Stai pensando di aprire un franchising da zero? Questo articolo fa per te. Vediamo insieme passo dopo passo cosa significa oggi partire da zero: che budget prevedere, quali scelte contano di più e come muovere i primi passi nel modo giusto. Un percorso che richiede metodo, visione strategica e attenzione ai dettagli. Iniziamo dalle tappe fondamentali.
Se hai deciso di entrare a far parte del mondo del franchising, usa questa guida come roadmap. Ricorda che non esistono formule magiche: ciò che ti occorre sapere è che aprire un franchising prevede pochi ma ben precisi passaggi legali che dovrai rispettare nel dettaglio per evitare brutte sorprese.
Ricorda: Cos’è il franchising e chi sono franchisor e franchisee?
Quando parliamo di franchising dal punto di vista ufficiale parliamo infatti di un “contratto di affiliazione commerciale”: questa è la definizione tecnica, in uso in Italia, di franchising, che si riferisce a qualsiasi accordo di valore legale che ne regoli l’esistenza.
Il franchising prevede che ci sia da un lato un franchisor (cioè l’azienda titolare del brand o del modello di business) e dall’altro un franchisee (cioè un imprenditore affiliato che, dietro compenso economico, acquisterà il diritto di utilizzare marchio, prodotti, servizi e know-how messi a disposizione dal franchisor).
Queste sono le due parti contraenti che sigleranno e firmeranno di comune accordo il contratto di affiliazione commerciale. Entrambe hanno una serie di obblighi da rispettare e di diritti da esercitare reciprocamente.
Quali attività commerciali è possibile aprire in franchising?
Una delle domande più frequenti nell’intraprendere la scelta imprenditoriale del franchising riguarda le concrete possibilità che il franchising stesso permette. L’elenco è molto vasto e diversificato: abbigliamento, immobiliare, ludoteche, enoteche, depositi bagagli automatizzati, fumetterie, real estate, benessere e beauty, ristorazione, supermercati, trasporti, formazione, servizi e assistenza alla persona.
Esistono numerosi concept, dai meno noti ai più famosi (come ad esempio Mercatino Franchising, in Italia gruppo leader nel settore del second hand e del riusato sostenibile, una realtà consolidata e di successo attiva dal 1995). Il ventaglio di scelta dipende dalle tue passioni, dal budget a disposizione, dal luogo in cui ti trovi e dalle esigenze del tuo pubblico di riferimento.
I passaggi da seguire per aprire un franchising
Se stai per aprire un franchising con il ruolo di franchisor, acconsenti che il tuo know-how venga trasferito al tuo affiliato: l’insieme delle conoscenze tecniche e pratiche che differenziano il tuo business. Questo documento-chiave non deve essere genericamente intuibile, ma rappresentare un valore competitivo specifico e difficilmente replicabile. Spetta a te condividerlo con il tuo affiliato tramite formazione pratica, prima dell’apertura del punto vendita e poi in maniera continuativa.
Nel ruolo di franchisor sono 2 i documenti essenziali che occorre presentare a beneficio tuo e del tuo franchisee:
- il manuale operativo (o Franchise Operations Manual), che trasferisce il tuo know-how al franchisee: procedure quotidiane, standard di servizio, layout dei punti vendita, gestione del personale, linee guida marketing e vendite, controllo qualità;
- il business plan con l’analisi del punto vendita: stima di ricavi e costi, ROI atteso, mission e vision, analisi di mercato, strategie di crescita, previsioni economico-finanziarie.
Una volta pronti questi documenti, quello che manca è il testo del contratto che regola l’affiliazione commerciale come stabilito in Italia dalle Legge 129 del 2004. Il contratto di franchising – obbligatorio come tutti gli altri documenti finora citati – stabilisce diritti e doveri di entrambe le parti e determina nello specifico:
- la durata del contratto;
- la fee di ingresso (entry fee) cioè il costo di entrata stabilito affinché il franchisee diventi parte di un sistema profit già collaudato e avviato;
- le Royalties periodiche ovvero la percentuale periodica sui guadagni che il franchisor riceverà dal suo franchisee;
- l’area di pertinenza territoriale e l’esclusività;
- gli standard operativi e le sanzioni per la mancata applicazione degli standard;
- le clausole di riservatezza e non concorrenza;
- la modalità di risoluzione delle eventuali controversie tra franchisor e franchisee.
Prima ancora di firmare, ricorda che aprire un franchising richiede anche una forma giuridica attiva: che tu scelga una ditta individuale o una società, dovrai iscriverti al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio. I costi di costituzione variano in base alla forma scelta e vanno messi in conto insieme alla fee di ingresso nel tuo budget iniziale.
Consiglio della Redazione
Se sei alla tua prima esperienza nel franchising, il consiglio migliore è non sottovalutare l’importanza dei documenti che firmerai, sia come franchisor che come franchisee. Per questo è fondamentale farsi affiancare da legali esperti in materia commerciale e di franchising nella redazione di ogni documento.
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Quanto costa aprire un franchising nel 2026?
Aprire un franchising da zero è un percorso che può portare grande soddisfazione imprenditoriale, ma richiede preparazione, investimenti e una solida infrastruttura di supporto. I costi variano molto a seconda del tipo di attività: l’investimento iniziale include la fee di ingresso e, per i format con punto vendita fisico, le spese di affitto, ristrutturazione, allestimento, utenze, personale e gestione contabile.
Ognuna di queste variabili va descritta nel dettaglio nel contratto di franchising e incide sul capitale necessario per l’avvio, che può variare di parecchio: si va da franchising gestibili online, senza punto vendita fisico e a costo contenuto (anche basati su comodato d’uso o conto vendita), fino a format che richiedono un investimento di qualche decina di migliaia di euro o, nei casi più complessi come il retail strutturato, cifre ben più ingenti.
In questo quadro di grande variabilità ci sono tuttavia degli importi prevedibili e naturalmente concordabili in forma scritta tramite il contratto di franchising: si tratta ad esempio di concordare l’importo delle royalties da versare al franchisor e l’importo della fee d’ingresso che il franchisee versa al suo franchisor. Aprire un franchising a costo zero è dunque impossibile?
Esistono dei modi per ottenere il capitale necessario?
Oggi è possibile ricorrere a contributi a fondo perduto erogati da Regioni o Unione Europea tramite bandi pubblicati da Invitalia, campagne di crowdfunding, oppure business angels che finanziano idee imprenditoriali meritevoli.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di aprire un’attività in franchising?
Come ogni attività imprenditoriale che si rispetti, aprire un’attività in franchising prevede per entrambe le parti contraenti vantaggi e svantaggi. Vediamoli insieme in questo schema riassuntivo.
Se agisci nel ruolo di franchisor, ecco i tuoi principali pro e contro:
I PRO
I vantaggi del franchising come franchisor
- Espansione rapida con capitale esterno (quello proveniente dal tuo franchisee);
- Aumento della notorietà del tuo brand (marchio);
- Economia di scala e centralizzazione acquisti;
- Rischi finanziari parzialmente mitigati.
I CONTRO
Gli svantaggi del franchising come franchisor
- Complessità gestionale del network;
- Possibilità di conflitti con franchisee;
- Necessità di investire in supporto e controllo;
- Responsabilità di protezione della reputazione del marchio.
Se agisci nel ruolo di franchisee, ecco i tuoi principali pro e contro:
I PRO
I vantaggi del franchising come franchisee
- Accesso a un modello di business già collaudato e vincente;
- Supporto continuo su formazione e marketing;
- Minori rischi d’impresa rispetto a un’attività autonoma;
- Acquisti e strumenti condivisi.
I CONTRO
Gli svantaggi del franchising come franchisee
- Minor grado di autonomia rispetto all’imprenditore indipendente;
- Costi ricorrenti (royalty, contributi marketing);
- Obbligo di rispetto degli standard aziendali;
- Vincolo di non concorrenza.
Adesso che hai letto cosa ti occorre sapere prima di aprire un franchising da zero, ricorda: valuta bene l’idea di business a cui hai pensato, formalizza processi e documenti, costruisci una rete solida sul tuo territorio e sii pronto a investire in formazione e marketing. Solo così potrai creare un franchising sostenibile e di successo!
Domande frequenti su come aprire un franchising
Non esiste un costo unico: dipende dal settore, dal brand e dalla presenza o meno di un punto vendita fisico. Secondo il Rapporto Assofranchising Italia 2026, l’investimento iniziale medio nazionale si attesta intorno ai 120.000 euro, ma alcuni format online o a costo contenuto restano accessibili con budget molto più bassi.
Il franchising offre un modello già collaudato, formazione e supporto continuo da parte del franchisor, riducendo il rischio rispetto a un’attività autonoma. In cambio, prevedi costi ricorrenti come royalties e contributi marketing, oltre a un minor grado di autonomia decisionale.
I tempi variano in base al settore e alla complessità del format, ma vanno tenuti in conto i 30 giorni obbligatori tra la consegna del Documento di Informazione Precontrattuale (DIP) e la firma del contratto, previsti dalla Legge 129/2004, oltre ai tempi tecnici di ricerca del locale e allestimento del punto vendita.











