Casa Ronald McDonald Italia salpa per la terza edizione di Fratelli d’A-mare, il progetto che accompagna fratelli e sorelle di bambini malati in un viaggio di cinque giorni a bordo di Nave Italia. Partita il 21 luglio da Palermo, la rotta di 217 miglia nautiche coinvolge anche le famiglie di Dynamo Camp e Associazione KIM, confermando l’impegno sociale che accompagna il brand McDonald’s in Italia da oltre 25 anni.
Il palcoscenico dell’avventura è dedicato al tema “Sailing with Courage, Guided by Care” (Navigare con Coraggio, Guidati dalla Cura) ed è Nave Italia, un brigantino a vela lungo 61 metri e dotato di 1.300 metri quadri di velatura: una delle imbarcazioni d’epoca più grandi tuttora in navigazione.
Sul ponte salgono quattro fratelli e due amiche che si considerano sorelle, pronti ad affrontare insieme cinque giorni di navigazione. Li accompagnano lo staff di Casa Ronald McDonald, i volontari della Fondazione Tender To Nave Italia e una ventina di marinai della Marina Militare, che curano la parte tecnica del viaggio.
Cinque giorni e 217 miglia nautiche lungo le coste siciliane
Il viaggio è iniziato il 21 luglio da Palermo e si concluderà cinque giorni dopo, al termine di una rotta di 217 miglia nautiche lungo il perimetro costiero della Sicilia. Durante la navigazione i ragazzi si alternano nei compiti di bordo, dalla manovra delle vele ai turni di guardia: un modo per costruire fiducia reciproca lontano dalla quotidianità di casa e ospedale.
“Riparte un’avventura straordinaria che permette ai ragazzi che hanno affrontato una malattia e ai loro fratelli di vivere un’esperienza di vita memorabile, autonoma dai propri genitori”, spiega Nicola Antonacci, presidente di Casa Ronald McDonald Italia.
Nelle sue parole risuona anche l’attenzione della fondazione per i cosiddetti siblings: i fratelli che, senza clamore, portano il peso emotivo della malattia altrui.
Oltre 25 anni di accoglienza vicino agli ospedali italiani
Da oltre 25 anni la fondazione legata al brand in franchising McDonald’s affianca le famiglie che devono curare un figlio lontano da casa. Il suo intervento poggia su due pilastri:
- Le Family Room, ricavate dentro gli ospedali pediatrici,
- Le vere e proprie Case Ronald McDonald, edificate a pochi passi dalle strutture sanitarie.
Entrambe le strutture condividono lo stesso principio, noto come «Family Centered Care»: il percorso di cura non riguarda solo il piccolo paziente, ma l’intero nucleo, genitori e fratelli inclusi.
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I siblings, le vittime invisibili della mobilità sanitaria
Dietro il progetto c’è un fenomeno poco raccontato: la mobilità sanitaria, che ogni anno spinge oltre 90.000 famiglie italiane a curare un figlio lontano dalla propria regione.
Il trasferimento pesa su tutti i componenti della famiglia, ma in modo particolare sui fratelli e sorelle dei piccoli pazienti: i siblings rischiano di restare ai margini dell’attenzione, schiacciati tra il senso di colpa e le responsabilità che gli adulti, spesso senza volerlo, finiscono per attribuirgli.

Fonte: Profilo LinkedIn Casa Ronald McDonald Italia
“I fratelli di bambini affetti da malattie che comportano lunghi ricoveri ospedalieri sperimentano numerosi cambiamenti a livello emotivo, relazionale e scolastico”, osserva Paolo Cornaglia Ferraris, direttore scientifico della Fondazione Tender To Nave Italia.
Lo scienziato osserva però anche un dato più incoraggiante: messi nelle condizioni giuste, questi ragazzi riescono spesso a trasformare la prova in una risorsa personale.
Una rete di alleanze tra terzo settore e Marina Militare
Nella tappa 2026 l’equipaggio si allarga: accanto ai protagonisti storici del progetto salgono a bordo anche due famiglie segnalate da Dynamo Camp e Associazione KIM, altre due realtà del terzo settore impegnate con bambini e adolescenti in condizioni di fragilità. Per Antonacci è la prova che la rete di alleanze tra organizzazioni non profit funziona anche fuori dai confini della singola associazione.
Le prossime edizioni diranno se il format, sostenuto anche dalla Marina Militare Italiana, riuscirà a coinvolgere un numero crescente di famiglie lungo le coste italiane.











