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Comptoir Libanais apre a Venezia: terzo locale italiano dopo Malpensa e Roma Termini

3 Min. di lettura
restaurant libanais comptoir libanais avec terrasse animée
Immagine tratta dal sito ufficiale di Comptoir Libanais

Comptoir Libanais sceglie lo scalo di Venezia per il suo terzo ristorante italiano, aperto il 2 settembre nella zona partenze di recente apertura dell’aeroporto Marco Polo. La catena britannica di cucina mediorientale rafforza così la propria presenza nei principali hub di transito del paese, un terreno che interessa da vicino chi valuta una concessione nel travel retail.


Il brand, nato a Londra per iniziativa dell’imprenditore Tony Kitous, ha costruito la propria identità attorno alla cucina levantina, tra hummus, shawarma e piatti a base di cous cous.

In Italia il primo indirizzo ha aperto nel 2024 a Milano Malpensa, seguito a luglio 2026 da Roma Termini. Venezia porta così a tre le concessioni italiane gestite da Areas-MyChef in circa due anni, un ritmo che colloca il travel retail al centro della strategia di crescita del brand nel paese.

La scelta tecnologica più visibile riguarda le casse: su quattro postazioni, due sono chioschi automatici per l’ordine e il pagamento in autonomia, pensati per chi deve correre al gate.

Il locale, ricavato nella zona d’imbarco rinnovata dello scalo, resta comunque ampio, circa 90 metri quadrati, con posti a sedere per chi preferisce fermarsi con calma.

Il progetto rientra negli obiettivi ambientali della società aeroportuale Save, che punta alla certificazione Leed per l’intero scalo. Il nuovo locale adegua di conseguenza i propri consumi energetici e idrici agli standard richiesti, più che per un’iniziativa isolata del singolo punto vendita.

Più che un semplice punto ristoro, il locale gioca la carta della scenografia. L’ispirazione dichiarata è quella dei mercati coperti del Mediterraneo, tradotta in tessuti e sedute dai colori vivaci; completano l’insieme piccole composizioni floreali sui tavoli e punti luce sospesi sopra le postazioni.

Il risultato è un ambiente che si stacca dai soliti punti ristoro da aeroporto, con un angolo dedicato al merchandising del brand. In carta convivono i grandi classici della tradizione libanese, dall’hummus al pollo shawarma, con proposte più strutturate come il cous cous e alternative per chi segue un regime vegetariano o vegano.

Dietro la carta c’è un’idea di ospitalità che affonda le radici nella cultura mediorientale, tradotta in un servizio continuo dalla colazione alla cena e nelle limonate aromatizzate diventate un tratto riconoscibile del brand.

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Per il gruppo Areas, la crescita di Comptoir Libanais in Italia passa soprattutto dagli aeroporti e dalle stazioni ad alto traffico, dove la clientela internazionale è già abituata a brand di ristorazione riconoscibili.

Il modello in concessione permette al brand britannico di entrare rapidamente in nuovi mercati senza costruire una rete diretta di punti vendita.

Anche lo scalo veneziano rivendica un ruolo attivo nella scelta: l’arrivo di un’insegna internazionale come Comptoir Libanais rientra nel piano con cui l’aeroporto aggiorna la propria offerta commerciale non aviation, l’insieme dei servizi che non riguardano il volo ma pesano sui ricavi della società di gestione.

Al taglio del nastro erano presenti anche Tony Kitous, fondatore del brand, e Chaker Hanna, amministratore delegato di Comptoir Libanais: un segnale di quanto il gruppo consideri strategico il mercato italiano.

Tre concessioni in due anni restano un ritmo sostenuto per un brand arrivato in Italia solo nel 2024, con margini per ulteriori aperture nei prossimi mesi.

Le prossime mosse di Areas e di Comptoir Libanais diranno se il formato in concessione si estenderà anche ad altri scali e stazioni italiane ad alto traffico.

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