A Marino, nei Castelli Romani, a una ventina di chilometri da Roma, un McDonald’s ospita al proprio interno un museo archeologico gratuito, nato dalla scoperta di un tratto della Via Appia durante i lavori di scavo. È uno dei pochissimi ristoranti al mondo costruiti sopra un sito archeologico visitabile, un caso più unico che raro nel panorama della ristorazione in franchising.
Il ristorante si trova in via Appia Nuova, nella frazione di Frattocchie, comune di Marino, da non confondere con la Repubblica di San Marino. Qui, nel 2014, i lavori di scavo propedeutici alla costruzione del locale hanno portato alla luce un tratto di strada romana in ottimo stato di conservazione.
Una scoperta imprevista durante i lavori di scavo
Gli scavi hanno riportato alla luce circa 45 metri di una strada basolata risalente al II-I secolo a.C., identificata dagli archeologi come una probabile diramazione della Via Appia in direzione di una villa nobiliare nell’area dell’antica Bovillae.

Lungo il tracciato sono stati ritrovati anche tre scheletri maschili, sepolti tra il II e il III secolo d.C., periodo in cui la strada risulta già abbandonata. La datazione esatta è stata possibile grazie a un altro scheletro, rinvenuto sul lato opposto della via Appia Nuova, che portava sotto la lingua una moneta: l’obolo di Caronte, che secondo la tradizione romana permetteva al defunto di traghettare verso l’oltretomba.

Un museo nato dalla collaborazione con la Soprintendenza
Di fronte al valore storico del ritrovamento, McDonald’s Italia ha scelto di non spostare i reperti. Ha finanziato con circa 300.000 euro il progetto di restauro e valorizzazione, sviluppato sotto la direzione della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.
I lavori sono durati due anni, fino all’inaugurazione del percorso museale il 21 febbraio 2017, che ha reso questo ristorante il primo McDonald’s-museo al mondo della catena.
Un percorso visibile anche dai tavoli del ristorante
La galleria sotterranea si visita gratuitamente e in autonomia rispetto al ristorante, con pannelli didattici bilingue in italiano e inglese e percorsi pensati anche per i più piccoli.
Chi sceglie di pranzare al McDonald’s di Marino può inoltre osservare la pavimentazione basolata attraverso un pavimento in vetro, visibile sia dalla sala interna sia dalla terrazza esterna del locale.

Un promemoria per chi costruisce in Italia
Il caso di Marino resta una rarità nel settore dei fast food in franchising, ma ricorda un aspetto spesso sottovalutato da chi valuta l’apertura di un locale in Italia: qualsiasi progetto edilizio, incluso quello di un’attività in franchising, può imbattersi in ritrovamenti archeologici e richiedere il coinvolgimento della Soprintendenza competente prima di proseguire i lavori.
Un vincolo che, come dimostra questa storia, può trasformarsi in un elemento di attrattiva in più per il locale, invece che in un semplice ostacolo burocratico.











