Con un fatturato che supera i 3 miliardi di euro e una rete di oltre 39.000 punti vendita in Italia, il settore della gelateria artigianale resta uno dei comparti più solidi del food italiano: GROM ne rappresenta uno dei brand più riconosciuti, grazie alla filosofia “senza aggiunte” nata a Torino nel 2003.
In questo articolo vediamo perché non è possibile aprire una gelateria GROM in franchising, come funziona realmente la gestione del marchio, quali collaborazioni restano aperte e quali alternative scegliere per investire nel settore del gelato in Italia.
Si può aprire una gelateria GROM in Italia? Franchising e collaborazioni
Il nome GROM è tra i più citati quando si parla di gelato di qualità in Italia, ma non tutti sanno come funziona davvero la sua rete di vendita. Vediamo nel dettaglio il modello di gestione del brand e perché, oggi, in Italia non è possibile diventare affiliati GROM.
GROM non opera in franchising
Alla domanda “É possibile aprire una gelateria GROM in franchising?”, la risposta ufficiale del brand è negativa: quasi tutte le gelaterie italiane restano gestite direttamente dal gruppo, senza affiliati.
È una scelta giustificata dalla volontà di mantenere un controllo assoluto su ricette, materie prime e standard di servizio, elementi su cui si fonda la reputazione del brand presso consumatori italiani da sempre attenti a temi come l’assenza di additivi e la tracciabilità degli ingredienti.
Nato a Torino nel 2003 per iniziativa di Federico Grom e Guido Martinetti, il brand si è affermato puntando su un gelato realizzato con pochi ingredienti selezionati, senza coloranti né aromi artificiali. Nel 2015 GROM è entrato a far parte di Unilever e, dal 2025, rientra nel perimetro di The Magnum Ice Cream Company, la società nata dalla scissione della divisione gelati del gruppo anglo-olandese.
L’ingresso in un gruppo multinazionale non ha cambiato l’impostazione produttiva. La trasformazione delle materie prime resta centralizzata nel laboratorio di Mappano, alle porte di Torino, dove il gelato matura per cinque giorni prima di essere mantecato quotidianamente in ogni singolo punto vendita.
La gestione diretta si riflette anche nella struttura societaria: la rete fa capo a due entità distinte, Gromart per le gelaterie e Gelato Confezionato per la linea destinata alla grande distribuzione.
Dopo il picco di quasi 90 punti vendita raggiunto a metà degli anni 2010, tra il 2019 e il 2020 Unilever ha chiuso diverse gelaterie, storica sede di via Cernaia a Torino compresa, per riorganizzare la rete su un numero più contenuto di location dirette.
numero di gelaterie dichiarato dal sito ufficiale di GROM

Collaborazioni possibili
Se l’affiliazione resta esclusa, GROM offre comunque diverse strade per chi vuole avvicinarsi al brand: dal lavoro dipendente alle partnership commerciali, fino alla presenza nei canali digitali. Di seguito, troverai le principali:
1) Lavorare in GROM come dipendenti
La strada più diretta per entrare in contatto con il brand resta quella del lavoro dipendente. Ogni gelateria assume regolarmente addetti alla vendita, gelatai e responsabili di punto vendita, mentre gli uffici di Torino e Roma gestiscono le funzioni corporate del gruppo.
Le assunzioni seguono le esigenze stagionali, con un picco tra la primavera e l’estate, quando i consumi di gelato aumentano sensibilmente in tutto il Paese.
Dove candidarsi?
Le candidature per lavorare in una gelateria GROM si presentano generalmente tramite la sezione dedicata alle risorse umane del brand o tramite i canali social ufficiali dell’azienda.
Per le posizioni stagionali conviene muoversi con un certo anticipo rispetto alla primavera, mentre per i ruoli corporate le selezioni passano più spesso dalle piattaforme professionali generaliste. In ogni caso, conviene verificare direttamente presso il punto vendita di interesse la presenza di posizioni aperte.
2) Collaborazioni B2B con bar, hotel e attori della ristorazione
Un’altra possibilità riguarda le collaborazioni B2B. Bar, hotel, ristoranti e catene di ristorazione possono inserire il gelato GROM confezionato nella propria offerta, tramite la linea dedicata alla grande distribuzione e al canale horeca.
Non si tratta di un’affiliazione ma di un rapporto di fornitura, che permette comunque di legare la propria attività al brand senza gli obblighi tipici di un contratto di franchising.
3) Collaborazione via distribuzione retail, e-commerce e canali digitali
Dal 2020 GROM ha ampliato la propria presenza anche fuori dalle gelaterie tradizionali: le vaschette a marchio sono arrivate sugli scaffali della grande distribuzione, mentre chioschi, temporary store e biciclette gelato coprono i canali cosiddetti “on the go”.
Sul fronte digitale, il gelato è ordinabile anche tramite le principali piattaforme di consegna a domicilio, un canale diventato centrale nella strategia multicanale del gruppo.
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Qual è la strategia di sviluppo di GROM per il 2026?
La svolta multicanale avviata a partire dal 2020 resta, ancora nel 2026, l’asse portante della strategia di GROM. Il gruppo continua a privilegiare una crescita che passa più dai canali alternativi alle gelaterie, quali supermercati, bar e piattaforme di delivery, che dall’apertura di nuovi punti vendita tradizionali.
Le gelaterie fisiche restano comunque il cuore dell’esperienza di marca. Sono il luogo in cui il consumatore scopre la mantecazione quotidiana e il servizio al banco, elementi che GROM considera insostituibili anche in un mercato dove il gelato confezionato pesa sempre di più sui consumi complessivi.
I valori su cui GROM costruisce la propria identità
Il posizionamento di GROM per il 2026 resta ancorato agli stessi principi enunciati fin dalla fondazione: nessun colorante, nessun aroma artificiale, materie prime scelte seguendo la stagionalità. Tra gli ingredienti rivendicati dal brand figurano il limone Femminiello Siracusano IGP, la vaniglia originaria del Madagascar e il cacao selezionato tra Venezuela ed Ecuador.
Il brand ha inoltre ottenuto la certificazione senza glutine dall’Associazione Italiana Celiachia per l’intera gamma servita nelle gelaterie, un tema su cui GROM comunica con particolare attenzione insieme alla scelta di lavorare il prodotto a vista, senza semilavorati industriali.
Quali sono le possibili alternative a GROM in franchising in Italia?
Il settore della gelateria italiana vale oggi circa 3,1 miliardi di euro di fatturato, in una filiera che nel complesso supera i 4,9 miliardi di euro e impiega oltre 120.000 persone tra gelaterie, pasticcerie, bar e ristoranti.
Per chi vuole aprire una gelateria restando nella logica dell’affiliazione, il mercato italiano offre diverse alternative strutturate. Tre brand in particolare rappresentano oggi punti di riferimento per chi valuta un investimento nel settore della gelateria artigianale in franchising.
1) Crèmeglassé: la gelateria con mantecazione a vista
Crèmeglassé nasce nel 2018 come brand italiano di gelateria in franchising costruito attorno alla mantecazione a vista, ovvero la lavorazione del gelato davanti al cliente. La rete ha raggiunto 23 punti vendita nel mondo, con aperture recenti anche in Campania e a Pesaro.
Il modello economico prevede un investimento complessivo di 300.000 euro, di cui 150.000 euro di capitale proprio richiesto all’affiliato, senza diritto di ingresso né royalties da versare alla rete. Il fatturato medio annuo dichiarato per i punti vendita è di 400.000 euro, con un’età media dei franchisee di 40 anni.
Il format nasce dall’esperienza pluriennale, oltre trent’anni, di un gruppo piemontese attivo nella progettazione di arredi per l’hotellerie e la ristorazione: un know-how che si riflette nella cura riservata all’allestimento dei punti vendita affiliati.
2) Amorino: il gelato a forma di rosa nato a Parigi
Amorino nasce nel 2002 a Parigi per iniziativa di due amici italiani, Paolo Benassi e Cristiano Sereni, e si distingue per la caratteristica forma a rosa con cui viene servito il gelato, oltre che per l’ampia scelta di gusti a disposizione del cliente.
Il brand ha lanciato la propria rete in franchising nel 2004 e oggi conta oltre 300 punti vendita in 22 paesi, con una presenza in crescita anche in Italia.
In Francia, dove il brand è nato, la rete supera i 110 punti vendita, di cui circa l’85% gestiti in franchising: un modello che Amorino ha progressivamente esportato anche sul mercato italiano.
3) Gioelia Cremeria: la rete che punta sul supporto al franchisee
Gioelia Cremeria è un brand italiano attivo da oltre 15 anni nel settore del gelato, con una rete che ha raggiunto 46 punti vendita.
Il format si rivolge anche a candidati privi di esperienza pregressa nel settore, puntando su una formazione strutturata e sulla fornitura di arredi, macchinari e immagine coordinata uniformi in tutta la rete.
Le condizioni economiche di affiliazione, come per gli altri brand citati, vanno richieste direttamente ai rispettivi uffici sviluppo rete: non tutti i dettagli su investimento e diritto di ingresso sono resi pubblici online.
Ricorda:
Prima di qualsiasi impegno, ricorda di esaminare con attenzione il documento di informazione precontrattuale, che la Legge 129/2004 impone al franchisor di consegnare almeno 30 giorni prima della firma del contratto.











