KFC Italia porta domani all’AIGRIM Day di Milano il tema del lavoro nella ristorazione in catena: il CEO Corrado Cagnola interviene alle 10:15 nel panel sulle risorse umane. L’insegna, che conta 150 ristoranti e punta a 35 aperture nel 2026, ha appena inaugurato anche il primo locale a Nerviano (MI).
Chiuso il 2025 con 230,4 milioni di euro di ricavi, in crescita del 29%, KFC Italia impiega 3.750 persone e distribuisce la rete tra gestione diretta, il 16% dei ristoranti, e modello di franchising, affidato a 23 partner imprenditoriali nel 2026. È su questa base che l’insegna sceglie di parlare di lavoro in un forum di settore.
Domani all’AIGRIM Day il valore del lavoro nella ristorazione
L’AIGRIM Day 2026, il forum dedicato al settore della ristorazione in catena, si tiene il 23 ottobre al Centro Congressi della Fondazione Cariplo di Milano, dalle 9:30 alle 14:00. Il tema scelto è “Il valore del lavoro, il futuro della ristorazione” e la partecipazione è gratuita con registrazione.
Alle 10:15 Cagnola dialoga nel panel “Le risorse umane nella ristorazione, presente e futuro” con Giorgia Favaro di McDonald’s Italia e Stefania Criveller di Cigierre. Modera Andrea Aiello di Retail&Food. Tra i temi che l’amministratore delegato indica ci sono rinnovi contrattuali, welfare e retribuzione, da affrontare insieme tra aziende, associazioni e istituzioni.
Nerviano, il primo KFC del comune
Il 15 ottobre KFC ha annunciato l’apertura nel Centro Commerciale Nerviano, in via Alcide De Gasperi, in provincia di Milano. Il ristorante è il primo dell’insegna nel comune, e le immagini diffuse mostrano gli ordini ai chioschi digitali e il banco per la consegna e il ritiro.
L’apertura si inserisce nel piano che l’insegna ha costruito sulla Lombardia, una delle regioni su cui concentra lo sviluppo.
Il franchising KFC: da 700.000 a 1,2 milioni di euro
Sul sito dedicato ai franchisee, KFC indica un investimento compreso tra 700.000 e 1.200.000 euro, variabile in base al locale e alle sue condizioni. I formati sono tre: food court, in line e free standing drive thru.
Non serve esperienza pregressa nella ristorazione, ma servono solide basi finanziarie. Il modulo di candidatura chiede la disponibilità ad aprire almeno sei ristoranti in tre anni. La selezione dura circa quattro mesi e prevede verifiche di una società esterna e l’approvazione del board aziendale. Fee d’ingresso e royalties sono previste ma non quantificate online.
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Trentacinque aperture e 800 assunzioni nel 2026
Il piano per il 2026 prevede 35 nuovi locali, che porterebbero la rete a 185 ristoranti, e oltre 800 nuovi posti di lavoro. L’obiettivo di medio periodo è quota 250 ristoranti entro il 2028.
Per i candidati affiliati, il confronto di domani a Milano è un segnale utile: la tenuta della rete dipende anche da come il settore gestisce contratti, welfare e retribuzioni. Le prossime inaugurazioni, tra Lombardia e resto d’Italia, diranno quanto il ritmo del piano regga.











