In diverse città della Turchia, Burger King e Popeyes condividono la stessa cucina e lo stesso bancone sotto un unico gestore, TAB Gıda. Il format nasce per dividere affitto, personale e orari di punta tra due categorie complementari, hamburger e pollo fritto. In Italia una fusione del genere non esiste: i due brand rispondono a due master franchisee distinti, una barriera strutturale che il modello turco non conosce.
TAB Gıda ha portato Burger King in Turchia nel 1995 e Popeyes nel 2007. Il gruppo gestisce oggi oltre 800 ristoranti Burger King e quasi 500 Popeyes nel Paese, oltre a Sbarro, Arby’s e Subway.
Nei centri commerciali e nelle aree di servizio autostradali, le due insegne si affiancherebbero spesso sotto lo stesso tetto, con bancone e cucina in comune, mentre menu e nomi restano distinti. Sul proprio sito, TAB Gıda descrive invece apertamente un “ecosistema” di filiera integrata: la produzione di carne, pane e patatine passa attraverso società controllate condivise da tutti i marchi del gruppo.
TAB Gıda, l’operatore che riunisce hamburger e pollo fritto
Il modello permette di dividere affitto, personale e costi di cucina tra due brand, una soluzione utile nei locali più cari o nelle città piccole dove un solo brand non riempirebbe la sala da solo.
La formula moltiplica l’offerta sotto lo stesso tetto e intercetta più tipologie di cliente senza aprire un secondo punto vendita da zero.
Consente inoltre un’unica catena di fornitura e un’unica gestione operativa per entrambe le insegne, un vantaggio concreto per un gruppo che possiede già la produzione di carne, pane e patatine tramite proprie controllate.
Vantaggi e rischi di condividere lo stesso bancone
Il format comporta compromessi precisi, da valutare prima di immaginarlo nel settore dei fast food in franchising in Italia, un mercato diverso da quello turco.
I vantaggi del modello condiviso
- Divisione dei costi fissi: affitto, personale e attrezzature di cucina
- Traffico distribuito su fasce orarie diverse tra hamburger e pollo fritto
- Un’unica gestione operativa e un’unica catena di fornitura per due marchi
Gli svantaggi del modello condiviso
- Rischio di perdita di identità per ciascun brand agli occhi del cliente
- Serve un solo operatore che controlli entrambe le licenze di master franchising
- Complessità in cucina, con due processi di preparazione e due standard di qualità
In Italia, Burger King e Popeyes rispondono a due gruppi diversi
Il brand Burger King è arrivato in Italia nel 1999, ma dal 2014 la rete è gestita dal gruppo QSRP tramite Burger King See, entrato come master franchisee tramite il fondo Kharis Capital: oggi conta oltre 310 ristoranti e impiega più di 5.000 persone.
Popeyes risponde invece a un operatore diverso, Restaurant Brands Europe, arrivato in Italia nel 2024 e salito a 17 ristoranti attivi a fine 2025.
Le due insegne appartengono allo stesso gruppo mondiale, Restaurant Brands International, ma sul territorio italiano restano affidate a due master franchisee separati. La condizione minima perché nasca un format alla turca, un solo gestore per entrambi i marchi, oggi non esiste.
Elmas apre la strada, la fusione resta da vedere
Il precedente più vicino resta l’apertura di giugno 2026 al Fass Shopping Centre di Elmas, in Sardegna, dove Burger King e Popeyes hanno aperto fianco a fianco nello stesso centro commerciale, pur restando due locali separati con gestori distinti. Un segnale di prossimità, non ancora di fusione.
Per vedere due banconi fondersi sotto lo stesso tetto come in Turchia, l’Italia dovrebbe prima vedere un solo gruppo controllare entrambe le licenze di master franchising. Un’ipotesi che nessuno dei due operatori ha per ora messo sul tavolo.











