A Torino, il colonnello Sanders ha preso il posto del foyer del Cinema Ambrosio, sala aperta nel 1913 e tra le più grandi d’Europa alla sua epoca. Il fast food occupa oggi l’ingresso storico, mentre il canone versato da KFC finanzia la ristrutturazione del cinema, che riaprirà con più schermi.
Il ristorante ha aperto nell’ottobre 2024 in corso Vittorio Emanuele II 52, dentro Palazzo Priotti, quasi di fronte alla stazione di Porta Nuova. È il terzo KFC nell’area metropolitana di Torino, dopo quelli di ToDream e del Lingotto, e porta a sei i punti vendita del brand in Piemonte.
Nella regione la rete ha creato oltre 150 posti di lavoro, di cui trenta solo nel nuovo locale. Un ritmo di crescita che va ben oltre la semplice apertura di un fast food in più.
Il foyer del centenario Cinema Ambrosio diventa un ristorante KFC
Il Cinema Ambrosio ha aperto le porte il 18 dicembre 1913, in uno dei palazzi più eleganti di corso Vittorio Emanuele II. All’epoca era tra le sale cinematografiche più grandi d’Europa, con un giardino d’estate annesso e, dagli anni Venti, uno schermo da 92 metri.
Il proprietario dello stabile, Sergio Troiano, ha scelto di affittare proprio il vecchio ingresso della sala al brand del pollo fritto. Si tratta di uno spazio piuttosto contenuto, appena 300 metri quadrati, rispetto ai 30.000 complessivi dell’edificio storico.

“Lo faccio per sostenere il cinema, che non chiude”, ha spiegato Troiano alla redazione di Gambero Rosso. La sala, aggiunge, dovrebbe riaprire tra qualche mese con l’ingresso spostato di pochi metri, subito dopo il portone del palazzo.
Un contratto di diciotto anni per finanziare la ristrutturazione
L’accordo tra Troiano e KFC prevede una locazione della durata di diciotto anni. Il canone versato dal fast food copre parte dei lavori di rinnovamento del cinema.
Serve inoltre da garanzia per il finanziamento bancario necessario a completare il cantiere. Il nuovo Cinema Ambrosio riaprirà con più sale di dimensioni ridotte, un formato più adatto alle abitudini di consumo di oggi rispetto all’unica grande sala del passato.
Lo sapevi?
Il caso di Torino non è isolato. In Italia esistono altri ristoranti in franchising incastonati in luoghi dal forte valore storico, dal McDonald’s di Marino, costruito sopra un tratto della Via Appia, fino a locali ricavati in ex teatri e stazioni ferroviarie dismesse.
Il secondo ristorante in franchising dell’affiliato Santa Barbara
La gestione del locale di Torino è affidata a Santa Barbara, franchisee che aveva aperto appena quattro mesi prima, nel luglio 2024, il suo primo ristorante KFC a Novara. Anche in quel caso la scelta era caduta su una posizione strategica, vicino alla stazione ferroviaria.
Il locale di Porta Nuova dispone di una sala interna da 300 metri quadrati con novanta posti a sedere, tra i più ampi della rete in Piemonte.
Il cinema come pubblico nuovo per il fast food, e viceversa
Per Troiano, la convivenza tra le due insegne può funzionare in entrambe le direzioni. Si aspetta che la vicinanza con KFC porti un pubblico nuovo verso le sale, a partire dagli spettatori più giovani che escono dal cinema e si fermano a mangiare.
La formula interessa un settore, quello delle sale italiane, alle prese con una frequentazione in calo che rende sempre più frequenti gli accordi con la ristorazione per finanziare ristrutturazioni e nuove aperture.











