In via Dante a Milano, Wingstop ha tagliato il nastro del suo primo locale a insegna fissa nel nostro Paese, sviluppato da Joe Bastianich e dal figlio Ethan attraverso la società Ranch Rangers. Milano segna così l’avvio di un progetto che, tappa dopo tappa, dovrebbe portare la catena americana di ali di pollo a contare 50 ristoranti in Italia.
Wingstop è un brand texano, fondato nel 1994, che ha fatto delle ali di pollo, servite con l’osso, disossate o a bastoncino e condite subito dopo la cottura tra dieci varianti di gusto, il proprio biglietto da visita in tutto il mondo.
A fine giugno 2026 la rete sfiorava i 3.255 punti vendita globali, con 527 insegne fuori dagli Stati Uniti: numeri che raccontano una crescita costruita quasi interamente tramite la formula del franchising, lo stesso modello scelto ora per l’ingresso italiano, affidato alla famiglia Bastianich.
A Milano il debutto italiano, dopo il pop-up dei Navigli
Il locale di via Dante non è il primo contatto tra Wingstop e Milano: già a febbraio il brand si era fatto conoscere con il pop-up temporaneo House of Flavor ai Navigli, che aveva richiamato code e curiosità tra i milanesi. Da quel test è arrivata la decisione di aprire un indirizzo permanente in pieno centro, scelto per segnare l’ingresso ufficiale del brand sul mercato italiano.
Il progetto nel settore dei fast food in franchising porta la firma di Ethan Bastianich, che ne è amministratore delegato: è lui, insieme al padre Joe Bastianich, ad aver fondato Ranch Rangers, la struttura attraverso cui la famiglia porta avanti l’espansione di Wingstop nel Paese.

Fonte: profilo LinkedIn ufficiale Wingstop
Il cibo come linguaggio culturale, per Ethan Bastianich
Prima di questo progetto, Ethan Bastianich si era già fatto le ossa oltreoceano lavorando su insegne legate alla gastronomia italiana; oggi è lui a occuparsi in prima linea dell’arrivo di Wingstop sul mercato italiano, insieme al padre Joe, tramite Ranch Rangers.
Un locale disegnato per l’estetica urbana e i social
Dietro gli interni, firmati Costa Group, c’è la volontà di rendere fisico lo stile del brand: muri in mattoni lasciati a vista, cemento non rifinito e strutture in metallo si alternano a inserti in pelle nei toni verde e nero.
A rendere il locale una tappa fotografabile pensano dettagli più scherzosi, come una statuetta di putto con un’ala di pollo tra le mani, oltre alla facciata a microLED che di sera trasforma le vetrine di via Dante in un’insegna animata.
La comunicazione dell’apertura ha puntato sull’affissione, con oltre 100 spazi pubblicitari attivati nella fermata della metropolitana di Cairoli, a pochi passi dal locale, protagonisti immagini ironiche di “sciure” milanesi. Per il CMO di Wingstop Italia, Federico Gaggio, il prodotto ha un carattere “trasversale”, capace di parlare a pubblici diversi.
Dopo Milano, già in vista un secondo locale in via Torino
Il prossimo passo è già scritto: in via Torino, sempre a Milano, dovrebbe aprire nei prossimi mesi un secondo ristorante, mentre il traguardo dichiarato da Ranch Rangers resta quello dei 50 locali in tutta Italia. Alla serata di apertura era presente anche Lidia Bastianich, nonna di Ethan e madre di Joe, a sottolineare quanto il progetto coinvolga l’intera famiglia.
Se il piano di espansione rispetterà i tempi annunciati, i prossimi mesi diranno in quali altre città italiane il brand texano sceglierà di aprire dopo Milano.











