Un colosso della moda presente in oltre 80 Paesi, un gruppo di ristorazione da 360 locali, una pokeria nata a Milano, un compro oro e una palestra di fitboxing. Sono i vincitori della prima edizione dei Franchising Awards, promossi da L’Express Franchise e Salone Franchising Milano: cinque storie diverse che raccontano come cresce oggi una rete in affiliazione.
La serata si è svolta giovedì 1° ottobre nella Galleria Meravigli di Milano, in coincidenza con la giornata inaugurale della 39ª edizione del Salone Franchising Milano. Sul palco, a condurre, Maria Elena Magro, Country Manager di L’Express Franchise Italia, ed Enrico Tosco, CEO e fondatore di Reting, partner dell’iniziativa insieme al main partner Indeed.
Secondo i dati di Assofranchising, il momento è propizio per avviare la propria attività nel settore. Nel 2025, infatti, il franchising italiano ha toccato 39 miliardi di euro di giro d’affari (+8 %), con 707 insegne e oltre 62.000 punti vendita.
Terranova e Cigierre, la scala dei grandi gruppi
Il Premio Sviluppo Internazionale va a Terranova, insegna di punta del Gruppo Teddy. Il gruppo romagnolo sfiora oggi i 900 negozi in più di 80 Paesi. Il ritmo non rallenta: dopo 115 aperture nel 2025 tra negozi diretti e in franchising, il 2026 ne prevede 120, di cui 65 sotto l’insegna premiata.
Il Premio Crescita & Sostenibilità premia invece Cigierre, la società friulana dietro il franchising Old Wild West, Pizzikotto, Wiener Haus e Smashie. Nato nel 1995, il gruppo ha festeggiato i trent’anni con una rete di oltre 360 ristoranti e un obiettivo di ricavi superiore ai 550 milioni di euro per il 2025. Per sostenere la crescita ha avviato un piano di investimenti da più di 60 milioni, destinato a nuove aperture e al rinnovo dei locali.
Rana Edwards, da una pokeria milanese a 150 locali
Il Premio Personalità è stato consegnato a Rana Edwards, che nel 2017 ha fondato I Love Poke con Michael Lewis. In otto anni la catena ha consolidato il modello di franchising ed è arrivata a 150 locali, 48 dei quali affidati ad affiliati, e a un giro d’affari di 67 milioni di euro.
Il 2026 segna anche il primo passo fuori dai confini, con Lisbona e Beirut. Il brand ha scelto la strada del master franchising, affidando i nuovi mercati a partner locali strutturati.
OroEtic e Brooklyn Fitboxing, nuove idee e reti che si allargano da dentro
Il Premio Next Generation Franchise porta sotto i riflettori OroEtic, catena di compro oro che ha fatto della trasparenza il proprio tratto distintivo. Un settore spesso guardato con diffidenza, trasformato in format replicabile.
A Brooklyn Fitboxing Italia va invece il Premio Content & Community. In Italia, secondo mercato del brand dopo la Spagna, la rete conta 26 club, metà in franchising, e altri tre in arrivo a Sesto San Giovanni, Legnano e Venezia Mestre.
Il dato più interessante riguarda chi c’è già dentro. Secondo Gabriele Aluigi, alla guida della rete italiana, chi ha aperto un club in franchising “sceglie di aprirne altri”. Una dinamica che il brand incoraggia con un contratto “cluster”: quattro club in 24 mesi.
Cinque modelli, una stessa leva di crescita
Messi uno accanto all’altro, i premiati smentiscono l’idea di un franchising a taglia unica. C’è chi supera le cento aperture l’anno, chi esporta il format tramite partner esteri, chi costruisce la rete partendo dagli stessi affiliati.
Per un candidato, la lezione è concreta. Prima del brand conta il modo in cui la rete accompagna chi entra: margini dichiarati, formule di sviluppo multi-unità, sostegno all’apertura. Sono gli stessi indicatori da tenere d’occhio nei prossimi mesi, quando i piani 2026 di questi cinque brand dovranno tradursi in insegne accese.












