Iginio Massari Alta Pasticceria entra nel travel retail: le prime aperture arrivano nell’area partenze dell’aeroporto di Milano Linate e al piano terra della stazione di Roma Termini, gestite da Areas MyChef. Il contratto attuale non è un franchising, ma il partner scelto ne gestisce già diversi nel proprio portafoglio, e questo rende l’ipotesi meno lontana di quanto sembri.
Il progetto nasce nel 2025, quando Iginio Massari Alta Pasticceria, Areas MyChef e F Retail annunciano una collaborazione per portare l’alta pasticceria italiana nei luoghi di passaggio.
Da annuncio a cantiere concreto: il primo negozio apre a Milano Linate, il secondo seguirà a Roma Termini. In parallelo, la gestione della Galleria Massari di Piazza Diaz passa ad Areas MyChef, con il trasferimento di 18 dipendenti confermato ai sindacati.
Tre partner, tre competenze diverse in campo
Nell’operazione ogni partner porta una competenza diversa. Iginio Massari Alta Pasticceria mette a disposizione il prodotto e il know-how pasticcero, Areas MyChef l’esperienza nella gestione della ristorazione nei grandi hub di mobilità, F Retail le competenze nella progettazione di format food adattati ai diversi contesti retail.
Il fondatore, Iginio Massari, che ha compiuto 84 anni il 29 agosto, mantiene invece la gestione diretta della storica Pasticceria Veneto di Brescia, dove tutto è cominciato.
Una gestione affidata ad Areas MyChef, non ancora un franchising
La formula scelta non corrisponde, oggi, a un contratto di franchising in senso tecnico. Areas MyChef assume la gestione operativa dei punti vendita, personale compreso, mentre Iginio Massari Alta Pasticceria mantiene il controllo su ricette, fornitori, produzione e comunicazione.
È un accordo di licenza con gestione esterna, più vicino a una concessione operativa che a un’affiliazione regolata dalla Legge 129/2004. “Abbiamo trovato in Areas MyChef una struttura capace di gestire brand importanti e prodotti complessi con grande efficacia”, spiega Nicola Massari, amministratore delegato di Iginio Massari srl.
Gestione diretta o franchising? La differenza che conta
Nel modello scelto da Iginio Massari, Areas MyChef gestisce i negozi con personale proprio. In un franchising vero e proprio, disciplinato dalla Legge 129/2004, sarebbe invece un affiliato indipendente a investire capitale proprio e versare royalties al franchisor in cambio del know-how e del brand.
Perché nel travel retail il franchising pesa già parecchio
Gli spazi di aeroporti e stazioni non si affittano al primo che arriva. Gestori come SEA o Grandi Stazioni Retail assegnano le concessioni tramite gara a operatori specializzati, che le popolano con brand propri, in licenza o, spesso, in franchising.
Areas MyChef, il partner scelto da Iginio Massari, lo fa già su larga scala. Nel suo portafoglio convivono format di proprietà, collaborazioni con brand terzi e insegne gestite in vero e proprio sistema di franchising, McDonald’s tra le prime arrivate nei suoi punti vendita aeroportuali.
“Siamo dei sarti che creano un abito su misura grazie a format di proprietà, format con partner terzi o accordi di franchising”, sintetizza Sergio Castelli, Ceo di MyChef.
Un primo passo verso il franchising per Iginio Massari?
La domanda che interessa i candidati all’affiliazione riguarda proprio questo: l’accordo può evolvere? Nel portafoglio di Areas MyChef il franchising non è un’eccezione, è uno strumento già in uso. Il salto non richiederebbe competenze nuove al partner, solo la volontà di applicarle anche a Iginio Massari.
Nessuno, per ora, ha annunciato questo passaggio. “L’obiettivo è creare un modello solido e replicabile”, spiega Mario Esposito, fondatore di F Retail, riferendosi però alla gestione affidata ad Areas, non a una rete di affiliati indipendenti.
Altri brand della pasticceria sono passati al franchising solo dopo anni di consolidamento del format. Iginio Massari sembra oggi all’inizio dello stesso percorso: prima la prova sul campo con un partner esperto.
Le aperture di Linate e Roma Termini restano per ora un test su due sole location. Se il format regge la prova dei flussi aeroportuali e ferroviari, i promotori non escludono di estenderlo ad altri scali, e in un secondo tempo fuori dai confini nazionali.











