Due aperture in una settimana per Luca Barra Gioielli: un monomarca al centro commerciale Katanè di Gravina di Catania e un Phygital Store in via dell’Epomeo a Napoli. Il brand salernitano di gioielli in acciaio spinge sulla rete fisica con un franchising che non chiede fee di ingresso né royalties.
Il taglio del nastro siciliano è arrivato sabato 10 ottobre, una settimana dopo l’inaugurazione napoletana del 3 ottobre. Entrambe le aperture sono state annunciate dal brand sulla propria pagina LinkedIn.
Sul sito ufficiale, Luca Barra rivendica oltre 1.500 punti vendita in Italia e all’estero, tra rivenditori e negozi a insegna. Lo store locator conta oggi una quarantina di monomarca.
Gravina di Catania, quarto negozio dell’insegna nell’area etnea
Il nuovo punto vendita si trova nel Centro Commerciale Katanè, a Gravina di Catania. Con questa apertura il brand presidia l’hinterland catanese da quattro indirizzi: via Etnea in centro città, Porte di Catania, Etnapolis a Belpasso e ora Katanè.
Una densità che dice molto della strategia: qui, più che aprire nuovi territori, l’insegna infittisce la presenza dove il brand è già noto. Nel post di annuncio, il brand presenta l’apertura come una nuova tappa di un percorso che “continua “, senza indicare se il negozio sia gestito direttamente o da un affiliato.
A Napoli il formato Phygital Store, in via dell’Epomeo
A Napoli il brand ha scelto una via commerciale cittadina, via dell’Epomeo, per il suo nuovo Phygital Store. L’inaugurazione si è trasformata in una festa di quartiere, con dj set e molto pubblico.
Un negozio phygital indica in genere un negozio che integra acquisto in store e strumenti digitali, coerente con la “strategia omnicanale” che il franchisor elenca tra i servizi alla rete. Per Napoli il gesto ha anche un valore simbolico: è la città da cui parte la storia della famiglia Barra.
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Un franchising senza fee di ingresso né royalties
Il modello di affiliazione, lanciato nel 2019 accanto alla rete di concessionari e shop in shop, si regge su una scelta precisa. L’affiliato non paga né diritto d’ingresso né percentuali sul fatturato: il rapporto economico passa dalla fornitura dei prodotti, con condizioni d’acquisto riservate che assicurano il margine al negoziante.
Superficie di un negozio Luca Barra in franchising, in bacini di almeno 15.000 abitanti. (Fonte: Luca Barra)

Le metrature contenute tengono basso il costo dell’arredo, uguale in tutta la rete. L’apertura può essere finanziata con leasing o noleggio operativo grazie ad accordi con società specializzate.
Il franchisor affianca il candidato nella scelta tra centro città, vie dello shopping e centri commerciali, poi segue il negozio con formazione prima dell’apertura, visual merchandising, campagne marketing e controllo costante delle vendite. Il progetto parla sia ai gioiellieri che vogliono cambiare insegna sia a chi avvia la prima impresa.
Da Borgo Orefici a Salerno, un brand costruito sull’acciaio
Le radici sono napoletane. Nel 1976 il padre, Roberto Barra, apre una gioielleria a Borgo Orefici, la strada storica degli orafi. Il figlio Luca sceglie un’altra materia: nel 2009 debutta con una collezione maschile in acciaio, seguita a breve da linee donna e orologi.
Oggi l’azienda ha sede a Salerno e il suo simbolo è il cuore, legato a un ricordo di famiglia.











