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Gruppo Stay diventa franchisee IHG: il brand Garner arriva sull’Hotel Astoria di Torino

3 Min. di lettura
scalinata ovale decorata con lucernario luminoso

Gruppo Stay firma un contratto di franchising con IHG Hotels & Resorts per portare il brand Garner sull’Hotel Astoria di Torino. L’operazione, annunciata il 5 giugno 2026, prevede un investimento di 500.000 euro in restyling e adeguamenti agli standard IHG, con finalizzazione entro giugno 2027. Per Gruppo Stay, è il primo accordo con IHG e il primo ingresso nell’ospitalità cittadina.


IHG Hotels & Resorts è uno dei maggiori franchisor alberghieri al mondo, con oltre 6.000 strutture in più di 100 Paesi affiliate sotto una famiglia di marchi che include Holiday Inn, Crowne Plaza e, per il segmento economy-lifestyle, Garner. Gruppo Stay è una società veneta specializzata nel management alberghiero, che gestisce l’Hotel Astoria di Torino dall’ottobre 2025 e che con questo accordo ne assume anche il ruolo di franchisee IHG.

Nel modello di franchising alberghiero, il franchisor IHG cede in licenza il brand Garner a un operatore locale, che diventa franchisee. Gruppo Stay, pur non essendo proprietario dell’immobile, ha firmato direttamente il contratto di franchising con IHG assumendosi gli obblighi previsti: adeguamento agli standard del brand, pagamento di royalties e rispetto delle procedure operative imposte dalla catena internazionale.

Questo schema, frequente nell’hotellerie internazionale, separa tre ruoli distinti: il proprietario dell’immobile (che resta fuori dall’accordo di franchising), la società di management che gestisce operativamente la struttura e firma il contratto IHG, e il franchisor che fornisce brand, sistemi di distribuzione e standard qualitativi. Per un candidato, significa che si può diventare franchisee IHG anche senza possedere l’hotel.

L’investimento previsto da Gruppo Stay ammonta a 500.000 euro e copre due fronti: l’adeguamento agli standard di sicurezza antincendio richiesti da IHG e il restyling di camere e spazi comuni secondo i canoni estetici del brand Garner. La finalizzazione dell’operazione è prevista entro giugno 2027.

La struttura torinese si trova nel cuore del centro storico, in un palazzo della seconda metà dell’Ottocento che mescola elementi classici, neoclassici e Liberty. Il posizionamento urbano e l’identità architettonica dell’edificio si allineano al profilo del brand Garner, pensato per l’ospitalità di qualità in centri città ad alto flusso di viaggiatori business e leisure.

Fino ad oggi Gruppo Stay era attiva prevalentemente nel segmento dell’ospitalità di montagna. L’accordo con IHG per l’Hotel Astoria segna una doppia novità: il primo progetto city hotel del gruppo e la prima affiliazione con una catena internazionale. “Oltre a testimoniare la nostra volontà di investire concretamente sul prodotto pur non essendo proprietari delle strutture che gestiamo, segna il nostro ingresso nell’ospitalità cittadina”, spiega Andrea Franceschi, fondatore di Gruppo Stay.

Franceschi annuncia almeno un altro progetto entro l’estate 2026 e definisce l’accordo con IHG come l’avvio di “una collaborazione proficua per entrambe le nostre realtà”. Un segnale che la strategia di Gruppo Stay punta a fare del franchising internazionale uno strumento sistematico di posizionamento, non un’operazione isolata.

Il caso Gruppo Stay-IHG illustra una tendenza crescente nel settore alberghiero italiano: operatori di management indipendenti che scelgono l’affiliazione a un brand internazionale per aumentare la visibilità della struttura sui canali di prenotazione globali e giustificare investimenti di riqualificazione. Per il franchisor, la formula permette di espandere la rete senza impegnare capitale proprio; per il franchisee-gestore, significa accedere a un sistema di distribuzione difficilmente replicabile in autonomia.

Con il brand Garner che conta ancora poche strutture affiliate in Italia, l’accordo torinese posiziona Gruppo Stay tra i primi operatori nazionali a scommettere su questo brand nel mercato dell’ospitalità urbana. I prossimi mesi chiariranno se altri gestori italiani seguiranno lo stesso percorso.

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