Dopo dieci anni di attività nel centro storico di Ferrara, il punto vendita di 100 Montaditos in via Scienze ha chiuso definitivamente. Il gestore Simone Pastore racconta la fine di un’avventura costruita attorno agli studenti universitari e a un format spagnolo che aveva trovato la sua nicchia in città.
Fondata nel 2000 a Islantilla, in provincia di Huelva, 100 Montaditos è il brand di casual food spagnolo specializzato nei panini in stile tapas. Il gruppo conta oggi oltre 700 punti vendita distribuiti tra Spagna, Portogallo e diversi mercati internazionali. In Italia la catena è presente dal 2013, con una rete che comprende sedi nelle principali città come Roma, Milano, Napoli e Bologna.
Dieci anni di avventura in via Scienze: una storia di fidelizzazione universitaria
Il locale di 100 Montaditos a Ferrara aprì le porte nel dicembre 2015, posizionandosi tra i primi indirizzi del casual food di ispirazione spagnola nel centro storico emiliano. In via Scienze, a pochi passi dall’università, il punto vendita conquistò rapidamente una clientela giovane e studentesca, diventando un indirizzo fisso per aperitivi e cene informali.
Per quasi un decennio, il format di 100 Montaditos – brand che opera in Spagna e Portogallo tramite sistema di franchising – propose i suoi panini a prezzi accessibili, con la promozione dell’Euromanía il mercoledì e la domenica a fare da traino. La chiusura, avvenuta nella seconda metà di giugno 2026, chiude un ciclo che molti clienti ricordano con affetto.
“Eravamo diventati un punto di riferimento per tantissimi giovani”
A raccontare la chiusura è direttamente il gestore Simone Pastore:
La chiusura e le sue ragioni: la versione del gestore
Pastore attribuisce la fine dell’attività a una decisione della casa madre: “La nostra esperienza iniziò a dicembre 2015, purtroppo però il franchising spagnolo ha deciso di uscire dall’Italia ed abbiamo dovuto chiudere l’attività”, spiega Simone Pastore, gestore del punto vendita. Grupo Restalia non ha rilasciato comunicati ufficiali in merito a questa dichiarazione.
Pastore sottolinea anche i cambiamenti del tessuto commerciale locale: l’esplosione della ristorazione in città ha moltiplicato la concorrenza, mentre le abitudini dei giovani sono cambiate dopo il Covid. “La frequentazione dei locali per vedere le partite è diminuita. Con gli smartphone e la grande offerta di contenuti online, si è persa questa abitudine del ritrovarsi”, osserva il gestore.











