annunciato per il mercato italiano o per il resto del continente. Tutta la comunicazione ufficiale di Raising Cane’s resta concentrata su Londra, unico cantiere aperto in Europa.
Il copione non sorprende chi segue le espansioni delle catene americane di quick service. Il Regno Unito funge quasi sempre da testa di ponte: un mercato dalla lingua comune, dalle abitudini di consumo vicine a quelle statunitensi e da un settore immobiliare commerciale già rodato per accogliere format da drive-thru. Solo dopo aver consolidato le prime aperture, i brand valutano un salto verso il continente, spesso a distanza di diversi anni.
Mentre Raising Cane’s resta in silenzio sull’Italia, altri brand statunitensi del fast food non aspettano: alcuni hanno appena aperto la loro prima insegna nella penisola, altri stanno per farlo, e un terzo gruppo guarda con attenzione a Francia, Spagna e Portogallo.
Wingstop scommette sull’Italia con i Bastianich
Nata in Texas nel 1994, Wingstop ha costruito la sua identità sulle ali di pollo speziate e cotte al momento. Il gruppo, quotato a Wall Street, ha aperto sei nuovi mercati internazionali solo nel 2025 e punta, nel lungo periodo, a superare i 10.000 ristoranti nel mondo. In Europa è già presente nel Regno Unito, dove ha aperto due punti vendita in altrettanti centri commerciali Westfield di Londra.
Wingstop ha scelto Milano per il suo debutto italiano: dal 7 al 14 febbraio 2026, il pop up “House of Flavor” ha animato la zona Navigli, in via Vigevano. Lo sviluppo italiano è affidato a una società partecipata da Joe Bastianich, titolare dell’accordo di master franchising con la casa madre, e da Tommaso Mazzanti, fondatore de All’Antico Vinaio.

Fonte: Profilo LinkedIn di Wingstop
Il figlio di Joe, Ethan Bastianich, 24 anni, ricopre il ruolo di amministratore delegato di Wingstop Italia. Il piano di sviluppo dichiarato punta a 40-50 punti vendita, con una prima flagship da circa 500 metri quadrati prevista in zona Duomo. Il servizio delivery è già attivo, con dieci gusti di salsa in carta.
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Wendy’s punta a 170 ristoranti in Italia entro il 2035
Il panino squadrato e la carne bovina “never frozen” restano i tratti distintivi di Wendy’s, terza catena di hamburger al mondo alle spalle di franchising come McDonald’s e Burger King. Il brand, nato a Columbus (Ohio) su iniziativa di Dave Thomas nel 1969, ha già messo piede in Regno Unito, Irlanda e Romania. Manca invece ancora un franchisee per la Francia, presente sulla lista dei mercati prioritari ma senza alcun accordo firmato.

In Italia, l’ingresso passa per Your Food Srl, società esclusivista costituita nel 2025 e guidata da Mario Resca, ex responsabile dello sviluppo di McDonald’s Italia, insieme a Gruppo BGenera, Gruppo Venus e First Capital. L’accordo, siglato a luglio 2025, prevede 170 ristoranti entro il 2035 e circa 5.000 posti di lavoro. Le prime due aperture sono a Milano, mentre a luglio 2026 è partita anche la ricerca di personale operativo a Roma.
La strategia globale di Wendy’s punta a far arrivare il 70% della propria crescita fuori dagli Stati Uniti, con l’obiettivo di raggiungere 2.000 ristoranti internazionali entro il 2028. Milano e Roma diventano così un banco di prova prima di un eventuale sbarco in Francia.
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Captain D’s e Dairy Queen guardano a Francia, Spagna e Portogallo
Captain D’s, catena statunitense di fast casual specializzata nel pesce, ha aperto il suo primo ristorante europeo nel Kent, in Inghilterra, nell’ambito di un accordo di sviluppo da 20 ristoranti nel Regno Unito.
A giugno 2026 il vicepresidente per lo sviluppo internazionale del brand ha incontrato potenziali master franchisee a Madrid, Barcellona e Valencia, a Lisbona e nelle città francesi di Parigi, Lione e Nizza, alla ricerca di partner capaci di sostenere circa venti locali per mercato. Nessun accordo risulta ancora firmato in questi tre Paesi.

Fonte: Profilo Instagram di Captain D’s
Dairy Queen, insegna di gelati e fast food fondata nel 1940 in Illinois e forte di quasi 7.800 ristoranti nel mondo, non ha invece ancora aperto un solo punto vendita in Europa. L’interesse per la Francia, annunciato nel 2024 con un obiettivo tra 100 e 200 ristoranti, resta allo stadio esplorativo: il gruppo cerca ancora un master franchisee locale in grado di guidare l’implantazione.

Tra Londra che attende il 2027, Milano già in cantiere e Parigi corteggiata da almeno tre insegne americane diverse, la mappa del fast food statunitense in Europa si ridisegna di mese in mese. Resta da capire quale tra questi brand sarà il primo a rompere il silenzio sull’Italia.











