Sapò, il brand di pizza in teglia creato dal pizzaiolo veneto Andrea Boscolo, ha lanciato il franchising nel 2024 dopo quindici anni di ricerca sull’impasto. Il marchio, nato a Sottomarina di Chioggia, ha aperto anche a Milano, in via Cusani, il terzo punto vendita della rete e il primo fuori dal Veneto.
Andrea Boscolo ha aperto il suo primo locale, Antichi Sapori, nel 2010 a soli 22 anni, prima di sviluppare in 15 anni di studio un impasto ad alta idratazione, basso contenuto di sodio e da 36 a 48 ore di lievitazione. Nel 2023 si è classificato al primo posto nella categoria a squadre del Campionato Mondiale della Pizza, disputato a Parma, mentre la guida di Gambero Rosso gli ha assegnato due rotelle e un punteggio di 88 su 100. Nel 2024 l’esperienza è confluita nel format Sapò, oggi attivo in tre punti vendita tra Veneto e Lombardia.
Una pizza in teglia pensata per leggerezza e croccantezza
Il menu si articola in tre linee: Le Rosse, condite con impasti classici, Le Bianche e Le Extra Crunch, pensate per una consistenza più croccante. La ricetta punta su un impasto ipolipidico e su una lunga lievitazione, elementi che il brand indica come tratto distintivo rispetto alla pizza in teglia tradizionale.
Ogni punto vendita propone tre modalità di consumo: seduti al tavolo, da portare via già pronta, oppure impastata e non cotta, da infornare direttamente a casa propria. Una flessibilità pensata per intercettare sia il cliente di passaggio sia chi organizza una cena tra le mura domestiche.
Il fondatore racconta il percorso dietro il brand
Boscolo racconta così i quindici anni passati a perfezionare l’impasto prima del lancio del franchising, un percorso che lo ha portato dai riconoscimenti individuali alla costruzione di un format replicabile.
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Il franchising Sapò punta su un modello senza pizzaiolo
Il format elimina due complessità tipiche di una pizzeria tradizionale: non richiede l’installazione di una canna fumaria né l’assunzione di un pizzaiolo esperto. La gestione si appoggia su ricette collaudate, un manuale operativo e un software gestionale fornito dalla casa madre.
L’investimento per il solo pacchetto Sapò, che comprende entry fee, forno, bancone, attrezzature e formazione, va da 50.000 a 60.000 euro più IVA. Considerando depositi cauzionali, lavori edili e costituzione della società, l’investimento complessivo sale a una cifra compresa tra 80.000 e 100.000 euro più IVA.
Il brand dichiara un recupero dell’investimento entro 18 mesi e una marginalità pari al 38% sul fatturato (ROS). La rete accompagna l’affiliato con un pacchetto di supporto che copre la scelta della location, la progettazione del locale, la formazione iniziale e cinque anni di assistenza tecnica e marketing dopo l’apertura.
Nota bene:
Un format che non richiede competenze da pizzaiolo abbassa la barriera d’ingresso per chi arriva da altri settori. Il brand indica come target sia i giovani imprenditori al primo investimento, sia gli operatori del retail che cercano di diversificare pur non avendo mai lavorato dietro un banco pizza.











