Il settore delle palestre in Italia continua a crescere, sostenuto dal franchising come principale motore di espansione per molte reti nazionali e internazionali. Virgin Active, tra i brand più riconosciuti del fitness premium, segue però una strada diversa e non propone questa formula ai candidati imprenditori. In questo articolo vediamo perché il brand ha scelto la gestione diretta, quali collaborazioni restano possibili e quali alternative in franchising puoi valutare nel settore.
Aprire una palestra Virgin Active in Italia: franchising e collaborazioni
Prima di parlare di eventuali collaborazioni, è utile chiarire un punto essenziale. Virgin Active non offre alcun contratto di affiliazione in franchising ai candidati che vogliono aprire un proprio centro con il brand. Vediamo insieme come funziona realmente il modello di gestione del marchio e quali strade restano aperte a chi vuole lavorare con l’insegna.
Virgin Active non opera in franchising
La risposta è netta: non è possibile aprire una palestra Virgin Active in franchising. Il sito ufficiale del brand non pubblica alcun bando di affiliazione né prevede un diritto d’ingresso per i candidati imprenditori. Chi cerca un’opportunità tramite il modello di franchising in questo settore deve quindi guardare altrove.
Il brand resta comunque tra i più apprezzati dai consumatori italiani, soprattutto nelle grandi città. La sua proposta si distingue per un posizionamento premium, con piscine, aree benessere e servizi che vanno oltre la semplice sala pesi.
Diversamente da altri operatori nel settore del fitness e delle palestre in affiliazione attivi in Italia, come il franchising Anytime Fitness, che ha scelto il franchising come leva di crescita rapida sul territorio, Virgin Active punta su un modello di sviluppo interamente diretto.
Sul piano societario, Virgin Active Italia Spa ha sede a Milano ed è soggetta alla direzione e al coordinamento di Virgin Active International Ltd. In pratica, ogni club italiano appartiene direttamente al gruppo, che ne cura l’apertura, il personale e la gestione quotidiana.
Questo significa che il brand applica in ogni sede gli stessi standard di servizio, dagli allenatori alla manutenzione degli impianti. Per un consumatore, la scelta si traduce in un’esperienza uniforme in qualsiasi città. Per un imprenditore, però, questa scelta chiude la porta a un investimento in affiliazione.
La scelta non è casuale. Un club a gestione diretta permette al gruppo di controllare ogni aspetto dell’esperienza cliente, dalla formazione dei trainer alla qualità degli impianti. Per un brand posizionato sul segmento premium, questo controllo pesa più della velocità di espansione che il franchising offrirebbe.
Lo sapevi?
La rete Virgin Active conta oggi 42 club distribuiti in 18 città italiane, tra cui Milano, Roma, Torino, Napoli, Firenze e Bologna, organizzati in quattro fasce di abbonamento: Life, Premium, Premium Plus e Collection.
Collaborazioni possibili
Anche senza affiliazione, esistono diverse strade per lavorare o collaborare con il brand. Ecco le principali.
1) Lavorare in Virgin Active come dipendente
La via più diretta resta l’assunzione. Il gruppo recluta regolarmente personal trainer, istruttori di corsi collettivi (dalle discipline Cycle e Dance fino a Yoga e Functional), receptionist e figure di management.
Per i profili tecnici, Virgin Active richiede in genere una laurea in Scienze Motorie, un diploma ISEF o una qualifica equivalente, oltre a un’esperienza dimostrata nel settore. Il gruppo propone anche degli stage nell’area fitness, seguiti da un responsabile di club, e collabora con le università italiane attraverso career day dedicati.
Dove candidarsi?
Le offerte di lavoro Virgin Active si trovano nella sezione carriere del sito ufficiale del brand, aggiornata regolarmente per ogni club italiano. In alternativa, i candidati possono presentarsi direttamente in reception nel club di interesse per lasciare un curriculum, oppure partecipare ai career day organizzati con gli istituti universitari partner.
2) Formarsi con la Virgin Active Academy
La Virgin Active Academy si presenta come la prima scuola italiana dedicata alla formazione dei professionisti del fitness. Rilascia certificazioni specialistiche su yoga, acquaticità, functional training, personal training e toning.
I corsi si rivolgono sia agli aspiranti istruttori che ai dipendenti già in organico che vogliono avanzare di livello. Le lezioni si tengono in parte a Milano, in parte nei club italiani, con moduli e-learning disponibili via app. Al termine del percorso, l’Academy favorisce l’inserimento diretto nei club della rete.
3) Collaborare come azienda: abbonamenti corporate e sponsorizzazioni
Virgin Active propone alle imprese due tipi di collaborazione. La prima riguarda gli abbonamenti corporate, pensati per le aziende che vogliono offrire ai propri collaboratori l’accesso ai club e alla piattaforma digitale Revolution.
La seconda strada è quella delle sponsorizzazioni e partnership commerciali, riservata a marchi che vogliono ottenere visibilità all’interno dei club. Con oltre 1.500 trainer qualificati e 4.500 corsi erogati ogni settimana, la rete rappresenta una vetrina interessante per i partner del settore benessere e sport.
4) Entrare nella rete di partner del programma Concierge
Ultima possibilità, riservata soprattutto a marchi consumer: il programma Concierge, riservato agli iscritti con abbonamento Collection. Virgin Active seleziona partner in settori come benessere, viaggi, sport e retail per offrire vantaggi esclusivi ai propri membri più fedeli.
Non si tratta quindi di un franchising né di un investimento, ma di un accordo commerciale tra il brand e altre aziende del settore lifestyle.
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Qual è la strategia di sviluppo di Virgin Active per il 2026?
La strategia del gruppo per il 2026 punta a consolidare la propria presenza in Italia senza ricorrere all’affiliazione. Virgin Active continua ad aprire club a gestione diretta, privilegiando le grandi città e i quartieri con un’alta densità di potenziali iscritti.
Il gruppo mantiene una struttura a più fasce, dalla linea accessibile Life fino alla proposta più esclusiva Collection. Questa segmentazione permette di rivolgersi a un pubblico ampio, dai principianti agli sportivi più esigenti, senza diluire l’immagine premium del brand.
Sul fronte digitale, la piattaforma Revolution resta centrale nella strategia. Con oltre 4.000 corsi on demand, circa 80 nuove lezioni a settimana e 50 appuntamenti live con i trainer, il gruppo punta a fidelizzare gli iscritti anche fuori dal club, integrando l’allenamento digitale con l’accesso fisico ai centri.
Le persone restano al centro del progetto, sia dal lato clienti che dal lato lavoratori. Il gruppo dichiara quattro principi guida per il proprio personale: imparare e migliorare in continuazione, portare energia e passione, divertirsi lavorando ed essere autentici con i colleghi e i clienti.
Per i dipendenti, questo si traduce in percorsi di formazione continua tramite la Virgin Active Academy e in prospettive di carriera all’interno di un gruppo internazionale presente in 8 Paesi con oltre 250 club e più di 1,3 milioni di iscritti nel mondo.
Per i clienti, la strategia punta invece sulla qualità percepita del servizio: piscine, aree relax, corsi diversificati e un’esperienza uniforme, indipendentemente dal club scelto. È questo equilibrio tra investimento sul personale e coerenza del servizio che il gruppo considera la propria leva competitiva principale, più che l’espansione tramite terzi.
Quali sono le possibili alternative a Virgin Active in franchising?
Se il tuo obiettivo è aprire un centro fitness in affiliazione, il settore offre diverse reti attive e strutturate. Il franchising italiano nel suo complesso genera infatti un fatturato annuo di 39 miliardi di euro e conta 707 insegne attive su tutto il territorio, secondo i dati più recenti di Assofranchising. Il fitness resta un comparto di nicchia rispetto a settori come l’abbigliamento o la GDO, ma propone comunque alcune reti solide.
Ecco tre brand che, a differenza di Virgin Active, propongono un vero percorso di franchising in Italia.
1) 20′ Training Lab
20′ Training Lab è un concetto italiano nato nel 2017 per iniziativa di Mario Blandina e Marco Alfano, incentrato su allenamenti brevi e ad alta tecnologia (EMS, Vaculab, Pilates Reformer). La rete conta oggi oltre 65 centri in Italia e richiede un investimento totale compreso tra 75.000 e 95.000 euro, con un diritto d’ingresso di 22.000 euro.
2) Curves
Curves punta invece su un pubblico esclusivamente femminile, con sedute di soli 30 minuti. Fondata negli Stati Uniti nel 1992 e presente in oltre 50 Paesi, la rete conta 35 centri in Italia. L’ingresso richiede un diritto d’ingresso di 54.900 euro e un investimento complessivo attorno ai 140.000 euro.
3) Brooklyn Fitboxing
Brooklyn Fitboxing combina boxe senza contatto, functional training e tecnologia di monitoraggio in tempo reale. Nata nel 2014, la rete ha già superato i 30 centri in Italia e oltre 300 club nel mondo. L’apertura di un centro richiede un capitale proprio pari a 70.000 euro e un investimento totale di circa 200.000 euro.











