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Signorvino, due nuove aperture a luglio in Friuli-Venezia Giulia e Veneto: scopri dove e quando

4 Min. di lettura
enoteca signorvino: scaffale di vini pregiati

Signorvino accelera lo sviluppo della rete con due aperture ravvicinate: l’8 luglio a Udine, nello storico Caffè Contarena, e il 14 luglio a Vicenza, nel Caffè Garibaldi. Le due tappe rientrano in un piano da sette punti vendita nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere quota 50 locali entro fine anno. Il gruppo Oniverse, erede del DNA franchising di Calzedonia, guarda anche a questo modello per il futuro della rete.


Nato nel 2012 su idea di Sandro Veronesi, fondatore del gruppo Calzedonia (oggi Oniverse), Signorvino ha costruito il proprio format su un’idea semplice: wine store con cucina, vini rigorosamente italiani, ambientazione elegante ma informale. Oggi la catena conta oltre quaranta punti vendita tra Italia ed estero, per un catalogo di oltre 2.000 etichette.

Signorvino ha chiuso il 2025 con un fatturato di 90 milioni di euro e 2,2 milioni di coperti serviti, in crescita rispetto agli 85 milioni registrati l’anno precedente. Un ritmo che accompagna un piano di sviluppo ambizioso: arrivare a quota 50 locali entro dicembre 2026, più che triplicando i 15 punti vendita attivi nel 2018.

L’apertura di Udine porta Signorvino nel Caffè Contarena, salotto liberty del 1888 inserito nel circuito dei caffè storici italiani e sottoposto a vincolo del Ministero della Cultura. Il restauro condotto dall’insegna ha conservato fregi, specchi e mosaici originali, mantenendo intatta l’atmosfera Belle Époque del locale.

“Portare a Udine il nostro modello di ospitalità enogastronomica in uno spazio di questo valore è un risultato importante”, spiega Luca Pizzighella, General Manager di Signorvino. Il manager sottolinea come l’obiettivo resti quello di valorizzare il patrimonio enologico e culturale del territorio, unendo vino e cucina di tradizione regionale in un contesto centrale e riconoscibile.

Sei giorni dopo, il 14 luglio, tocca a Vicenza, con l’insegna che rileva lo storico Caffè Garibaldi. Le due location seguono la stessa logica commerciale: piazze centrali, edifici di pregio, città medie del Nord-Est ancora poco coperte dalla rete, dove il brand punta a intercettare una clientela di appassionati oltre ai flussi turistici.

Tra luglio e agosto seguiranno Marcianise, all’interno de La Reggia Designer Outlet, e Milano CityLife, che porta a otto i locali del gruppo nell’area milanese. La doppia formula, centro città e outlet, non è una novità per Signorvino: già nel 2018 l’insegna aveva scelto location simili ad Arese e Vicolungo, confermando l’interesse per i grandi poli commerciali oltre alle vie del centro.

Il piano nazionale prosegue con Napoli, nella Galleria Navarra, ed Erbusco, in Franciacorta, oltre a una nuova apertura a Padova. All’estero, Signorvino punta a raddoppiare la propria presenza a Praga entro l’inizio del 2027, confermando un’espansione internazionale ancora selettiva ma in crescita.

“La nostra crescita segue il modo in cui le persone si avvicinano al vino”, precisa Federico Veronesi, amministratore delegato di Signorvino. Secondo il manager, l’obiettivo è “riportare il vino al centro della socialità urbana”, anche per un pubblico più giovane che si avvicina alla categoria durante l’aperitivo prima ancora che a tavola.

Il tema del modello di franchising non è nuovo in casa Signorvino. Già nel 2018, Luca Pizzighella raccontava a Food Service un modello “impuro”: undici negozi gestiti direttamente dall’insegna e quattro di proprietà del gruppo ma affidati a franchisor di fiducia, una formula intermedia tra gestione diretta e affiliazione classica.

All’epoca il manager indicava la volontà di sviluppare la formula “nel prossimo biennio”, ricordando che nell’abbigliamento il 90% dei punti vendita di Calzedonia funziona già in franchising. Una precisazione non casuale: per il gruppo veronese, l’affiliazione non è un’eccezione ma il criterio con cui si costruisce da decenni la copertura del territorio.

Otto anni e una rete quadruplicata più tardi, quella riflessione torna d’attualità. Mentre il gruppo Oniverse accelera verso quota 50 locali, il franchising resta lo strumento con cui le altre insegne della galassia Calzedonia, da Tezenis a Intimissimi, hanno costruito la propria espansione capillare in Italia e nel mondo, un modello che Signorvino potrebbe replicare per sostenere un ritmo di apertura sempre più serrato.

Il calendario delle aperture 2026 resta fitto fino all’autunno, con le date di Napoli ed Erbusco ancora da confermare nel dettaglio. Vale la pena ricordare che il traguardo dei 50 locali era stato originariamente annunciato da Il Sole 24 Ore per la fine del 2025: lo slittamento di un anno racconta un piano di sviluppo ambizioso ma anche complesso da eseguire nei tempi previsti.

Per i candidati che seguono lo sviluppo della rete, il segnale da monitorare resta la conferma o meno di un piano di affiliazione strutturato, finora solo abbozzato dal management. Un’eventuale apertura del capitale a franchisor esterni permetterebbe a Signorvino di replicare più rapidamente il format nelle città medie, sul modello già collaudato dalle altre insegne del gruppo veronese.

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