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Come aprire un’impresa di pulizie nel 2026? Una guida completa: costi, agevolazioni e requisiti

6 Min. di lettura
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Il settore delle pulizie professionali si è trasformato, negli anni, in un comparto strutturato e sempre più orientato alla qualità. Con un giro d’affari in costante crescita e mezzo milione di addetti, le opportunità non mancano. Ecco perché aprire un’impresa di pulizie può rivelarsi un’ottima opportunità di business; tuttavia, per trasformare questa idea in realtà è necessario conoscere requisiti, documentazione necessaria e costi iniziali. Vediamo quali sono.

Aprire un’impresa di pulizie: requisiti e procedure fondamentali

L’apertura di un’impresa di pulizie mette davanti a tanti interrogativi ai quali rispondere e richiede un’attenta pianificazione. Dagli adempimenti burocratici alla selezione del personale fino alla quantificazione del budget, ogni scelta deve essere fatta con criterio seguendo una strategia imprenditoriale. Andiamo con ordine, partendo dal settore in cui operare.

1) Scelta del settore in cui operare: pubblico o privato?

La scelta del settore in cui operare è una questione identitaria: definisce il tipo di impresa che si vuole costruire, il profilo di rischio che si è disposti ad accettare e le competenze sulle quali investire.

In particolare, operare nel settore pubblico vuol dire entrare in un sistema regolato da procedure formali: gare d’appalto, bandi, criteri di aggiudicazione predefiniti. Vincere un contratto pubblico è garanzia di stabilità e volumi prevedibili, ma al contempo espone anche a controlli più stringenti su regolarità contributiva, CCNL applicati, subappalti.

Il mercato privato, invece, è dominato dalla relazione e dalla reattività. La capacità di emergere non dipende dal prezzo scritto su un’offerta, ma dalla fiducia costruita nel tempo. Il vantaggio competitivo deriva da fattori chiave quali flessibilità, qualità e reputazione.

2) Business plan e apertura dell’attivi

Preparare un business plan, un documento in cui fissare strategie e obiettivi, è fondamentale. La scelta della forma giuridica – ditta individuale, società di persone o società di capitali – deriva dall’eventuale presenza di soci. A livello fiscale e amministrativo, è richiesta:

  1. la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP o SUEAP del Comune in cui si registra l’attività;
  2. l’apertura della partita IVA (in regime fiscale forfettario, ordinario o semplificato);
  3. l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;
  4. l’iscrizione alla gestione INPS artigiani e commercianti, relativa al versamento dei contributi;
  5. l’apertura di una posizione INAIL, per la copertura assicurativa dei dipendenti;
  6. l’assenza di protesti cambiari negli ultimi 5 anni;
  7. l’esistenza di almeno un conto corrente bancario e postale;

Da sapere:

 I codici Ateco più utilizzati per l’apertura di una ditta di pulizie sono:

  • 81.21.00, per la pulizia ordinaria di edifici;
  • 81.22.00, nel caso di altre attività di pulizia specializzata di edifici e impianti industriali;
  • 81.23.10, per i servizi di disinfezione, sanificazione e disinfestazione.

3) Scelta del locale e permessi

Il locale scelto deve avere una destinazione d’uso artigianale o commerciale (categorie catastali C1 o C3). Non esistono superfici minime obbligatorie per legge, ma indicativamente uno spazio di 20-40 m² è sufficiente per un deposito attrezzature di base. La struttura deve essere a norma per quanto riguarda la normativa antincendio, la corretta ventilazione (obbligatoria in presenza di prodotti chimici) e i requisiti igienico-sanitari verificati dall’ASL competente.

Si può aprire un’impresa di pulizie senza locali?

, aprire un’impresa di pulizie senza locali è possibile e, anzi, è la scelta più comune nella fase di avvio. È infatti sufficiente una sede legale, che può coincidere con la propria abitazione, mentre attrezzature e prodotti si possono gestire in un semplice garage o acquistare volta per volta dai fornitori.

4) Requisiti personali e professionali

Il requisito di onorabilità (previsto dall’art.2 comma 1 della Legge 82/94) è indispensabile per poter aprire un’impresa di pulizie: coincide con l’assenza di condanne penali, procedimenti penali in corso o misure di sicurezza o di prevenzione. Tale requisito deve valere unicamente per il titolare, nel caso dell’impresa individuale, mentre nell’ipotesi di società (SAS, SRL, SNC, ecc.), lo devono possedere tutti i soci.

Non è richiesta una specifica qualifica professionale, tranne che per le attività di disinfestazione, derattizzazione, sanificazione. Per questo ruolo, è obbligatorio assumere un responsabile tecnico in possesso di specifici requisiti (questa figura non può essere un consulente esterno): é infatti necessario avere un diploma di scuola secondaria superiore che preveda un corso biennale di chimica e nozioni di scienze naturali e biologiche, oppure un attestato di qualifica ai sensi della Legge 845/78 nelle materie citate.

5) Incentivi e agevolazioni

Parlando delle agevolazioni per aprire un’impresa di pulizie, ci sono diversi incentivi disponibili, per esempio:

  • Resto al sud, destinato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni interessati ad aprire un’impresa, a condizione che abbiano la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), nelle isole minori marine del Centro-Nord, in quelle lagunari e lacustri;
  • ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, che si rivolge alle imprese con una componente prevalentemente femminile o giovanile per l’apertura di nuove iniziative imprenditoriali.

Da un punto di vista fiscale, il regime forfettario può essere molto conveniente per i primi 5 anni, dato che permette di accedere a una tassazione ridotta al 5% e non prevede l’applicazione di IVA o ritenuta d’acconto, né la redazione di un bilancio annuale.

6) Ricerca del personale

La ricerca del personale deve essere attenta. Si può iniziare con un annuncio su LinkedIn con le caratteristiche tecniche richieste, comprensivo di RAL e tipologia contrattuale (es. part-time, full-time, a turni), in modo da confrontare profili diversi e valutare le competenze operative (conoscenza dei prodotti, uso delle attrezzature, tecniche di pulizia e del D.Lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro), relazionali e organizzative.

7) Strategia di comunicazione e marketing

Se si opera in un’area ristretta, va ancora bene puntare tutto su volantini, annunci locali e passaparola. Per trovare nuovi clienti e puntare sulla loro fidelizzazione, però, bisogna coltivare la propria presenza digitale: un sito web e una scheda Google Business Profile ben ottimizzati a livello SEO, dove è previsto anche uno spazio per le recensioni, profili social attivi, un servizio di assistenza clienti, un logo, una persona che coordini i diversi canali di comunicazione (almeno all’inizio).

Aprire un’impresa di pulizie in franchising, è possibile?

Un’alternativa per semplificare l’apertura di un’impresa di pulizie è il franchising: appoggiarsi a un marchio già affermato sul mercato, presenta diversi vantaggi. Molti franchisor nel settore delle pulizie non pubblicano apertamente le quote d’ingresso né i dati di fatturato degli affiliati, che vengono comunicati solo su richiesta diretta. In generale, le formule low cost partono da 5.000-10.000 euro, mentre i format più strutturati richiedono capitali maggiori.

Nome dell’impresa Quota d’ingresso Royalties
Lindo Pulito 9.900 euro + IVA 12% del fatturato mensile
Magica servizi ambientali n.d. n.d.
Ciemmezeta.it n.d. n.d.

Quanto costa aprire un’impresa di pulizie nel 2026?

La risposta è: dipende. Le variabili in gioco sono tante, dall’attrezzatura scelta al numero di dipendenti, fino all’eventuale adesione a un franchising. In linea di massima, si parte da un minimo di 12.000-15.000 euro per una piccola azienda, fino a più di 40.000 euro per un’attività più strutturata.

Quanto costa aprire un’impresa di pulizie?

Facciamo una stima ipotetica di quanto dovresti pagare per le attrezzature necessarie, il personale, la strategia di comunicazione ed eventualmente anche il locale da affittare per le attrezzature o per ricevere i clienti.

Voce di spesa Costo
Acquisto attrezzatura e materiali di consumo (aspirapolvere professionali, spazzole, vaporizzatori, lucidatrici, carrelli,
mop, detergenti e prodotti specifici)
Tra 2.000€ e 8.000€ (per ottimizzare i costi, all’inizio si potrebbe anche noleggiare l’attrezzatura che ti serve)
Veicolo aziendale (furgoncino) A partire da 5.000€ (se usato)
Sito web ottimizzato 500-2.000€ a seconda del tipo di sito una tantum
Dominio + hosting del sito 50-150€ all’anno
Grafica (loghi, volantini, biglietti) 200-800€
Esperto di marketing e comunicazione 1.000-2.000€ una tantum, in base all’attività richiesta
Assicurazione RC professionale circa 300-600€ all’anno
Commercialista 300-500€ una tantum per le pratiche iniziali (o costo annuale per supporto continuativo di circa 1.000-1.200€)
Personale (part-time 20 ore settimanali, 2° livello) 40% in più rispetto al lordo del lavoratore (che ammonta a 1.000-1.100€)
Affitto locale Dipende dalla città in cui si abita

Quanto costa aprire un’impresa di pulizie in franchising?

Spesa da sostenere Importo
Quota d’ingresso A partire da 5.000€
Royalties mensili Dal 3% al 12% del fatturato

Conviene aprire un’impresa di pulizie nel 2026?

I guadagni di un’impresa di pulizie dipendono molto dalle dimensioni e dalla specializzazione. In genere, si cominciano a generare profitti a partire dal terzo anno di attività e i margini netti si aggirano tra il 5 e il 10% nel primo anno. La specializzazione in nicchie premium – come la sanificazione certificata o le pulizie ecologiche – è un valore aggiunto che può portare i margini ad aumentare.

Nota bene:

I numeri indicati non sono assoluti: i margini reali variano molto da caso a caso e nessuna cifra può garantire il successo. Più che il modello scelto, a fare la differenza sono la qualità del servizio offerto, la capacità di fidelizzare i clienti e uno studio attento del mercato locale prima ancora di aprire.

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