icon / 24x24 / ic24-trending-up

Le più ricercate del momento

Si può aprire un negozio Primark in Italia nel 2026?

8 Min. di lettura
façade primark moderne avec mur végétal

Il mercato tessile e dell’abbigliamento italiano vale 58,4 miliardi di euro, e Primark, uno dei brand più cercati online, vi opera già con circa 20 negozi diretti. La porta che resta chiusa, però, è quella del franchising. Chi vuole lavorare con il brand deve dunque puntare su altre strade, illustrate in questo articolo insieme ad alcune alternative in franchising nel settore moda.


Aprire un negozio Primark in franchising resta un’ipotesi che circola spesso tra chi guarda al settore della moda accessibile. La risposta è netta: in Italia, come nel resto d’Europa, non è possibile aprire un punto vendita Primark.

Il brand ha scelto un modello di gestione diverso, che lascia però margini di collaborazione indiretta con chi lo desidera. Ecco come funziona davvero.

Primark non opera in franchising

Nata nel 1969 a Dublino con il nome di Penneys, ancora oggi utilizzato nei negozi irlandesi, Primark è una catena di abbigliamento accessibile per donna, uomo e bambino, che vende anche accessori, beauty e articoli per la casa.

Il brand appartiene al gruppo britannico Associated British Foods (ABF) – controllato dalla famiglia Weston tramite la holding Wittington Investments – e diventerà una società quotata in modo autonomo alla Borsa di Londra, a seguito dell’annuncio circa la separazione delle attività di ABF.

Nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti, ogni negozio è di proprietà diretta dell’azienda. Nessun franchisee, nessuna licenza locale: l’unica eccezione riguarda il Medio Oriente, dove il gruppo Alshaya gestisce i punti vendita tramite modello di franchising per conto del brand.

Per l’Italia, quindi, la gestione resta interamente nelle mani di Primark stessa. Il brand ha inoltre pubblicato online una pagina dedicata proprio a questo equivoco, intitolata “Truffa del franchising”:

avviso primark: truffa del franchising

Fonte: sito ufficiale Primark Italia

Il messaggio è diretto: chiunque proponga di acquistare un franchising Primark fuori dal Medio Oriente sta tentando una truffa. L’azienda invita chi riceve contatti di questo tipo a rivolgersi al proprio servizio di assistenza clienti, senza versare somme né firmare documenti.

Perché Primark piace così tanto ai consumatori italiani?

Il gradimento verso Primark si spiega soprattutto con il posizionamento di prezzo, difficile da replicare per catene di dimensioni simili.

Il brand propone infatti capi di tendenza a listino contenuto, rinnovando l’assortimento con grande frequenza e puntando su un pubblico giovane e attento al rapporto tra prezzo e stile.

La crescita costante della rete conferma l’interesse dei consumatori: negli ultimi anni Primark ha aperto in Italia a un ritmo di più negozi ogni anno, spingendosi anche in città di dimensioni medie oltre alle grandi aree metropolitane.

Negozi diretti e gestione centralizzata: il modello di Primark

Ogni punto vendita Primark è gestito da personale dipendente, coordinato da un direttore di negozio che risponde alla struttura nazionale del brand. Le decisioni su assortimento, prezzi e allestimento vengono prese a livello centrale, poi applicate in modo uniforme in tutti i negozi della rete.

In Italia lo sviluppo è coordinato dal direttore Luca Ciuffreda, che segue apertura di nuovi store, assunzioni e rapporti con i centri commerciali partner. Non esiste quindi una figura equivalente al franchisor: ogni scelta resta interna al gruppo.

Se il franchising resta fuori discussione, alcune porte d’accesso al mondo Primark restano comunque aperte. Ecco le principali, dalla più diretta alla più occasionale.

1) Lavorare in negozio: l’unica porta d’ingresso per i candidati

Diventare dipendente resta il modo più immediato per entrare in contatto con il brand. Le posizioni aperte riguardano sia il personale di negozio, tra vendita, cassa e magazzino, sia ruoli di coordinamento regionale, man mano che la rete italiana cresce verso i 28 negozi annunciati.

Dove candidarsi?

La candidatura passa dal portale carriere ufficiale del gruppo o direttamente in negozio, dove viene spesso segnalata l’apertura di nuove posizioni.

I profili junior entrano tramite percorsi di formazione interna, mentre ai ruoli di responsabilità si accede soprattutto per crescita interna, con programmi dedicati allo sviluppo del personale già attivi in Italia.

2) Diventare fornitore: gli standard etici richiesti da Primark

Primark non possiede stabilimenti produttivi: lavora esclusivamente con fornitori esterni, selezionati tramite un processo di verifica formale. Ogni fabbrica viene ispezionata prima di ricevere il primo ordine, per controllare il rispetto del codice di condotta del gruppo.

Il controllo continua nel tempo: un team di 130 esperti di commercio etico realizza circa 3.000 ispezioni ogni anno nei principali Paesi di produzione, spesso senza preavviso. Diventare fornitore richiede quindi requisiti produttivi e sociali ben definiti, non una semplice candidatura commerciale.

3) Collaborazioni creative: capsule collection e collezioni firmate

Il brand costruisce periodicamente collezioni capsule in collaborazione con stilisti, celebrity o altri marchi, distribuite per un periodo limitato nei negozi fisici. Sono partnership gestite direttamente dal team creativo Primark, senza alcun rapporto di affiliazione con chi propone la collaborazione.

Per un designer o un piccolo brand, l’accesso a queste collaborazioni passa quasi sempre da una selezione diretta operata dal gruppo, non da una candidatura spontanea aperta al pubblico.

4) Proporre uno spazio commerciale: il ruolo di centri commerciali e developer

Un’altra forma di collaborazione riguarda chi possiede o gestisce spazi commerciali. Ogni nuova apertura nasce da un accordo diretto tra Primark e il proprietario o gestore dell’immobile, che nulla ha a che vedere con un contratto di affiliazione.

È il caso del negozio di Biella, realizzato con Sonae Sierra Italia, o del futuro polo logistico di Alessandria, costruito con SEGRO su una superficie di 81.000 metri quadrati. Per i developer immobiliari, proporre una location resta quindi la via più concreta per collaborare con il brand.

Lo sviluppo italiano di Primark resta aggressivo. Il gruppo ha annunciato un investimento di 22 milioni di euro per tre nuove aperture, a Cremona, Ancona e Gorizia, con 300 nuovi posti di lavoro legati alle sole nuove sedi.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a 28 negozi sul territorio nazionale, un traguardo che porterebbe lo staff italiano ben oltre gli attuali 5.000 dipendenti. A supportare la rete in crescita arriverà anche il primo polo logistico italiano del brand, costruito ad Alessandria e operativo dal 2027.

Il direttore Italia, Luca Ciuffreda, descrive questa fase come qualcosa che va oltre la semplice crescita del numero di negozi, con particolare attenzione allo sviluppo dei dipendenti e al legame con le comunità locali dove aprono i nuovi punti vendita.

Sul piano dei valori, il gruppo concentra gli investimenti sulla strategia Primark Cares, con obiettivi fissati fino al 2030. Il 55% dei capi contiene oggi materiali riciclati o provenienti da fonti più sostenibili, contro il 45% dell’anno precedente.

3 milioni

Capi venduti nella collezione circolare di Primark, realizzata con materiali riciclati o di recupero, parte della strategia Primark Cares.

Stats illustration

L’impegno riguarda anche la filiera produttiva: quasi 300.000 agricoltori hanno seguito programmi di formazione su metodi di coltivazione del cotone più sostenibili dal 2013, con una riduzione dei pesticidi del 26%.

Sul fronte sociale, i programmi My Life e Sudokkho hanno coinvolto migliaia di lavoratrici nelle fabbriche fornitrici, tra India e Bangladesh.

Il settore dell’abbigliamento in franchising resta una colonna portante dell’economia italiana: nel 2025 ha generato – insieme al settore della GDO e della ristorazione – cirrca il 75% del giro d’affari complessivo del franchising italiano.

Inoltre, secondo Confindustria Moda, nel 2025 il comparto nel suo complesso ha generato 58,4 miliardi di euro, con un export di oltre 36 miliardi di euro e un saldo commerciale positivo di 10,4 miliardi di euro.

Chi punta ad aprire un’attività di abbigliamento accessibile con il supporto di una rete consolidata, quindi, non manca di alternative concrete in franchising. Ecco tre brand italiani attivi nel segmento, con condizioni molto diverse tra loro.

1) Terranova: moda giovane e contemporanea a prezzo accessibile

Fondato nel 1988 e parte del gruppo Teddy S.p.A., che controlla anche Rinascimento, Calliope e QB24, Terranova propone moda pronta per donna, uomo e bambino con un posizionamento simile a quello di Primark. La rete conta 552 punti vendita in 39 Paesi, di cui 286 in Italia.

Terranova

Logo

Terranova

Giovane, contemporaneo, solare, autentico

  • Negozi specializzati
  • 286 Sedi
  • Capitale proprio: 200.000 €

Voglio più informazioni!

Il modello di affiliazione prevede un apporto personale di 200.000 euro e un investimento complessivo di 600.000 euro, senza diritto d’ingresso. Il fatturato medio annuo dichiarato è invece di circa 1,5 milioni di euro, su negozi di 600-800 metri quadrati in centri storici, centri commerciali o retail park.

Infine, grazie al sistema di conto vendita, l’affiliato paga solo la merce effettivamente venduta.

2) Piazza Italia: quattro format per ogni fascia di età

Attiva dal 1993, Piazza Italia costruisce collezioni ispirate allo stile italiano, distribuite in quattro format: Kids, Fashion Store, Family Store e Megastore. Anche in questo caso il modello si basa sul conto vendita, con margini garantiti e assenza di royalties sul fatturato.

Piazza Italia

Logo

Piazza Italia

Negozio di abbigliamento

  • Negozi specializzati
  • n.c.
  • Capitale proprio: n.c. €

Voglio più informazioni!

Il rapporto contrattuale dura cinque anni, con possibilità di rinnovo, e richiede location tra 300 e 1.200 metri quadrati in bacini di almeno 30.000 abitanti. La merce invenduta a fine stagione può essere restituita al franchisor, un dettaglio che riduce il rischio per il punto vendita.

3) Triumph: lingerie di fascia alta, fuori dal fast fashion

Fondato nel 1886, Triumph è oggi, secondo quanto dichiarato dal franchisor, l’unico brand di intimo in Italia posizionato fuori dalla fast fashion, con un’offerta che punta su innovazione di prodotto piuttosto che su prezzo. La rete italiana conta 40 punti vendita, con un piano di crescita fino a 100 nuove aperture nei prossimi cinque anni.

Triumph

Logo

Triumph

Lingerie da indossare e dimenticare

  • Negozi di abbigliamento
  • 40 negozi
  • Capitale proprio: 500.00 €

Voglio più informazioni!

L’investimento richiesto corrisponde ad un apporto personale di 50.000 euro per un investimento totale di 70.000 euro, senza diritto d’ingresso. Il profilo ricercato è quello di imprenditori del settore moda, spesso già coinvolti in prima persona nella gestione del negozio.

Il consiglio della Redazione:

Prima di scegliere tra questi brand, verifica soprattutto il modello economico.

Un conto vendita senza diritto d’ingresso, come quello di Terranova o Piazza Italia, riduce il rischio ma lascia meno margine di manovra sull’assortimento rispetto a un investimento più classico come quello di Triumph.

La scelta giusta dipende dal capitale disponibile e dal grado di autonomia che vuoi mantenere sul punto vendita.

Potrebbe anche piacerti!

moka pot dorato su yacht di lusso in mare blu
Mokavit, doppio riconoscimento tra certificazione ItalyX e ingresso su Wolf & Badger

Mokavit chiude l’estate con un doppio riconoscimento sul fronte dell’internazionalizzazione. ...

façade mercadona en brique, enseigne verte close
Mercadona aprirà in Italia? Le prospettive e la strategia del brand

Mercadona domina il mercato della grande distribuzione spagnola con una ...

insegna mcdonald’s su facciata moderna urbana
McDonald’s lancia il concorso McChicken Creation Dolce Vita Edition, in palio una Fiat 500 al giorno

McDonald’s Italia lancia oggi, 24 agosto, il concorso McChicken® Creation ...

facciata eurospin moderna con parcheggio e carrelli
Eurospin apre a Dormelletto e Calcinaia, doppia inaugurazione tra Piemonte e Toscana

Eurospin inaugura il 27 agosto due nuovi discount a Dormelletto, ...

facciata kfc in pietra grigia, insegna rossa
In Italia esiste un KFC che ha aperto nell’atrio di un cinema storico

A Torino, il colonnello Sanders ha preso il posto del ...

emblema r elegante su medaglione scuro lustrato
Si può aprire un ristorante Roadhouse in Italia nel 2026?

Roadhouse è la steakhouse del Gruppo Cremonini che ha portato ...

logo mcdonald’s su facciata in legno e cielo blu
McDonald’s apre un nuovo ristorante a Pontedera: 35 assunzioni e tappa del Job Tour a settembre

McDonald’s apre le selezioni per il nuovo ristorante di Pontedera, ...

pasta cremosa con pesto, ricotta e pistacchi
Si può aprire un ristorante Miscusi in Italia nel 2026?

Il settore della ristorazione fast casual in Italia vale oggi ...

premi beauty in farma 2026: bodycare e green clean
L’Erbolario vince ai Beauty in Farma Awards 2026, rete a 212 punti vendita

L’Erbolario si aggiudica due premi ai Beauty in Farma Awards ...

rampe urbana floue dans une scène animée
VOI Migros Partner, il franchising di Migros apre a Sigirino, in Ticino

Domani, giovedì 20 agosto, apre a Sigirino, nel Canton Ticino, ...