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Alice Pizza cambia proprietà ed entra nel portafoglio di Made in Italy Fund II e Capdesia Group

3 Min. di lettura
alice pizza: facciata urbana con scooter rosso

Green Arrow Capital cede il 100% di Alice Pizza a Made in Italy Fund II (gestito da Quadrivio Group & Pambianco) e Capdesia Group. Con 231 punti vendita, fatturato di rete superiore a 115 milioni di euro nel 2025 e metà della rete in franchising, la più grande catena italiana di pizza al taglio cambia azionista in vista di un’espansione internazionale accelerata.


Alice Pizza nasce a Roma nel 1989. In quasi quarant’anni, il brand costruisce un format preciso: pizza al taglio quadrata, produzione standardizzata, sistema di formazione interno. Prima dell’operazione, il fondo Taste of Italy (gestito da Green Arrow Capital Alternative Funds SGR) deteneva indirettamente circa il 70% del capitale. Il restante 30% resta nelle mani della famiglia fondatrice Giovannini, che non è coinvolta nella cessione. L’accordo vincolante è stato annunciato il 25 giugno 2026; il closing è atteso per l’inizio di settembre 2026.

Made in Italy Fund II non è specializzato nella ristorazione. Gestito da Quadrivio Group & Pambianco, il fondo si concentra su lusso, lifestyle e prodotti di eccellenza italiana. L’ingresso in Alice Pizza segna un cambio di profilo degli investitori: non più private equity settoriale food, ma un fondo orientato alla valorizzazione del Made in Italy su scala internazionale.

A fianco del fondo principale, Capdesia Group e altri co-investitori industriali e finanziari completano il nuovo azionariato. La continuità manageriale è assicurata: Claudio Baitelli resta amministratore delegato.

I numeri del 2025 fotografano una rete solida. I 231 punti vendita si dividono tra 220 in Italia, concentrati tra Roma e Milano, e 11 all’estero: Francia, Spagna, Malta, Hong Kong e Stati Uniti. Il fatturato dell’intero network supera i 115 milioni di euro. L’EBITDA consolidato si attesta a 12,6 milioni di euro, con un margine del 20% sui ricavi netti della società.

A sostenere la coerenza operativa della rete, Alice Pizza gestisce dal 2013 la propria Accademia di Alice: un centro di formazione per pizzaioli, laboratorio di sviluppo ricette e strumento di trasmissione della cultura aziendale ai nuovi franchisee e dipendenti.

Alice Pizza

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  • Ristorazione
  • 115
  • Capitale proprio: n.c. €

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Circa il 50% dei 231 punti vendita di Alice Pizza opera secondo il sistema di franchising, il resto è gestito direttamente dal gruppo. Per chi valuta un’apertura nel settore della ristorazione rapida in affiliazione, il format presenta elementi concreti: standardizzazione della produzione, riconoscibilità del marchio, accesso alla rete formativa dell’Accademia.

La capacità di replicare il concept su scale diverse, alternando gestione diretta e affiliazione, è uno degli asset che ha convinto il nuovo azionariato. Il modello ha dimostrato di funzionare in contesti differenti: centri storici, aree commerciali e mercati internazionali.

Con il passaggio a Made in Italy Fund II, l’orizzonte di Alice Pizza si allarga. I mercati strategici indicati dal nuovo azionariato sono tre: Europa, Asia e Stati Uniti. La rete internazionale già avviata, con presenze in Francia, Spagna, Malta, Hong Kong e negli Stati Uniti, costituisce la base su cui costruire la fase successiva di crescita.

L’ingresso di un fondo lifestyle specializzato nel Made in Italy apre inoltre uno spazio di riposizionamento del brand verso un segmento più premium rispetto alla ristorazione rapida tradizionale.

“Il percorso realizzato da Alice Pizza negli ultimi anni rappresenta un esempio concreto della nostra capacità di creare valore attraverso una strategia di crescita sostenibile, innovazione e sviluppo internazionale”, precisa Stefano Caspani, amministratore delegato di Taste of Italy (Green Arrow Capital Alternative Funds SGR). Le prossime aperture e le scelte di posizionamento nelle mani del nuovo fondo permetteranno di misurare se questa operazione accelera davvero la traiettoria internazionale della catena romana.

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