Il mercato dei juice bar premium cresce in tutta Europa, con consumatori target sempre più attenti al benessere e alla ricerca di bevande fresche e menu leggeri da consumare on the go: Joe & The Juice si posiziona al vertice di questo segmento con oltre 360 locali in 19 Paesi e un fatturato di 2,4 miliardi di corone danesi nel 2023. Se stai pensando di aprire un locale del brand danese in Italia, questo articolo ti spiega come funziona il suo modello di gestione, quali collaborazioni sono concretamente possibili e quali alternative in franchising puoi valutare nel nostro Paese.
Aprire un locale Joe & The Juice in Italia: un modello chiuso e un pubblico che non si arrende
Aprire un locale Joe & The Juice in Italia non è possibile: né come affiliato singolo, né come Master Franchisee. Il brand non ha aperto il mercato italiano in nessuna delle sue forme di collaborazione. Gli accordi di Master Franchising esistenti riguardano esclusivamente territori in Medio Oriente e Asia, mercati che il gruppo ha deliberatamente scelto come primo fronte di espansione esterna alla gestione diretta. L’Italia, per ora, non rientra in nessuna di queste categorie.
Joe & The Juice opera tramite accordi di Master Franchising e gestione diretta
Fondato nel 2002 a Copenaghen dall’imprenditore Kaspar Basse, Joe & The Juice ha costruito un concept radicato su un’identità culturale molto precisa: i “Juicer”, termine con cui il brand chiama i propri dipendenti, sono selezionati tanto per le competenze pratiche quanto per il carattere, in una cultura aziendale che valorizza personalità, energia e uno stile di vita attivo.
Il gruppo conta oggi oltre 360 punti vendita distribuiti in 19 Paesi tra Europa, Nord America, Medio Oriente e Asia. La grande maggioranza dei locali, circa l’86%, è gestita direttamente dalla società: questo controllo totale sulla rete consente al brand di garantire standard uniformi sull’esperienza del cliente, sulla formazione del personale e sulla qualità del prodotto in ogni mercato in cui opera.
Dal 2023, il gruppo è a maggioranza controllato da General Atlantic, uno dei principali fondi di private equity al mondo, che ha acquisito la quota detenuta in precedenza da Valedo Partners. Questo cambio di azionariato ha accelerato la strategia di espansione globale e aperto la strada a una possibile quotazione in borsa.
Il restante 14% dei locali, circa 49 store, opera tramite accordi di Master Franchising in territori specifici, principalmente in Medio Oriente: Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Kuwait, Qatar, Bahrain, Oman, Turchia e Marocco rientrano tra i mercati affidati a partner selezionati. Il modello prevede che il Master Franchisee ottenga l’esclusività su un intero territorio e si impegni ad aprire da 10 a 20 locali nei primi anni di sviluppo.
Una petizione, migliaia di tag: l’Italia vuole Joe & The Juice
Nonostante la forte richiesta dei consumatori, specie nelle grandi città come Milano e Roma, Joe & The Juice non ha aperto il mercato italiano in nessuna forma. Non esiste una procedura di candidatura attiva, né per singoli franchisee né per operatori di rete: l’Italia non è semplicemente tra i mercati che il brand ha scelto di sviluppare, né in gestione diretta né tramite accordi di Master Franchising.
La domanda degli italiani per Joe & The Juice non si esprime solo nei caffè e nei bar di Milano: è diventata un fenomeno social misurabile. Su TikTok, decine di video di utenti italiani chiedono esplicitamente al brand di aprire in Italia, taggando l’account ufficiale e invitando i follower a fare altrettanto. La richiesta è così diffusa che è nata persino una petizione su Change.org per spingere il brand ad aprire a Milano.
Un segnale di domanda organica che pochi brand internazionali possono vantare prima ancora di aver aperto un solo locale in un Paese. Eppure, nonostante questo entusiasmo, Joe & The Juice non ha ancora inserito l’Italia nella sua road map ufficiale di espansione.
Le collaborazioni possibili con il brand
Come precedentemente illustrato, non si può aprire un Joe & The Juice in Italia, ma chi vuole entrare nel mondo del brand ha comunque qualche strada percorribile. Per chi è disposto a operare all’estero, esistono due opzioni:
- Candidarsi come Master Franchisee in un territorio dove il brand sta cercando partner di sviluppo, con un piano multi-sito e risorse nell’ordine di diversi milioni di euro;
- Lavorare direttamente come Juicer o Store Manager in uno dei mercati già attivi, dove le selezioni sono aperte e la progressione interna è concreta.
Per chi invece preferisce restare in Italia – pur in assenza di un sistema di franchising tradizionale aperto – l’unica opportunità di collaborare con il brand al momento è di natura finanziaria: si tratta di diventare investitore tramite l’IPO in preparazione.
Dal 2025, infatti, General Atlantic sta esplorando una possibile quotazione in borsa di Joe & The Juice negli Stati Uniti. La valutazione stimata si aggira attorno a 2 miliardi di euro (circa 2,4 miliardi di dollari). Per chi è interessato al brand, l’eventuale IPO (Initial Public Offering) rappresenterebbe un modo concreto per diventare azionista della società e partecipare finanziariamente alla sua crescita internazionale.
L’operazione è ancora in fase esplorativa: le banche selezionatrici potrebbero essere nominate nel corso del 2026, ma i tempi e le modalità definitive restano da confermare.
Qual è la strategia di sviluppo di Joe & The Juice per il 2026?
Joe & The Juice ha avviato uno dei piani di espansione più ambiziosi della sua storia. Il gruppo punta a triplicare la propria rete globale, portando il numero di locali da circa 360 a oltre 1.000 entro i prossimi cinque anni, combinando aperture dirette e accordi di Master Franchising nei mercati ad alto potenziale.
Sul fronte americano, il piano prevede l’apertura di 100 nuovi store negli Stati Uniti nel giro di 18 mesi, con un focus sulle aree metropolitane ad alta densità di lavoratori e consumatori benestanti. Le città come New York, Los Angeles, Miami e Chicago restano il cuore della strategia americana, ma l’espansione punta anche a mercati regionali fino ad ora poco presidiati dal brand.
Nel Regno Unito, dopo una fase di consolidamento nel 2025, il 2026 segna l’avvio di un rollout più ampio che va oltre la sola capitale: Joe & The Juice intende aprire in nuovi mercati regionali britannici, con un modello che alterna store di grandi dimensioni in CBD (Central Business District) e format più compatti nei centri commerciali.
Lo sapevi?
L’espansione di Joe & The Juice si concentra su location di dimensioni medio-piccole, tra 80 e 200 mq, in zone ad alto traffico: quartieri d’affari, CBD, centri commerciali premium e snodi di trasporto ad alta frequentazione. Questo format riduce i costi fissi e consente di replicare il modello su nuovi mercati con un’esposizione al rischio più contenuta rispetto ai grandi store.
La potenziale quotazione in borsa negli Stati Uniti, attualmente in fase esplorativa, potrebbe fornire al gruppo nuove risorse per finanziare questa crescita accelerata. La valutazione stimata di 2 miliardi di euro colloca Joe & The Juice tra i principali player globali nel segmento del premium healthy food & beverage, a pari livello con brand internazionali molto più maturi.
Per l’Italia, nessun piano di apertura è stato comunicato ufficialmente. La strategia del gruppo privilegia mercati dove la base di consumatori urbani e benestanti è già consolidata e dove il brand ha già una certa notorietà organica. Il fatto che Joe & The Juice non abbia ancora aperto in Italia non significa che il Paese sia escluso dai piani futuri: Milano, in particolare, presenta tutte le caratteristiche del mercato-tipo preferito dal brand, e potrebbe rientrare in una fase di espansione europea successiva.
Quali sono le possibili alternative a Joe & The Juice in franchising?
Se l’obiettivo è aprire un’attività nel segmento dei juice bar, degli smoothie o della ristorazione healthy in Italia, non mancano le reti in franchising già attive nel nostro mercato. A differenza di Joe & The Juice, questi brand hanno avviato processi di affiliazione aperti a singoli imprenditori, con ticket di ingresso molto più accessibili e un supporto operativo pensato per chi si avvicina al settore per la prima volta.
Di seguito verranno illustrati due reti attive in Italia nel segmento healthy food & beverage con un’offerta di franchising. Per i dati non disponibili pubblicamente, le informazioni complete sono contenute nel Documento di Informazione Precontrattuale (DIP), che ogni franchisor è obbligato a consegnare al candidato almeno 30 giorni prima della firma del contratto, ai sensi della Legge 129/2004.
Fruit Bar Italy (smoothie, succhi e bubble tea)
Fruit Bar Italy nasce come spin-off del franchising Chiquita Fruit Bar Italy ed è gestita da CFB Italy s.r.l., con sede a Milano. Il format propone chioschi in cui frullati, smoothie, estratti a freddo, bubble tea, macedonie e frutta a pezzi vengono preparati a vista davanti al cliente da personale formato chiamato Juice Artist.
Il brand si distingue per essere l’unico in Italia a offrire il bubble tea preparato con vera frutta fresca (non con polveri o sciroppi) e per un’identità visiva molto riconoscibile, con colori accesi e packaging sigillato e brandizzato pensato per essere instagrammabile.
Il format è dichiaratamente 100% ecosostenibile: tutti i materiali di servizio sono biodegradabili. Sul piano commerciale, il franchisor mette a disposizione dell’affiliato un team dedicato alla comunicazione digitale e alle grafiche del punto vendita, e garantisce supporto continuo dopo l’apertura. Il modello è progettato per essere avviato anche senza esperienza pregressa nella ristorazione, grazie a una formazione iniziale strutturata.
Escosazio (juice bar & organic food)
Escosazio è un juice bar con cucina healthy attivo a Roma, nel centro storico di Via dei Banchi Vecchi. Il menu spazia da succhi di frutta tropicale ed estratti naturali ad açaì bowl, pokè, insalate, panini gourmet e dolci fatti in casa, fino a una selezione di birre artigianali e vini biodinamici: tutto pensato per essere consumato on the go o in loco, su sedute ad altalena in un ambiente retrò con arredi in legno.
Il target dichiarato sono famiglie, bambini, sportivi e salutisti, con un’attenzione alla nutrizione che si traduce anche in un servizio di consulenza con nutrizionista. Il modello operativo è volutamente snello: nessun personale ai tavoli, cassa anticipata all’ordine, tempi di attesa ridotti.
Il modello di affiliazione si basa su un investimento iniziale contenuto e un sistema operativo semplice, nessun personale ai tavoli, cassa anticipata all’ordine, pensato per ridurre i costi di gestione. Il brand è in fase di espansione e la documentazione per i candidati affiliati viene inviata su richiesta.
MelaVerdeBio (negozio bio, vegan e senza glutine)
MelaVerdeBio è una catena di negozi specializzati nel benessere a 360°, fondata nel 2015. Il format va oltre il semplice juice bar: con oltre 10.000 referenze, copre alimentari biologici, prodotti vegani e senza glutine, cosmetica naturale, integratori, erboristeria, prodotti per la casa e per animali, trasformando il punto vendita in un riferimento completo per lo stile di vita sano.
Sul piano dell’affiliazione, MelaVerdeBio propone una formula denominata Lite Pack, pensata anche per chi vuole riconvertire un negozio già esistente aggiungendo l’insegna e l’assortimento del brand. I requisiti minimi indicati sono una superficie di almeno 30 mq e un bacino d’utenza di almeno 10.000 abitanti, con preferenza per zone ad alto passaggio pedonale, centri storici e centri commerciali. Le condizioni economiche complete – incluse quota mensile di affiliazione e investimento iniziale – si richiedono direttamente al franchisor tramite il sito ufficiale.











