Un nuovo McDonald’s a Roma, in via della Lega Lombarda, con 40 posti da coprire. Dietro l’annuncio c’è un piano da 60 aperture nel 2026 e un modello in cui oltre nove ristoranti su dieci sono affidati a imprenditori. Ecco cosa chiede oggi il brand a chi vuole guidarne uno.
Nella capitale si prepara un altro indirizzo per le arcate dorate. McDonald’s Italia ha aperto la ricerca di 40 persone per il locale di via della Lega Lombarda, senza ancora fissare il giorno dell’inaugurazione. La notizia, di per sé, è locale. Il contesto no: la rete conta oltre 800 ristoranti e vuole arrivare a 1.000 entro il 2029, cioè circa 200 locali in più da affidare nei prossimi tre anni.
Roma, una squadra da 40 persone prima dell’apertura
Il reclutamento segue lo schema che il gruppo usa per ogni nuovo locale. Candidatura sul sito entro il 6 novembre, un test attitudinale, poi i colloqui di persona nella tappa romana del Job Tour, a metà novembre.
Per chi guarda al franchising, il numero conta più del calendario. Una squadra di quaranta persone è ciò che un gestore McDonald’s deve formare, organizzare e motivare dal primo giorno. È questo, prima ancora dei conti, il mestiere che il brand affida ai suoi imprenditori.
Oltre il 90 % dei ristoranti in mano ai franchisee
In Italia McDonald’s gestisce direttamente solo una piccola parte della rete: oltre il 90 % dei locali è guidato da franchisee. Ogni apertura del piano, quindi, è in larga misura una nuova impresa affidata a un imprenditore.
Il ritmo fissato a marzo, per i quarant’anni in Italia, è sostenuto: 60 nuovi ristoranti nel 2026 e circa 300 milioni di euro investiti quest’anno tra aperture e ammodernamenti. Sul periodo 2026-2029 il gruppo mette in conto circa 1 miliardo di euro. Dopo Rizziconi, in Calabria, Roma è l’ennesima tappa di questa corsa.
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Investimento, royalties e contratto: le condizioni per entrare nella rete
Entrare nella rete resta un progetto da grande investitore. Il brand pubblica condizioni chiare: un ristorante costa in media 1,2 milioni di euro (IVA esclusa), a cui si somma una quota d’ingresso fino a 45.000 euro. Almeno un quarto della cifra va coperto con risorse proprie, il resto può arrivare dalle banche.
Nove mesi di formazione prima di prendere le chiavi
Il denaro non basta. Il gruppo consiglia candidati tra i 30 e i 45 anni, disposti a spostarsi dove si apre il locale, e privilegia chi sa guidare persone più di chi ha già lavorato nella ristorazione. Dopo i colloqui con il management parte un percorso di circa nove mesi, tra affiancamento e corsi in sede.
Con 60 aperture da realizzare entro dicembre e un obiettivo di 1.000 ristoranti al 2029, la domanda di nuovi gestori resterà alta. I prossimi annunci, a Roma come altrove, diranno quante di queste aperture andranno a imprenditori già presenti nella rete e quante a nuovi ingressi.











