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È possibile aprire un supermercato Iperal in Italia nel 2026?

6 Min. di lettura
reparto frutta e verdura iperal in offerta

Con oltre 1,647 miliardi di euro di fatturato e 55 punti vendita attivi in otto province lombarde, Iperal è oggi uno dei principali operatori della distribuzione alimentare in Lombardia, in un comparto che nel 2024 ha superato i 109,8 miliardi di euro di vendite nette a livello nazionale. Iperal non opera però in franchising: ecco perché, quali collaborazioni restano aperte nel 2026 e quali altri brand permettono di aprire un supermercato in affiliazione.


Chi vuole aprire un supermercato con l’insegna arancione di Iperal si chiede spesso se esista una formula di franchising. La risposta è no: il gruppo non firma contratti di affiliazione, anche se il settore della grande distribuzione alimentare resta tra i più dinamici del franchising italiano. Il caso di Iperal segue quindi una logica diversa rispetto a molti concorrenti.

Di seguito troverai la spiegazione relativa al modello di gestione scelto dall’azienda e le forme di collaborazione realmente disponibili per chi vuole lavorare con il brand.

Iperal non opera in franchising

La risposta è netta: Iperal non propone alcuna formula di franchising in Italia. I 55 supermercati e ipermercati del gruppo, distribuiti tra Sondrio, Lecco, Como, Varese, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza e Milano, sono tutti gestiti direttamente dalla società, senza affiliati indipendenti che ne portino l’insegna.

Il legame con la clientela resta comunque solido: la carta fedeltà CartAmica conta oltre 800.000 clienti, il 9,3% dei quali classificati come “Clienti Oro” per una spesa, nell’anno precedente, superiore ai 5.000 euro. Un livello di fidelizzazione che testimonia l’apprezzamento dei consumatori per un’insegna percepita come vicina al territorio.

Il confronto con altri protagonisti della grande distribuzione aiuta a capire la scelta. Insegne come Carrefour, Despar o Crai affidano parte della loro rete ad affiliati indipendenti tramite contratti di franchising, mentre catene a gestione diretta come Esselunga seguono, come Iperal, un modello a filiali proprie.

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La direzione centralizzata permette infatti di uniformare prezzi, promozioni e qualità del servizio in tutti i punti vendita, un fattore che il gruppo lega alla propria missione di offrire “una spesa di qualità a un prezzo sempre conveniente”.

Dal punto di vista gestionale, Iperal Supermercati S.p.A. fa parte del gruppo REH (Retail Evolution Holding); tra gli azionisti figura S.C. Evolution S.p.A. Il governo dell’azienda si articola tra Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale e Assemblea dei soci, affiancati da un Comitato di Controllo e da un Organismo di Vigilanza previsto dal Decreto Legislativo 231/2001.

Nessuno di questi organi gestisce però rapporti di affiliazione: la crescita della rete avviene tramite nuove aperture dirette o acquisizioni di aziende familiari, come accaduto nel 2007 con Marmarket e nel 2008 con Sermark.

Collaborazioni possibili

L’assenza di franchising non chiude la porta a ogni collaborazione. Restano aperte almeno quattro strade concrete, distinte per tipo di impegno e di interlocutore.

1) Lavorare in Iperal come dipendente

Il canale più diretto per entrare nel mondo Iperal resta l’assunzione. Nel 2024 l’azienda ha registrato 1.562 nuove assunzioni a fronte di 1.177 uscite, un saldo che conferma la fase di crescita della rete. Le posizioni aperte riguardano tre aree principali: i laboratori di produzione e logistica, i punti vendita e la sede amministrativa.

La formazione accompagna ogni ingresso: nel 2024, 4.336 collaboratori hanno seguito corsi sulla piattaforma di e-learning Iperal Learning, mentre 1.014 persone hanno partecipato a corsi in aula per un totale di 1.516 ore. Un investimento che riflette la volontà dichiarata dall’azienda di ridurre il turnover e favorire percorsi di carriera interni.

Il processo di candidatura:

La selezione per lavorare in Iperal si articola in tre fasi:

  1. caricamento del curriculum e scelta della posizione desiderata,
  2. un colloquio conoscitivo (spesso in videochiamata) se il profilo corrisponde,
  3. un riscontro con eventuale proposta di assunzione.

L’azienda valorizza la crescita interna e la possibilità di trasferimenti tra punti vendita, per avvicinare i collaboratori alle proprie comunità di residenza.

2) Diventare fornitore locale

Iperal privilegia da anni le filiere corte e i produttori del territorio, un canale di collaborazione aperto alle piccole realtà agricole e artigiane lombarde. La linea Valtellina Iperal nasce, ad esempio, dalla collaborazione con la Latteria Sociale di Chiuro, cooperativa lattiero-casearia fondata nel 1957 che raccoglie il latte da oltre 25 stalle tra Sondrio e Bormio, in un raggio massimo di 30 chilometri dallo stabilimento.

Lo stesso approccio guida altre categorie merceologiche: le uova a marchio Iperal provengono da filiere certificate che escludono gli allevamenti in gabbia dal 2018, mentre branzini e orate arrivano da allevamenti certificati Global G.A.P. e IFS Food. Ancora, il salmone Iperal vanta la certificazione MSC (Marine Stewardship Council) per la pesca sostenibile.

Per un produttore o un allevatore lombardo, diventare fornitore di una linea a marchio proprio resta quindi una via di collaborazione più concreta dell’affiliazione commerciale.

3) Sostenere il territorio come associazione

Le realtà del terzo settore rappresentano un’altra forma di collaborazione consolidata. Ogni anno Iperal destina fondi a iniziative locali: nel 2024 sono stati stanziati oltre 215.000 euro tra donazioni, sponsorizzazioni e contributi diretti a favore di scuole, associazioni per famiglie e progetti di sanità di prossimità.

Il progetto “La Spesa che fa Bene”, ad esempio, realizzato con la Fondazione AG&B Tirelli, ha permesso di devolvere 325.000 euro a 250 associazioni di volontariato nel solo 2024, un importo in crescita rispetto ai 285.000 euro stanziati nel 2022.

Nel 2024 Iperal ha celebrato il proprio 38° anno di attività con tre nuove aperture, a Dongo (marzo), Azzano San Paolo (luglio) e Cassano d’Adda (ottobre), portando la rete a 55 punti vendita. Il fatturato ha raggiunto 1,647 miliardi di euro, quasi triplicato rispetto al 2008, mentre le vendite per metro quadro hanno toccato il record storico di 14.381 euro al mq.

La strategia futura punta sulla continuità di questo modello: nuove aperture concentrate sulla rigenerazione di aree industriali dismesse, piuttosto che sul consumo di nuovo suolo, e un progressivo rafforzamento dell’autonomia energetica dei punti vendita, grazie a impianti fotovoltaici e al nuovo Centro del Fresco, progettato per coprire il 100% del proprio fabbisogno energetico.

Sul fronte occupazionale, il saldo di 385 assunzioni nette registrato nel 2024 conferma che la crescita della rete continua a passare da aperture dirette e non da nuovi affiliati. Sul fronte digitale, la carta CartAmica e i servizi di spesa online restano le leve principali per fidelizzare una clientela sempre più attenta al rapporto tra qualità e prezzo.

Chi desidera aprire un’attività nel settore alimentare in franchising può comunque orientarsi su altre insegne. La grande distribuzione alimentare non è un settore marginale per il franchising italiano: rappresenta infatti il 43,5% del fatturato complessivo del comparto, la quota più alta tra tutti i settori censiti.

Di seguito, due esempi di insegne che operano in franchising nella grande distribuzione: Carrefour e Crai.

Carrefour Italia conta oltre 1.500 punti vendita tra i formati Carrefour Market e Carrefour Express, di cui più di 770 gestiti in franchising puro e altri 380 in master franchising tramite partner regionali. Il gruppo ha registrato un fatturato di 4,4 miliardi di euro nel 2022 e impiega oltre 12.000 collaboratori in 19 regioni italiane.

Carrefour Express

Logo

  • Alimentazione
  • n.c.
  • Capitale proprio: n.c. €

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Crai segue invece un modello associativo diffuso: la rete conta 1.800 punti vendita gestiti da 1.300 imprenditori in oltre 1.150 comuni italiani, per un fatturato complessivo di 3,1 miliardi di euro e 15.000 dipendenti. L’insegna propone quattro formati, dal supermercato di prossimità CraiGo al più grande Crai Extra, pensati per adattarsi anche ai piccoli centri con meno di 3.000 abitanti.

CRAI

Logo

CRAI

Supermercato

  • Alimentazione
  • 1800
  • Capitale proprio: n.c. €

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