Specializzata nella vendita di prodotti senza glutine, lattosio e uova, L’Isola Celiaca punta ad espandere la propria rete: dieci punti vendita attivi tra Lazio, Umbria, Toscana e Lombardia, con la tessera sanitaria come leva di vendita e tre format di affiliazione da 20.000 a 45.000 euro.
Attiva da oltre quindici anni nella vendita di prodotti senza glutine, lattosio e uova, la catena ha strutturato il proprio progetto di franchising a partire dal 2014, per iniziativa di Giuseppe Moretti. Il gruppo lavora oggi con oltre 400 fornitori, tra referenze a lunga conservazione, prodotti da banco frigo e articoli surgelati, con una selezione dedicata alle produzioni artigianali.
I punti vendita restano di dimensioni contenute, pensati per bacini d’utenza di quartiere più che per le grandi superfici della distribuzione organizzata.
Dieci punti vendita tra Lazio, Umbria, Toscana e Lombardia
La rete conta oggi dieci punti vendita, concentrati soprattutto nel Lazio: Monterotondo, Nepi, Viterbo e quattro negozi a Roma (Battistini, Nomentana, Ponte di Nona e Torresina). La rete si estende anche a Narni, in Umbria, a Pisa, in Toscana, e a Settimo Milanese, primo approdo in Lombardia.
“Abbiamo raggiunto oltre 1.100 clienti codificati e superato i 500.000 euro di fatturato, con una crescita di circa il 5% anno su anno”, spiegano Debora e Fabrizio, affiliati del punto vendita di Monterotondo, aperto nel 2015.
Un mercato del gluten free ancora in espansione
Il franchisor rivendica una crescita del mercato del senza glutine intorno al 5% l’anno, alimentata da una domanda che va oltre la celiachia in senso stretto, verso le intolleranze al lattosio e le diete specifiche per sportivi.
L’assortimento si allarga di conseguenza: accanto ai prodotti storici per celiaci, i punti vendita propongono oggi anche referenze senza zucchero, senza lattosio e biologiche, per intercettare una clientela più ampia di quella strettamente diagnosticata.
La tessera sanitaria, motore delle vendite in negozio
L’Isola Celiaca rivendica un vantaggio competitivo preciso: la possibilità, per i clienti celiaci, di utilizzare il buono erogato tramite tessera sanitaria per l’acquisto dei prodotti dietoterapeutici. Secondo la rete, la maggior parte della clientela paga così la spesa senza intaccare il proprio budget personale.
Un meccanismo che, spiega il franchisor, alimenta la fedeltà verso i punti vendita specializzati rispetto alla farmacia o al reparto dietetico dei supermercati, spesso percepiti come meno forniti o a rischio di contaminazione crociata.
Il franchising: tre format e una royalty contenuta
Per diventare affiliati, la rete propone tre format, Small, Medium e Big, con un investimento che va da 20.000 a 45.000 euro più IVA e una fee d’ingresso compresa tra 6.000 e 8.500 euro.
Il modello economico prevede una royalty al 3% sui primi 2.000 euro di incasso, destinata all’assistenza tecnica e al contributo marketing, e una quota del 5% sull’incasso imponibile oltre quella soglia.
I candidati interessati possono prenotare una prima consulenza per valutare format, città e investimento più adatti al proprio progetto di apertura.
Domande frequenti sul franchising L'Isola Celiaca
L’investimento indicativo va da 20.000 euro per il format Small a 45.000 euro per il format Big, IVA esclusa. La fee d’ingresso, già inclusa in queste cifre, varia da 6.000 a 8.500 euro secondo il format.
Il modello prevede una royalty del 3% sui primi 2.000 euro di incasso mensile, destinata ad assistenza tecnica e marketing, più il 5% sull’incasso imponibile oltre questa soglia.











