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11 idee per aprire un negozio redditizio nel 2026 con un piccolo investimento

8 Min. di lettura
persona che annota qualcosa su un blocco note sulla scrivania

Burocrazia, finanziamenti, leggi, tasse, contratti e paura di sbagliare. Aprire un’attività commerciale non è semplice, ma con le accortezze giuste si può affrontare la concorrenza con successo, anche con un budget contenuto.


Ecco una selezione di reti in franchising pensate per chi vuole partire con un investimento iniziale ridotto: format che garantiscono un supporto continuo in più ambiti, dalla formazione al marketing fino alla gestione quotidiana del punto vendita.

1) Gestire una piattaforma locale di consegna

Gestire una piattaforma locale di consegna, senza possedere un ristorante, è un modo per entrare nel settore della ristorazione in franchising con un piccolo investimento. Piattaforme come ForToGo e Food Zone operano in Italia tramite modello di franchising e affidano al gestore locale il coordinamento dei rider, la gestione di ordini e clienti tramite app e i rapporti con i ristoratori del territorio.

L’investimento resta accessibile: può scendere sotto i 10.000 euro, una cifra che in genere copre la fee di ingresso, la formazione iniziale e il software di gestione degli ordini. Non è necessario alcun locale: la piattaforma si coordina anche da casa, con un computer e una connessione internet.

2) Avviare un’attività di distributori automatici: snack, bevande e vending H24

Aprire un’attività di distributori automatici permette di entrare nel settore del vending senza gestire un punto vendita con personale: le macchine lavorano in autonomia, installate in stazioni, ospedali, università e aree industriali, e riducono il rischio operativo tipico di un negozio tradizionale.

Il settore vale oggi 1,55 miliardi di euro di fatturato in Italia, con circa 785.000 distributori automatici installati sul territorio nazionale (Fonte: Confida, dati 2025). L’investimento resta accessibile: reti come E&S Vending propongono pacchetti a partire da 19.000 euro, mentre altre, come 365 Self Shop, offrono formule chiavi in mano tra i 30.000 e i 50.000 euro.

Neew Life

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Neew Life

Distributori automatici

  • Negozi specializzati
  • n.c.
  • Capitale proprio: 4.000 €

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E&S Vending

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E&S Vending

Distributori automatici

  • Negozi specializzati
  • 70 Sedi
  • Capitale proprio: n.c. €

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365 Self Shop

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365 Self Shop

Distributori automatici

  • Negozi specializzati
  • 5 Sedi
  • Capitale proprio: n.c. €

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3) Avviare un’attività di servizi alle famiglie: baby sitter, colf e badanti

Avviare un’attività di servizi alle famiglie, tra baby sitting, colf e assistenza a persone anziane, richiede una logistica leggera e pochi acquisti iniziali: basta spesso un home office, perché il grosso del lavoro si gestisce online.

La domanda è in crescita e alcune reti non richiedono una formazione sanitaria specifica per entrare nel settore, il che abbassa la barriera d’ingresso per chi vuole affiliarsi. L’investimento iniziale può scendere sotto i 5.000 euro. In Italia, ad esempio, operano reti come Alma Social Care e Famiglia Riunita.

4) Avviare un’attività di pulizie, housekeeping e servizi di conciergerie per affitti brevi e Airbnb

Nel triennio 2021-2024 il settore degli affitti brevi in Italia è cresciuto del 38%, con oltre 180 milioni di presenze turistiche annue. Cresce di conseguenza anche la domanda di servizi di portineria, manutenzione e pulizia da parte dei proprietari: un terreno fertile per chi vuole aprire una conciergerie o aprire un B&B in una città turistica.

Chi punta sulla conciergerie può guardare a YourHostHelper, nata nel 2017 a Cannes e oggi presente anche a Lecco, Moncalieri, Venaria Reale e Torino: l’ingresso in rete costa 2.500 euro, con un canone operativo del 2% sul fatturato oppure di 500 euro al mese. Un’alternativa è Quokka 360, azienda svizzera attiva anche a Como, Milano, in Liguria, a Tropea e ad Ascoli Piceno.

5) Avviare servizi alle imprese: web agency, logistica e stampa

La rivoluzione digitale premia le imprese che sanno distinguersi online, e l’e-commerce resta una delle leve più efficaci per riuscirci. Secondo il Rapporto e-commerce in Italia di Casaleggio Associati, il valore complessivo del mercato online ha raggiunto circa 85,4 miliardi di euro nel 2024, in crescita del 6% sull’anno precedente.

Cresce di pari passo la domanda di servizi digitali da parte delle imprese, soprattutto PMI, e ne beneficia direttamente il settore dei servizi alle imprese in franchising. Ad esempio, aprire un’agenzia web non richiede alcun locale: le spese di affiliazione vanno da poche centinaia di euro fino a 15mila, e sul territorio italiano operano diverse web agency, tra cui Webitaly System e Sumweb.

Chi cresce online, però, ha anche bisogno di spedire: più e-commerce significa più pacchi da imballare, tracciare e consegnare, e proprio la logistica è oggi uno dei filoni più richiesti tra i servizi alle imprese in franchising. Tra le realtà consolidate spicca Mail Boxes Etc. e La Posta Privata Nazionale.

La Posta Privata Nazionale

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La Posta Privata Nazionale

Servizi postali privati integrati

  • Servizi per le imprese
  • 298 Sedi
  • Capitale proprio: 15.000 €

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Schmitz Cargobull

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Schmitz Cargobull

Soluzioni per trasporto logistico

  • Servizi per le imprese
  • 1 Locale
  • Capitale proprio: 15.000 €

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Mail Boxes Etc.

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Mail Boxes Etc.

Servizi e Soluzioni per Aziende e Privati

  • Servizi per le imprese
  • 600 sedi
  • Capitale proprio: 35.000 €
  • 7 recensioni

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6) Aprire un’erboristeria

Secondo l’osservatorio erboristico curato da Nomisma, pubblicato nell’autunno del 2023, il 76% degli italiani ha acquistato prodotti fitoterapici ed erboristici per la cura della persona, e il 72% per la cura della casa. Il 67% di loro ha scelto l’erboristeria come canale d’acquisto.

Il business richiede in genere un negozio fisico e un investimento di alcune migliaia di euro, ma esistono anche soluzioni in franchising con un piccolo punto vendita ospitato in un negozio già avviato (ad esempio Cipria Temporary, corner shop in shop). Il segreto del successo, a volte, sta nell’offrire al cliente un plus, come un truccatore, lezioni o consigli di bellezza in negozio a cadenze regolari.

Tra le insegne più consolidate del settore della bellezza e el benessere in franchising spiccano poi Bottega Verde, nata da una piccola erboristeria di Pienza e oggi prima azienda italiana nella cosmesi naturale con oltre 400 punti vendita (nessuna fee d’ingresso né royalties), e L’Erbolario, leader di mercato dal 1978 e conosciuto dal 70% delle donne italiane, con oltre 180 negozi monomarca in franchising.

L'Erbolario

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L'Erbolario

Cosmetica naturale e benessere

  • Bellezza e Benessere
  • 212
  • Capitale proprio: n.c. €

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Bottega Verde

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Bottega Verde

Cosmetica e bellezza

  • Bellezza e Benessere
  • 165
  • Capitale proprio: n.c. €

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7) Aprire una lavanderia self-service

Insieme ad uno stile di vita sempre più nomade e dinamico e con i ritmi di lavoro frenetici, cresce anche la domanda di lavanderie a gettone. L’investimento per aprire una lavanderia a gettoni è di qualche migliaia di euro, sale col costo dei macchinari, ma il break-even si può raggiungere anche in un paio d’anni e non sono richieste competenze particolari.

In Italia operano diverse reti specializzate in questo formato, tra cui Lavagettone, Express Wash, Ondablu e Wash & Dry. Tutte propongono lo stesso modello self-service, aperto 24 ore su 24 e senza personale in sede, e offrono all’affiliato macchinari professionali selezionati, supporto nella scelta della location e formazione iniziale, senza richiedere esperienza pregressa nel settore.

Ondablu

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Ondablu

Lavanderia self-service

  • Negozi specializzati
  • 60
  • Capitale proprio: n.c. €

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Lavagettone

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Lavagettone

Lavanderia self-service

  • Negozi specializzati
  • 650
  • Capitale proprio: n.c. €

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Express Wash

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Express Wash

Lavanderia self-service

  • Negozi specializzati
  • 400
  • Capitale proprio: n.c. €

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Wash&Dry

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Wash&Dry

Lavanderia self-service

  • Negozi specializzati
  • 341
  • Capitale proprio: n.c. €

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8) Avviare un’attività di servizio di duplicazione chiavi

Le chiavi si perdono sempre e servono sempre: questo è un servizio di prossimità che non conosce crisi. L’investimento iniziale è inoltre relativamente contenuto rispetto ad altri business, soprattutto se inserito come corner o piccolo laboratorio in zone di passaggio.

In Italia, la rete Silca Shops conta oltre 1.800 punti vendita partner, tra ferramenta e negozi di chiavi, che integrano le macchine di duplicazione Silca nella propria attività già avviata: non è un franchising in senso stretto, poiché non prevede fee d’ingresso né royalties, ma un costo dell’attrezzatura tra i 2.000 e i 5.000 euro.

Per chi cerca invece un franchising strutturato esiste Keyok, che fornisce attrezzature, know-how e assistenza all’avviamento con un investimento medio di circa 40.000 euro chiavi in mano.

9) Offrire servizi di toelettatura per animali

Anche nei periodi di crisi, chi ama il proprio animale non rinuncia a prendersene cura. La domanda cresce nei centri urbani, dove sempre più famiglie trattano cani e gatti come veri membri della famiglia, spendendo di più per il loro benessere.

L’investimento parte da alcune migliaia di euro per aprire un negozio, e diverse reti offrono soluzioni in franchising: FreshDog, ad esempio, é la prima catena italiana di toelettatura per cani e gatti che permette di entrare nel settore con un investimento a partire da 8.990 euro più IVA.

10) Avviare un’attività di riparazione smartphone e PC

Meglio recuperare che comprare di nuovo: una scelta che fa bene al portafoglio e all’ambiente. Tra i servizi di prossimità, la domanda di riparazione di smartphone e PC resta costante. Chi apre un negozio non è obbligato a riparare in prima persona: può assumere un tecnico specializzato oppure collaborare con tecnici a chiamata, e in questo caso non serve alcun diploma o titolo specifico per il titolare. Chi invece effettua le riparazioni in prima persona farebbe bene a formarsi e certificarsi, anche per ragioni assicurative.

L’investimento iniziale per un piccolo laboratorio parte in genere da 15.000 a 30.000 euro. In Italia esiste iRiparo, la più grande catena di assistenza e riparazione per smartphone e tablet in Europa con oltre 300 centri, che permette di avviare l’attività con supporto tecnico e operativo.

11) Creare un servizio di ripetizioni, doposcuola e recupero anni scolastici

Il mercato dei servizi educativi resta solido in Italia e si sviluppa lungo due formule principali:

  • Modelli online: chi entra nel settore può collaborare con piattaforme internazionali di tutoring e ripetizioni come Superprof per trovare clienti;
  • Modelli con sede fisica: qui operano in Italia anche diversi franchising.

I format con sede fisica generano costi maggiori, ma intercettano le famiglie che preferiscono la presenza in loco.

Tra le reti attive in Italia, Centro Studi Lambda nasce nel 2020 e riunisce oggi due brand, Concorsi Militari Academy e Centro Studi Lambda, dedicati rispettivamente alla preparazione ai concorsi pubblici e al supporto scolastico da elementari a università. L’investimento totale per aprire un centro parte da 50.000 euro, diritti di ingresso inclusi.

Centro Studi Lambda

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Centro Studi Lambda

Centro Studi Lambda: ripetizioni tradizionali con metodo personalizzato innovativo

  • Formazione
  • 4 Sedi
  • Capitale proprio: 35.000 €

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3 regole auree per avere successo

Secondo Fabio Fulvio, responsabile del settore Marketing, Innovazione e Internazionalizzazione di Confcommercio, esistono alcune regole auree da seguire prima di aprire un’attività commerciale:

  1. Scegliere una buona location, anche controintuitiva. “Non bisogna pensare che aprire un ristorante in una strada dove ce ne sono già molti significhi avere troppa concorrenza: probabilmente gli esercizi commerciali beneficeranno reciprocamente della presenza di clienti”, spiega Fulvio. Le bussole di Confcommercio possono aiutare a orientarsi prima di lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria.
  2. Se l’attività prevede un negozio, proporre un plus con una componente di fisicità aiuta a competere con l’online. “Se vendo una muta, uno skateboard, delle scarpe da corsa, ma offro al cliente la possibilità di provarli in uno spazio fisico, accompagnato da un esperto che dia consigli, il fattore umano e la conoscenza di come calza il prodotto saranno cruciali per riuscire, visto che lo stesso prodotto si può probabilmente trovare online a un prezzo inferiore”, spiega Fulvio.
  3. Bisogna creare una comunità intorno al prodotto: chi vende pentole può proporre un corso di cucina, chi vende pinne un viaggio di gruppo per fare immersioni.

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