Logcenter, azienda casertana leader nella logistica integrata, apre ufficialmente le porte a una rete di affiliati in tutta Italia. Il progetto di franchising, partito nel 2021 con la prima sede di Bari, punta a replicare altrove il metodo che ha reso l’azienda un punto di riferimento nazionale del settore. Prima di entrare in rete, i candidati affrontano un percorso preliminare di dodici mesi, pensato come una vera partnership più che come un contratto standard.
Non è una mossa dettata dalla sola ricerca di nuovi mercati. Fin dalla fondazione, Logcenter vende e noleggia le macchine che sostituiscono il lavoro a mano nei magazzini e nei cantieri, dai carrelli elevatori ai sistemi automatizzati di stoccaggio.
Portare questo know-how fuori dalla Campania attraverso una rete di affiliati è la conseguenza quasi naturale di un’attività costruita attorno a un solo principio commerciale.
Da azienda di famiglia a realtà da 28 milioni di euro
Dietro Logcenter ci sono i fratelli Antonio e Pietro Vitiello, che nel 2012 decidono di lasciare l’azienda in cui lavoravano per fondarne una propria. Da quella scelta nasce la realtà che oggi ha sede a Carinaro, in provincia di Caserta, e che vale 28 milioni di euro, premiata come Campione della Crescita.
Un anno di prova prima del franchising ufficiale
La logica del periodo di prova è prima di tutto economica. Il costo più alto per chi entra nella logistica è il parco macchine, e Logcenter aggira l’ostacolo affidando ai candidati i mezzi in conto visione: si comincia a lavorare senza dover anticipare il capitale che servirebbe per comprarli.
Attorno a questa leva finanziaria, l’azienda costruisce un accompagnamento quotidiano fatto di formazione continua, assistenza sul campo nelle trattative commerciali e strumenti già pronti all’uso, dal CRM alle procedure interne.
Il reparto marketing di Carinaro segue in parallelo la generazione dei contatti sul territorio, un compito che altrimenti un affiliato alle prime armi dovrebbe gestire da solo.
Superato il dodicesimo mese, la parola passa a entrambe le parti: candidato e azienda si confrontano sui risultati raggiunti insieme, e solo un giudizio condiviso trasforma la prova in un sistema di affiliazione a tutti gli effetti.
La filosofia dei fondatori dietro il progetto
Pietro Vitiello, uno dei fondatori di Logcenter, descrive così l’obiettivo che ha spinto Logcenter ad aprirsi al franchising:
I vantaggi per chi entra nella rete Logcenter
Aprire un’attività di logistica da soli e aprirla sotto l’ombrello di Logcenter non è la stessa scommessa. Da soli, il nome va costruito da zero, i fornitori vanno convinti clientela alla mano, e ogni errore procedurale si paga per intero.
Da franchisee, quel lavoro è già stato fatto: il brand porta con sé una credibilità che i partner commerciali riconoscono subito, e le procedure operative sono il frutto di oltre un decennio di correzioni sul campo, non di un manuale scritto a tavolino.
Il resto del vantaggio si misura in euro e in rischio. Comprare mezzi e attrezzature dentro una rete costa meno che farlo da soli, semplicemente perché i volumi aggregati pesano di più al tavolo delle trattative con i fornitori.
E se il primo anno di un’attività indipendente resta spesso un salto nel buio, qui il confronto continuo con altri affiliati funziona da rete di sicurezza: un problema già affrontato da qualcuno nella rete raramente resta senza risposta.
Una rete già attiva tra Campania, Puglia e Basilicata
La sede storica resta a Carinaro, in provincia di Caserta, dove Logcenter mantiene la propria casa madre. Attorno a questa base gravitano oggi altre realtà del gruppo a Marcianise e Teverola, mentre le prime affiliazioni in franchising sono già attive a Bari, punto di partenza del progetto nel 2021, e più di recente a Eboli e Polla.

Immagine tratta dal sito ufficiale di Logcenter
Il numero delle filiali segnala una rete ancora giovane ma già radicata su tre regioni diverse, un primo test concreto per capire se il modello regge anche fuori dalla Campania.











