Il settore della ristorazione resta uno dei motori dell’economia italiana, e Pizzium ne è diventato in pochi anni uno dei nomi più riconoscibili, con 54 pizzerie napoletane in 33 città. Se sogni di aprirne una, ecco cosa devi sapere: scopri perché l’affiliazione non è un’opzione, quali porte restano aperte per lavorare con il brand, su cosa punta il gruppo e a quali reti di pizzerie in franchising puoi rivolgerti.
Una pizza per ogni regione, impasti a lunga lievitazione e locali dall’atmosfera familiare: la formula di Pizzium ha conquistato il Centro-Nord partendo da Milano. Molti imprenditori si chiedono se sia possibile aprirne un punto vendita con un contratto di affiliazione. La risposta è no, ma il discorso non si chiude qui.
Si può aprire un ristorante Pizzium in Italia? Franchising e collaborazioni
Prima di parlare di opportunità, conviene chiarire il punto centrale: in Italia non è possibile aprire un Pizzium in franchising. Il brand cresce solo tramite locali propri e non fa parte del settore della ristorazione in franchising. Esistono però altre strade per lavorare con il brand: vediamole una per una.
Pizzium non opera in franchising
Nato a Milano nel 2017 da un’idea di Stefano Saturnino e Giovanni “Nanni” Arbellini, Pizzium è una catena di pizzerie napoletane gestita da Pizzium S.p.A., che gestisce anche una seconda insegna, Crocca. Il brand conta oggi 54 pizzerie in 33 città, e solo il capoluogo lombardo ne ospita 12.
Anche i numeri raccontano una crescita solida. Nel 2023 il fatturato ha raggiunto 43,5 milioni di euro, in aumento del 45%. I dipendenti sono circa 700, e tre su quattro hanno un contratto a tempo indeterminato. Il primo locale ha aperto in via Procaccini, a Milano, e la Lombardia pesa ancora oggi in modo rilevante sul fatturato.
Quanti Pizzium ci sono in Italia?
A settembre 2026 il sito ufficiale elenca 54 pizzerie Pizzium in 33 città. Milano guida con 12 locali, seguita da Torino (5) e Roma (4). La rete copre soprattutto il Nord, con presidi a Firenze, Rimini e Salerno.
Per quanto riguarda la gestione, nessun locale ha un titolare esterno: ogni indirizzo appartiene a Pizzium S.p.A., che lo apre con risorse proprie e lo guida con personale del gruppo. Il management lo presenta come un tratto distintivo, raro tra le catene italiane che crescono a questo ritmo.
Il motivo è il controllo della qualità. Un laboratorio centrale ad Acerra, in Campania, verifica le materie prime, mentre i fornitori sono selezionati dalla sede.
L’offerta e i riconoscimenti di Pizzium
Il cuore dell’offerta resta la pizza napoletana, declinata in ricette che portano nel piatto una regione italiana alla volta. Perché piace tanto? La ricetta si regge su pochi elementi riconoscibili: materie prime DOP e IGP, impasti lasciati lievitare a lungo e locali che ricordano più una trattoria di famiglia che una catena.
Anche i riconoscimenti esposti dal brand vanno in questa direzione: la presenza in 50 Top Pizza 2025, il premio “Italy’s Best Customer Service” legato al Corriere della Sera e un premio de la Repubblica per il 2026.
Collaborazioni possibili
Aprire un Pizzium in affiliazione non è quindi possibile. Chi desidera costruire un percorso professionale insieme al brand ha però diverse opzioni.
1) Lavorare come dipendente
È la via più concreta. Con una quindicina di aperture all’anno, il gruppo cerca di continuo pizzaioli, camerieri, assistant manager e store manager. Per chi punta a gestire un locale, il percorso interno fino alla direzione di una pizzeria è quanto di più vicino esista a “guidare” un Pizzium.
L’azienda sottolinea di offrire ai pizzaioli retribuzioni e benefit competitivi. Nel 2024 aveva previsto circa 150 nuove assunzioni legate al piano di aperture.
Dove candidarsi?
Le candidature passano dalla sezione “Lavora con noi” del sito ufficiale. Il modulo chiede email, ruolo desiderato, città di preferenza e CV. Le posizioni aperte cambiano in base alle città in cui sono previste nuove aperture, quindi conviene controllarle spesso.
2) Diventare fornitore o produttore partner
Ogni pizza regionale ha bisogno dei suoi ingredienti, e Pizzium li cerca presso aziende agricole e caseifici italiani, con legami dichiarati in Umbria, Campania e Puglia. Il criterio di scelta, secondo il brand, è la coerenza con i suoi standard e con un approccio sostenibile.
Se sei un produttore di eccellenze locali, il contatto con la sede di Milano resta la strada da percorrere. Nessuna procedura pubblica di accreditamento è pubblicata sul sito.
3) Partnership commerciali, delivery e co-marketing
Pizzium collabora con Deliveroo per la consegna a domicilio e realizza operazioni di co-marketing, come la promozione legata a un film d’animazione con Garfield. Il programma fedeltà Pizzium Lovers offre inoltre una pizza in omaggio ogni dieci acquistate: un terreno su cui un’azienda può proporre iniziative congiunte.
Il fronte più interessante si apre però fuori dalla ristorazione. Il gruppo ha annunciato di voler stringere accordi con brand della moda, della musica e dello spettacolo, per fare della pizza un momento di socialità e allargare la propria community.
Qual è la strategia di sviluppo di Pizzium per il 2026?
La crescita è stata rapida. Dal primo locale del 2017, il gruppo è arrivato a circa 60 locali tra Pizzium e Crocca già a metà 2024. Oggi la mappa ufficiale conta 54 pizzerie Pizzium in 33 città.
Il piano presentato a la Repubblica a ottobre 2025 prevede da 20 a 30 aperture nel biennio successivo, con un traguardo preciso: 100 locali, sempre in gestione diretta.
La priorità resta l’Italia, e il Centro-Nord in particolare. Il management preferisce consolidarsi sul mercato nazionale prima di guardare all’estero e continua a riempire le città del Nord, spingendosi verso il Centro e il Sud, come dimostra l’arrivo a Salerno.
Il metodo di sviluppo non cambia con le dimensioni. Ogni apertura è finanziata e gestita dal gruppo, che sceglie il locale, forma la squadra e applica gli stessi standard di menu e servizio. È il motivo per cui il brand può permettersi una rete compatta, con più pizzerie nella stessa città, senza rischiare differenze tra un indirizzo e l’altro.
C’è poi un cambio di passo sull’immagine. Il fondatore e presidente Stefano Saturnino ha rafforzato il management con Marianna Martinelli, nuova HR Director, e Gabriele Pellegrini, Marketing Executive Advisor. L’ambizione dichiarata è far evolvere Pizzium in un lifestyle brand, dove servizio e atmosfera contano quanto l’impasto.
Quali sono i valori di Pizzium?
Il brand gioca la carta della convivialità: la pizza come occasione da condividere, con una proposta essenziale e una qualità costante da un locale all’altro. La lievitazione lunga, le farine selezionate e le pizze dedicate alle regioni servono a raccontare i territori, non solo a riempire un menu.
Poi c’è il capitale umano. La quota elevata di contratti stabili e l’attenzione ai pizzaioli sono presentate come parte della ricetta. È lo stesso ragionamento che spiega il rifiuto del franchising: un controllo totale su persone, prodotto e servizio.
Quali sono le possibili alternative a Pizzium in franchising in Italia?
Chi vuole aprire una pizzeria si muove in un mercato ancora in salute. Secondo la FIPE, nel 2025 i consumi fuori casa hanno raggiunto 100 miliardi di euro, per un settore che conta 324.436 imprese. Il numero di aziende è in lieve calo, dell’1% sull’anno precedente. Un segnale da leggere con attenzione: il mercato seleziona, e i format strutturati con brand, formazione e acquisti centralizzati resistono meglio delle insegne isolate.
Se il tuo obiettivo è aprire una pizzeria con un’insegna nota, puoi guardare alle reti in franchising che accettano affiliati. Eccone tre, con posizionamenti diversi.
1) Alice Pizza: la pizza al taglio romana
Tutto parte nel 1989 a Roma, quando Domenico Giovannini apre la prima bottega nel quartiere di San Pietro. Il franchising arriva nel 2012, seguito nel 2013 dall’Accademia per la formazione dei pizzaioli. Dal 2019 il fondo IDeA Taste of Italy è nel capitale. Oggi il brand conta 115 pizzerie in franchising e rivendica il primato tra le catene italiane di pizza.
2) Pizzikotto: la pizzeria servita del Gruppo Cigierre
Lanciato nel 2013, Pizzikotto fa parte del Gruppo Cigierre, lo stesso del franchising Old Wild West. Al tavolo arrivano pizze ma anche altre proposte di cucina italiana e dessert artigianali, con prezzi contenuti.
Il tratto distintivo è l’impasto biologico, disponibile in tre spessori e abbinato a ingredienti come la mozzarella di Latte Fieno STG. Agli affiliati il gruppo offre un affiancamento completo, dalla scelta del locale alla formazione del personale nella propria Academy.
3) Fratelli La Bufala: la pizza napoletana dal 2003
Tra le tre, è l’alternativa più vicina a Pizzium sul prodotto. Nato nel 2003, Fratelli La Bufala costruisce il menu attorno alla pizza napoletana e a una cucina essenziale, che segue la stagionalità dei prodotti.
La rete è aperta all’affiliazione in Italia e all’estero. Il modulo online chiede esperienze nel settore, Paese e città di interesse. Le condizioni economiche vengono presentate ai candidati dopo il primo contatto.
Domande frequenti su Pizzium
No. Tutte le pizzerie Pizzium sono aperte e gestite direttamente da Pizzium S.p.A., senza affiliati. Il gruppo considera la gestione diretta la condizione per controllare qualità, servizio e formazione del personale.
A settembre 2026 il sito ufficiale elenca 54 pizzerie in 33 città, di cui 12 a Milano. Il gruppo punta a quota 100 locali.
Basta candidarsi dalla sezione “Lavora con noi” del sito ufficiale, indicando ruolo e città. Il gruppo cerca regolarmente pizzaioli, camerieri, assistant manager e store manager, soprattutto nelle città dove sono previste nuove aperture.











