Decathlon distribuisce 2.000 euro in azioni gratuite a ciascuno dei suoi 103.000 dipendenti nel mondo. Il programma, battezzato “The Decathlon Seed”, celebra il 50° anniversario del gruppo e punta a portare la quota di dipendenti azionisti dall’attuale 54% a quasi il 90% della forza lavoro globale entro il 2029.
Nel 2025, Decathlon ha registrato un volume d’affari di 20,7 miliardi di euro (+7,1%), un fatturato di 16,8 miliardi di euro e un risultato netto di 910 milioni di euro, in crescita del +16%. Il gruppo, fondato a Lille nel 1976 dalla famiglia Mulliez, gestisce oggi 1.817 negozi in 80 paesi e impiega 103.000 persone in tutto il mondo. È in questo contesto di forte espansione che, il 17 giugno 2026, l’insegna annuncia un gesto inedito a favore di tutti i propri dipendenti.
“The Decathlon Seed”: 2.000 euro in azioni per ogni dipendente idoneo
Il programma prevede l’assegnazione gratuita di 2.000 euro in azioni per ogni dipendente idoneo. Due i requisiti:
- almeno 3 mesi di anzianità;
- la permanenza in azienda fino al 16 giugno 2029, data che segna la fine del periodo di acquisizione triennale.
Il valore delle azioni non è fisso: evolverà in funzione delle performance collettive del gruppo nel corso dei tre anni. Nei paesi in cui la distribuzione di azioni incontra ostacoli legali o fiscali, i dipendenti riceveranno un beneficio finanziario di valore equivalente. Il programma è frutto di oltre un anno di lavoro condotto con le filiali locali e la compagine azionaria familiare.
Quasi 40 anni di azionariato salariale: un nuovo capitolo
La partecipazione azionaria dei dipendenti non è una novità per Decathlon: il gruppo la pratica dal 1987. Oggi 56.000 dipendenti detengono già azioni dell’insegna, il che equivale al 54% degli effettivi mondiali e al 13% del capitale totale.
“The Decathlon Seed” punta a estendere questa partecipazione fino a circa 90.000 azionisti, avvicinandosi a una copertura pressoché totale della forza lavoro idonea. In Italia, la dinamica è già avanzata: 5.933 dipendenti sono già azionisti, una percentuale che raggiunge il 92% del personale italiano.
Sciopero in Francia e utili record: il dibattito sulla condivisione del valore
L’annuncio arriva a pochi giorni da una mobilitazione inedita: il 6 giugno 2026, per la prima volta nella storia dell’azienda, oltre 1.000 dipendenti Decathlon in Francia hanno aderito a uno sciopero per reclamare aumenti salariali. La protesta si colloca sullo sfondo di risultati in forte crescita, con un utile netto in aumento del +16% nel 2025.
Il programma, elaborato in oltre un anno, non è una risposta diretta alla mobilitazione, ma si inserisce nel dibattito sempre più acceso sulla condivisione del valore nelle grandi catene della distribuzione. Alcuni sindacati, tra cui la CFDT in Francia, hanno sottolineato che la misura non risponde alle esigenze immediate di potere d’acquisto dei lavoratori.
Decathlon in Italia non è in franchising: cosa significa per chi vuole aprire un negozio
La notizia delle azioni gratuite offre l’occasione per fare chiarezza su un punto che genera spesso confusione tra gli aspiranti imprenditori. A livello mondiale, Decathlon sperimenta il modello di franchising in una ventina di paesi: in Francia, ad esempio, il modello esiste ma rimane ancora marginale, limitato a pochi punti vendita.
Non è un caso che lo stesso comunicato sull’annuncio di “The Decathlon Seed” precisi esplicitamente che il programma è riservato ai dipendenti del gruppo e non si applica ai gestori dei punti vendita in franchising – i franchisor – , i quali restano imprenditori indipendenti e non beneficiano delle stesse misure.
In Italia, però, la situazione è diversa: Decathlon non opera in franchising. Ogni punto vendita sul territorio italiano è gestito direttamente dalla casa madre, il personale è assunto dal gruppo e la politica commerciale è definita centralmente.
Questa scelta non è casuale: il controllo diretto della rete permette a Decathlon di garantire uniformità di servizio, prezzi competitivi grazie all’eliminazione dei margini intermedi e una reattività immediata ai feedback di mercato. È la stessa logica che spinge il gruppo a costruire un azionariato interno, piuttosto che affidarsi a una rete di affiliati.











