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UKiUKi apre il proprio format di sushi senza glutine in affiliazione

4 Min. di lettura
plateau de sushi sur ardoise noire

A Cesena, il locale che un tempo si chiamava Roppongi ha cambiato pelle: è nato così UKiUKi, un format di sushi interamente senza glutine costruito attorno a un’immagine ben definita. Ora la proprietà apre il modello a chi vuole portarlo in altre città italiane, tramite un’affiliazione.


Dietro il progetto ci sono Rita Pinto e Omar Zaghini, che in precedenza avevano già portato avanti a Cesena un altro locale di cucina giapponese in chiave fusion, Roppongi. Dalla loro esperienza è nato l’indirizzo di Piazza del Popolo, a Cesena, dove ogni piatto viene cucinato dopo che l’ordine è arrivato, con un menù pensato per essere gustato senza pensieri da chi non può assumere glutine.

I fondatori partono da un’osservazione sul settore della cucina asiatica in franchising: tra ristoranti giapponesi che si assomigliano e proposte difficili da distinguere l’una dall’altra, chi apre oggi rischia di ritrovarsi a giocare solo la carta dello sconto o quella della strada più trafficata.

Per uscirne, Rita Pinto e Omar Zaghini hanno rimesso mano a ogni aspetto del progetto, dai piatti in carta al modo in cui il cliente vive la sala, con l’obiettivo di rendere il locale riconoscibile al primo sguardo.

Il passaggio da Roppongi a UKiUKi non è stata una semplice operazione di restyling: sul sito del brand, i due fondatori ripercorrono in un’intervista video le difficoltà superate e le scelte controcorrente che li hanno portati a cambiare radicalmente impostazione rispetto al primo locale.

Nessun piatto della carta di UKiUKi contiene glutine, dal primo all’ultimo: roll e tartare vengono lavorati solo dopo che l’ordine è stato preso.

Non c’è un cameriere di mezzo tra la scelta e il tavolo: è il cliente stesso a scorrere il menù, decidere cosa prendere e ritirarlo, un meccanismo che secondo il brand regge anche quando il locale si riempie tutto insieme.

Lo sapevi?

Chi non ha mai preparato sushi professionalmente può comunque candidarsi: secondo quanto dichiara il brand, ciò che conta di più è la capacità di ripetere gesti precisi con costanza, qualità che UKiUKi dice di poter costruire nei nuovi affiliati attraverso un affiancamento pratico sul campo, più che pretenderla già acquisita in partenza.

Chi firma il contratto di franchising eredita un modello già collaudato nel locale di Cesena, non un’idea sulla carta: gli spazi possono cambiare da città a città, ma il brand assicura di mantenere invariati gli standard su cui si regge il format.

Nel pacchetto rientrano, a quanto dichiara UKiUKi, una valutazione dello spazio individuato dal candidato, l’allestimento del punto vendita dagli arredi all’insegna, e la garanzia di non trovarsi un altro UKiUKi ad aprire nella stessa area (esclusiva di zona).

Il brand dichiara di restare al fianco degli affiliati anche dopo il taglio del nastro, fornendo indicazioni su come proporre i piatti e gestire il rapporto con la clientela, oltre a un contatto che dovrebbe continuare ben oltre i primi mesi di attività.

50-70 mq

La superficie indicata da UKiUKi come ideale per un nuovo punto vendita in affiliazione. (Fonte: UKiUKi, sezione affiliazione)

Stats illustration

Oltre al metraggio, lo spazio individuato deve poter ospitare una canna fumaria e trovarsi in una via davvero frequentata, non in un angolo defilato: il brand cita come esempi le vicinanze di scuole o di locali che già attirano pubblico.

È inoltre il candidato in persona, non un gestore esterno, a dover occuparsi ogni giorno del punto vendita, e l’investimento richiesto deve essere proporzionato al format, anche se UKiUKi non pubblica cifre precise su questo fronte.

Chi si candida online deve indicare la fascia di investimento disponibile, su una forbice che il modulo articola dai 10.000 ai oltre 150.000 euro, insieme ai tempi entro cui vorrebbe aprire, da meno di tre mesi a oltre un anno, e alla regione italiana in cui vorrebbe portare il locale.

Il brand non promette un’apertura automatica a chi compila il modulo: ogni candidatura, spiega UKiUKi, viene esaminata singolarmente prima di decidere se procedere con lo sviluppo del progetto.

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