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Quali catene di franchising crescono al Nord e quali al Sud?

5 Min. di lettura

Dalla moda al fast food, si delinea il ritratto di un Paese che cambia, sempre più uniforme dal punto di vista delle opportunità commerciali malgrado il persistere di differenze storiche.


Il numero delle insegne in franchising in Italia, circa un migliaio, resta sostanzialmente stabile, in un momento di incertezza a livello economico e geopolitico, ma crescono fatturati, punti vendita e numero degli occupati come confermano i dati dell’ultimo rapporto Assofranchising Nomisma 2025.

Le regioni che hanno un maggior numero di punti vendita sono la Lombardia (9.841, il 15%), il Lazio (7.056, 10%) e la Campania (5.500, 8%), ma considerando la macro ripartizione territoriale, il Sud e isole oltrepassano i 22mila punti vendita. Un dato sorprendente, quest’ultimo, per un territorio un tempo poco coperto dalle reti in franchising. C’è una dinamica che merita attenzione: ci sono reti nate al Nord che si espandono al Centro e al Sud. E viceversa.

Non c’è più quella disparità nella diffusione del franchising tra nord e sud. Il divario si assottiglia, per una serie di fattori. Tra i più importanti, stili di vita e di consumo che gradualmente si stanno avvicinando, ma anche una “normalizzazione” dal punto di vista della sicurezza. Altro elemento trainante, la straordinaria crescita nel sud del turismo interno e internazionale. Regioni come la Sicilia, la Puglia e la Campania nel 2025 hanno registrato incrementi percentuali a doppia cifra nelle presenze. La Campania, in particolare, è risultata la prima regione del Mezzogiorno per afflusso turistico. 

Negli ultimi anni i grandi marchi hanno cominciato a scendere al Sud.

In passato alle catene internazionali che sbarcavano in Italia si consigliava una suddivisione del territorio in almeno tre aree, con altrettanti master: nord, centro, sud e isole.

Oggi l’Italia è meno spezzata e più gestibile anche con un solo licenziatario.

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Anche per i prezzi, si assiste a una tendenza al livellamento tra grandi città e aree turistiche del nord, del centro, del sud e isole. Permane una certa disparità nelle zone non turistiche e lontano dalle metropoli; inoltre, soprattutto per certi prodotti, nella provincia e al Sud si spende ancora meno.

Tra le insegne che mostrano dinamismo, La Piadineria: oltre 500 ristoranti, presenti ormai in buona parte delle città italiane, oltre che a Nizza e a Marsiglia, in Francia. La catena è partita da Brescia nel 1994, la presenza al sud è un fenomeno recente, soprattutto concentrato nei centri commerciali. Un percorso contrario è quello de La Yogurteria, franchising che offre yogurt gelato, avviato da Alberto Langella e Gianluigi Tortora nel 2007. È partito dal Meridione e oggi conta 80 punti vendita nelle principali città italiane.

Oggi non solo brand storici, come McDonald’s e Burger King, ma anche new entry come KFC si sviluppano velocemente anche al sud: tra le aperture più recenti e più significative quelle in Calabria.

L’espansione del Gruppo Teddy (Terranova-Calliope-Rinascimento), per esempio, è iniziata più di trent’anni fa da Rimini, Emilia-Romagna, e oggi la rete conta circa un migliaio di negozi. L’insegna Original Marines, invece, è risalita lungo la Penisola, partendo da Napoli. Oggi non è in una fase di particolare espansione, ma conta circa 500 negozi in Italia e 140 all’estero. La moda, va detto, non è in un momento brillante a causa del rallentamento dei consumi e dell’avanzata dello shopping online.

Il brand di intimo Calzedonia da Verona si è espanso fino al sud e all’estero (oltre 2200 punti vendita in 57 paesi, 565 in Italia). Percorso inverso per Yamamay-Carpisa, Gruppo Pianoforte Holding, che da Napoli ha colonizzato l’intero territorio nazionale. Ha due quartieri generali, ora: Gallarate (Va) e Nola (Na). Questo toglie i dubbi su un’Italia del retail e del franchising divisa per territori, come in passato.

L’espansione da nord a sud dei franchisor del comparto immobiliare è cominciata anche prima di quello della ristorazione. Si può dire che Tecnocasa sia l’azienda che ha unificato l’Italia. E ne ha oltrepassato i confini: oltre 3mila agenzie immobiliari e di mediazione creditizia nazionali, più di 4mila a in 8 Paesi. Esemplare anche il caso di Mail Boxes Etc., un franchising che arriva dagli States, ora di proprietà italiana: ha superato i 500 centri nel nostro mercato nazionale.

Le grandi città, come Milano, Roma, Napoli e Palermo attraggono i maggiori flussi di potenziali clienti, ma la provincia è florida: con 70/80 cluster solidi, per potenzialità reddituali e indipendenza dalle metropoli. In tante città di media dimensione come Monza, Mantova, Vicenza, Verona, Parma, Salerno, Foggia, Catania, Cagliari i franchising possono prosperare.

Aeroporti, stazioni e hub di trasporti si stanno ammodernando e godono della straordinaria vitalità del turismo. Sono luoghi dove passa e sosta un considerevole flusso di viaggiatori: clienti con capacità di spesa, che si muovono su tutto il territorio nazionale e possono essere intercettati con proposte dedicate.

Sempre più interessanti per il franchising sono le città d’arte, ma anche i centri minori oggi possono essere attrattivi per i visitatori e per le catene. Occorre analizzare sempre più puntualmente le traiettorie del turismo interno e internazionale, per capire dove una nuova attività in franchising possa funzionare al meglio. 

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