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Bebe Vio vince “Peccato non sia un Franchising” 2026

3 Min. di lettura
atleta paralimpica: protesi, medaglie e stile
Immagine tratta dal sito ufficiale Bebe Vio Academy

Assofranchising ha istituito il premio “Peccato non sia un Franchising”, pensato per celebrare le idee con un impatto concreto sulla società e il potenziale per diffondersi su larga scala. Per la prima edizione, il riconoscimento va alla Bebe Vio Academy. La campionessa paralimpica ritirerà il premio il 18 giugno a Milano, al Franchising Summit 2026.


Ci sono progetti che nascono per cambiare il mondo. Assofranchising ha scelto di riconoscerli con un nuovo premio, “Peccato non sia un Franchising”, assegnato per la prima volta nell’ambito del Franchising Summit 2026, in programma il 18 giugno a Palazzo Castiglioni, Milano (evento su invito). Il principio è semplice: valorizzare le iniziative capaci di generare un effetto moltiplicatore positivo sulla società, proprio come avviene quando un format di successo si espande tramite il sistema di franchising.

Fondata da Bebe Vio insieme alla fondazione art4sport e a NIKE, la Bebe Vio Academy offre a bambini e ragazzi la possibilità di praticare discipline paralimpiche in un ambiente dove la disabilità non è un ostacolo ma una caratteristica come le altre. L’obiettivo dichiarato è far allenare insieme, senza distinzioni, giovani con e senza disabilità, condividendo esperienze e crescendo fianco a fianco.

Il programma comprende sei discipline: scherma in carrozzina, sitting volley, basket su carrozzina, rugby su carrozzina, atletica e calcio. Le sedi operative si trovano a Milano e Roma. Dall’autunno 2026, una terza location aprirà a Venezia.

Il legame tra il premio e la logica del franchising è esplicito. Massimiliano Maffioli, Presidente di Assofranchising, precisa: “Attraverso questo riconoscimento vogliamo premiare una realtà che si impegna per far vivere lo sport in un modo davvero accessibile e inclusivo. Ci auguriamo che la Bebe Vio Academy possa raggiungere sempre più città italiane, proprio come il franchising contribuisce ad amplificare una bella idea di business”.

Il messaggio è chiaro: il franchising non è solo un modello commerciale, è prima di tutto un metodo per scalare un’idea. Il riconoscimento “Peccato non sia un Franchising” nasce con l’ambizione di diventare un appuntamento annuale, riservato a quei progetti che, pur non operando nel settore dell’affiliazione, ne condividono il principio fondamentale: diffondere ciò che funziona.

Un obiettivo con una scadenza precisa, dichiarato senza mezzi termini. La Bebe Vio Academy si posiziona come uno dei motori di questa strategia: creare esperienze inclusive per le nuove generazioni, in modo che la cultura paralimpica si radichi prima nei bambini che negli adulti. È un approccio dal basso, che punta sulla formazione dei valori prima ancora che delle competenze sportive.

Il Franchising Summit 2026 si terrà il 18 giugno a Palazzo Castiglioni, Milano. La cerimonia di premiazione della Bebe Vio Academy segna un’evoluzione nell’agenda dell’incontro annuale di Assofranchising: il settore non si limita a celebrare le reti commerciali di maggiore successo, ma inizia a interrogarsi sul proprio ruolo come vettore di cambiamento culturale.

Per i franchisor e i candidati franchisee attenti al posizionamento valoriale del loro brand, la direzione è significativa. Le reti in franchising del futuro saranno valutate non solo per la loro redditività, ma anche per la capacità di generare un impatto positivo nelle comunità in cui operano. La Bebe Vio Academy offre, in questo senso, un modello di riferimento concreto da cui il settore può trarre ispirazione.

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