L’accesso al credito resta il primo ostacolo alla crescita del franchising in Italia: lo conferma l’ultimo Rapporto Assofranchising, secondo cui l’80% dei franchisor lo indica come la difficoltà più rilevante nell’aprire un nuovo punto vendita, davanti alla ricerca di personale e di affiliati. Per rispondere al problema, Assofranchising rafforza le partnership con Banco BPM, Grenke e Fidicomet.
A certificarlo è il Rapporto Assofranchising Italia 2026 presentato al Franchising Summit 2026 a Milano: “Strutture, tendenze e scenari”, curato da Patrigest e TEHA Group. Interpellati sugli ostacoli incontrati all’apertura di un nuovo punto vendita, otto franchisor su dieci mettono il capitale al primo posto, superando di slancio sia la ricerca di personale, citata da quasi due terzi del campione, sia quella di nuovi affiliati, indicata da sei intervistati su dieci. Il divario pesa ancora di più se si guarda ai numeri: nel 2025 avviare un’attività in franchising è costato in media 121.000 euro.
Un investimento medio di 121.000 euro, ma formule più flessibili
Il costo di ingresso in una rete in franchising varia molto in base al settore e al modello di business scelto. Nel 2025 l’investimento medio si è attestato intorno ai 121.000 euro, cifra che include diritti di ingresso, allestimento del punto vendita e capitale circolante iniziale.
Esistono format avviabili con budget molto più contenuti, ma la scelta tra un’opzione e l’altra dipende quasi sempre dalla disponibilità di credito. Senza strumenti finanziari su misura, molti aspiranti imprenditori restano bloccati sul format meno adatto a loro, semplicemente perché è l’unico che riescono a finanziare.
Le tre alleanze finanziarie di Assofranchising
Per rispondere alla difficoltà segnalata dagli associati, Assofranchising ha costruito un sistema di collaborazioni con tre soggetti del credito: Banco BPM, Grenke e Fidicomet.
L’obiettivo dichiarato è ampliare gli strumenti disponibili per le reti associate e per chi si affaccia per la prima volta all’imprenditoria, con soluzioni anche complementari tra loro a seconda del profilo del candidato.
Banco BPM, oltre 330 finanziamenti in un anno per il franchising
Nel caso di Banco BPM, il dato più interessante riguarda proprio chi parte da zero: circa sette pratiche su dieci finanziate dalla divisione dedicata al modello di franchising sono andate a newco, le società appena costituite che normalmente faticano di più a convincere una banca.
Il conto complessivo dell’ultimo anno supera i 130 milioni di euro, spalmati su oltre 330 pratiche di finanziamento verso il settore.
Grenke supporta oggi 400 franchisee, volumi raddoppiati nel 2026
Il canale dedicato al franchising di Grenke Italia è attivo da cinque anni e oggi accompagna circa 400 franchisee, in collaborazione con oltre 60 franchisor accreditati. Le richieste arrivano da settori eterogenei, dal food al fitness fino ai servizi alla persona.
Dopo una crescita media annua del 50%, il volume delle operazioni nel 2026 risulta già raddoppiato rispetto all’anno precedente, con un finanziamento medio di 30.000 euro.
Fidicomet, il sostegno parte dalla Lombardia e punta al resto d’Italia
Il fronte territoriale si allarga infine con Fidicomet, il servizio credito di Confcommercio attivo tra Milano, Lodi e Monza Brianza. Il sostegno parte da Lombardia, provincia di Piacenza e Piemonte orientale, con un’estensione al resto del Paese che passerebbe dal sistema nazionale di Confcommercio.
La leva principale resta la garanzia pubblica sul credito bancario.
Per le reti che cercano capitali fuori dal Nord Italia, la tempistica di questa estensione resta il punto da seguire nei prossimi mesi.











