Nata nel 2004 a Bologna – la città che sorge sulle rive del fiume Reno, da cui prende il nome – RivaReno nasce per portare il gelato italiano di alta qualità in tutto il mondo: 40 punti vendita in 4 continenti, 13 in Italia. Il 4 aprile 2026 ha aperto la prima boutique a Parigi, in Rue de la Huchette. Un passo in più verso l’obiettivo dichiarato: 45/50 negozi equamente distribuiti tra Italia ed estero entro il 2027.
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domande a nicola greco, ceo di rivareno

Il 4 aprile 2026 RivaReno ha aperto la sua prima boutique a Parigi. Cosa rappresenta questo passo per il brand: un test, una conferma, o l’inizio di una fase di espansione europea più strutturata?
Vorremmo che fosse l’inizio di un’espansione strutturata in Francia, dove abbiamo nominato il gruppo SO2R come master franchisor per l’intero territorio della repubblica. Il gruppo SO2R è un franchisor per vocazione ed ha aperto oltre 60 ristoranti sulle autostrade francesi con il marchio Stratto.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a 45/50 punti vendita, tra Italia ed estero. A che punto siete oggi, e quali sono le prossime aperture previste – sia in Italia che fuori?
Al momento siamo allineati con questo obiettivo. Negli ultimi due mesi abbiamo aperto 4 nuovi negozi; uno a Monaco di Baviera, uno a Tel Aviv e due in Spagna, a Valencia ed a Los Alcázares. Siamo inoltre in procinto di aprire un secondo punto vendita in Arabia Saudita, a Dammam sul golfo Persico.

Per i vent’anni del brand avete lanciato un nuovo gusto iconico: Zibibbo e cantuccini. Come nasce un nuovo gusto in RivaReno, è un processo creativo, un’analisi di mercato, o qualcos’altro?
Zibibbo e Cantuccini è nato da un concorso che abbiamo lanciato nella nostra fan base. Abbiamo invitato i clienti a proporci quale poteva essere un gusto che mancava e di cui sentivano il bisogno. Ne è nata una competizione virale tra le proposte dei diversi clienti con una votazione finale online che ha decretato il vincitore.

In Italia siete presenti con 13 negozi. Ci sono regioni o città dove la domanda di affiliazione è più forte in questo momento, o aree che considerate ancora scoperte?
Sicuramente siamo scoperti in grandi centri del sud Italia come Napoli, Bari e Palermo. Siamo inoltre assenti dal Veneto.

RivaReno nasce dall’incontro di quattro persone con storie molto diverse – una giornalista della BBC, un gelatiere bolognese, un avvocato, un manager. Come si gestisce un progetto del genere quando i fondatori vengono da mondi così lontani tra loro?
All’inizio abbiamo avuto delle difficoltà. Il nostro progetto era completamente nuovo sia nell’approccio alla qualità che nell’approccio al mercato. Questo ha generato delle sane tensioni tra i soci sulla via più corretta da percorrere.
Oggi i rapporti tra i soci sono molto distesi perché c’è un’autentica comunità di intenti. I principi che ci avevano spinto a lanciare il nostro brand sono rimasti costanti e sono chiaramente scritti nel nostro atto costitutivo. Il buon successo ottenuto poi è la migliore amalgama per tenere i soci uniti.

Lei arriva al mondo del gelato dopo una lunga carriera nell’automotive: cosa l’ha spinta a questa svolta, e cosa ha portato con sé da quell’esperienza?
RivaReno ha derivato dal mondo automotive il rigore in tutto ciò che facciamo e il controllo della qualità. Sembrerebbero parole aride, ma sono il fondamento per costruire una rete di vendita che propone un gelato di qualità unica prodotto artigianalmente ogni giorno nei piccoli laboratori di ogni nostro negozio nel mondo. Ottenere in queste condizioni una qualità costante e comparabile in ogni punto vendita non è cosa banale.

Il modello RivaReno si fonda su un principio chiaro: il franchisee deve guadagnare. Come si traduce questo nella pratica? Cosa fate concretamente per garantire che la gestione economica dell’affiliato sia positiva?
Siamo molto attenti a due cose: la scelta della location (il principale fattore di successo) e lavoriamo cedendo ai franchisee le materie prime a prezzi contenuti, inferiori ai prezzi che troverebbero se andassero ad acquistare sul mercato locale e dal grossista di zona.
Abbiamo inoltre una royalty molto amichevole (1,5% sul fatturato a partire dal terzo anno), per di più scontata degli investimenti pubblicitari effettuati dal franchisee. Infine RivaReno è tra i pochi franchisor che non marginano sulle attrezzature che il franchisee acquista per costruire il negozio.

Per chi valuta di aprire una gelateria artigianale, cosa cambia tra scegliere RivaReno e partire da soli? Cosa direbbe a chi pensa che quello del gelato sia un settore troppo stagionale per costruire un’impresa stabile?
Rispetto a chi decide di partire da solo, affiliarsi a RivaReno offre una serie di vantaggi concreti. Il primo è evitare gli errori tipici di chi non ha esperienza nel settore, un rischio che la formazione e il metodo di lavoro trasmessi dall’azienda permettono di ridurre fin dall’inizio.
A questo si aggiunge un supporto costante nella scelta della location e nella ristrutturazione del punto vendita, oltre all’accesso ad un catalogo di oltre 180 ricette già testate con successo.
Non manca infine il sostegno sul fronte marketing: dal marchio al sito web, fino al materiale pubblicitario e fotografico accumulato negli anni, che il franchisee può utilizzare da subito.
Scopri di più su RivaReno
RivaReno nasce dall’incontro di quattro soci con background molto diversi ma uniti da un’idea precisa: portare sul mercato il miglior gelato possibile. Ogni negozio produce gelato fresco ogni giorno, nel laboratorio attiguo all’area vendita. Il prodotto è 100% naturale, senza sostanze chimiche, con una qualità uniforme garantita in ogni punto vendita del mondo.











