Secondo gli ultimi dati ISTAT sul commercio al dettaglio, dal 2025 al 2026 ci sarebbe stato un aumento delle vendite di beni alimentari e non. In particolare, solo i supermercati avrebbero registrato un +5,1%. Anche in momenti non particolarmente fiorenti per le finanze nazionali, il settore non sente crisi e rientra tra i servizi fondamentali per i cittadini. Se questa premessa ti ha fatto venire voglia di aprire un supermercato nel 2026, sei nel posto giusto. Dalla preparazione del business plan alla scelta della location e dei fornitori, nulla può essere lasciato al caso, perché il settore è redditizio, ma anche concorrenziale.
Gli step fondamentali da seguire per aprire un supermercato nel 2026
Ti starai chiedendo: cosa serve per aprire un supermercato? È necessario rispettare una serie di requisiti. Le norme di riferimento in questo settore sono:
- il Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del Consumo);
- il Regolamento europeo 1169/2011 sull’etichettatura degli alimenti;
- la Legge 166/2016, contro gli sprechi alimentari;
- il Decreto legislativo 114/1998 e successive modificazioni per le aperture e le modalità di vendita.
Ad esempio, è necessario che il titolare sia maggiorenne e non abbia condanne penali pendenti. Vuoi conoscere gli altri passi? Eccoli a uno a uno.
1) Scelta del concept
La prima domanda che un neo-imprenditore dovrebbe farsi è: che tipo di attività desidero intraprendere? La scelta di aprire un grande o piccolo supermercato non dovrebbe essere dettata solo dalle aspirazioni personali ma derivare da un’attenta analisi del mercato, che tenga conto delle abitudini di acquisto dei consumatori locali. Soddisfare delle esigenze concrete è sicuramente il trucco per aprire un negozio di successo.
In ogni caso la scelta ricadrà su:
- la Grande Distribuzione (GDO) con supermercati e ipermercati, il cui punto di forza è la quantità di prodotti presenti, oppure i discount, apprezzati soprattutto per la convenienza dei prezzi;
- Piccole attività come minimarket, supermercati biologici o specializzati in prodotti locali, surgelati, o per persone intolleranti o allergiche (per esempio si osserva attualmente una forte diffusione di esercizi commerciali specializzati in prodotti per persone affette da celiachia). Di solito in questi posti la selezione degli articoli in vendita è più limitata e la clientela più esigente e selezionata. Non per questo sono meno redditizi, proprio perché soddisfano bisogni più particolari a cui spesso la GDO presta meno attenzione, riescono a ritagliarsi uno spazio di mercato meno presidiato dalla concorrenza.
Un’idea molto originale potrebbe essere quella di aprire un supermercato automatico oppure online. Entrambe le soluzioni necessitano di un investimento iniziale contenuto e rispondono molto bene alle esigenze dei consumatori attuali, sempre più interessati a servizi come la spesa 24 ore su 24 o a domicilio.
2) Business plan e apertura dell’attività
Appena chiarite le idee sul concept, è importante preparare un business plan. Si tratta di un documento strategico che descrive il progetto, mettendo in evidenza obiettivi, strategie di crescita e previsioni economico-finanziarie. Può sembrare un passaggio superfluo, ma non lo è, perché aiuta l’imprenditore nel creare l’attività giusta per la sua clientela. È inoltre fondamentale nel caso si volesse chiedere un prestito bancario o accedere a un bando per ottenere bonus, incentivi o agevolazioni.
A questo passaggio, segue l’inizio del vero iter burocratico, necessario per l’apertura di un supermercato. Ecco i requisiti indispensabili:
- Scelta della forma giuridica (es: ditta individuale, SAS, SRL, SPA), e del regime fiscale (tra forfettario e ordinario) a seconda del tipo di progetto che si vuole attuare;
- Apertura partita IVA, con codice ATECO 47.11 per il commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari, bevande o tabacco, inclusi ipermercati, supermercati e minimarket. In alternativa vanno bene anche il 47.11.1 e 47.11.2. Il 47.11.3, invece, è più adatto per i discount, mentre il 47.11.4 per i supermercati piccoli;
- Richiesta dei permessi per affiggere l’insegna e per riprodurre musica, rispettivamente al Comune e alla SIAE;
- Apertura delle posizioni INPS e INAIL per il titolare e per eventuali dipendenti;
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente territorialmente;
- Presentazione al Comune della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività);
- Domanda per i certificati SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) e HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) per l’apertura dell’attività e la manipolazione e vendita di alimenti;
- Eventuali permessi per la vendita di alcolici.
3) Scelta del locale e permessi necessari
Trovare la struttura che possa ospitare la tua attività è probabilmente una delle fasi più delicate. L’immobile dovrebbe:
- essere abbastanza grande da contenere scaffali, banconi, frigoriferi, freezer, e corridoi non stretti che consentano alle persone di attraversarli e trovare i prodotti senza difficoltà;
- rispettare tutti i requisiti a livello igienico-sanitario, di sicurezza, agibilità e urbanistica. Sarà infatti indispensabile ottenere la certificazione antincendio da parte dei vigili del fuoco e ristrutturare gli impianti affinché rispettino le normative vigenti.
Scegliere una zona residenziale, con molti parcheggi e ben collegata dai mezzi pubblici, così come optare per un allestimento accogliente sono dettagli che possono cambiare il volume di affari.
È possibile aprire un supermercato online?
Assolutamente sì. Probabilmente è uno dei concept più attrattivi per un neo-imprenditore, visto il cambio di abitudini della popolazione dopo la pandemia da Covid-19.
Ma come aprire un supermercato online? La parte burocratica resta la stessa, ad eccezione di tutti gli adempimenti strettamente connessi con il locale. Sarà, invece, necessario aprire un sito internet e possibilmente anche un’app per consentire gli acquisti e la prenotazione della consegna a domicilio.
4) Formazione, competenze e personale qualificato
Per aprire un supermercato in Italia è necessario il superamento dei corsi per ottenere le licenze SAB e HACCP, necessarie per la corretta conservazione, manipolazione e vendita degli alimenti freschi, secondo le norme igienico-sanitarie nazionali.
In alternativa, devi dimostrare di aver lavorato almeno 24 mesi negli ultimi 5 anni presso un’attività di vendita o produzione alimentare oppure nella ristorazione. È obbligatorio che anche tutti i dipendenti abbiano frequentato e superato il corso HACCP e che siano a conoscenza di tutte le regole per garantire l’igiene e la sicurezza degli alimenti.
5) Incentivi, fondi e agevolazioni
Prima di imbarcarti in questa nuova avventura, consigliamo anche di monitorare i siti internet di Invitalia, Regioni e Comuni: potresti trovare dei bandi per ottenere dei finanziamenti per aprire il tuo supermercato. Esistono infatti bonus, incentivi e agevolazioni (anche a fondo perduto, totale o parziale) che aiutano i neo-imprenditori nella fase di avviamento dell’azienda. Per citarne solo due, ricordiamo:
- Resto al Sud, rivolto a chi desidera aprire un’attività nel Meridione;
- ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, per l’avviamento di aziende su tutto il territorio italiano a prevalente partecipazione giovanile (uomini tra i 18 e i 35 anni) o femminile (senza limiti di età).
6) Strategia di comunicazione e marketing
Come per ogni attività, la chiave del successo, però, sta nella preparazione di un buon piano di marketing e comunicazione, che ti consenta di far conoscere il tuo supermercato e i servizi esclusivi offerti. La strategia dovrebbe prevedere sia una parte più tradizionale (con volantini, cartelloni pubblicitari) sia una digitale e social in cui comunicare sconti e iniziative originali.
È possibile aprire un supermercato in franchising?
Aprire un supermercato franchising è possibile ed é la scelta migliore specie per chi è alle prime armi o vuole aprire un grosso supermercato contenendo l’investimento.
Come aprire un supermercato in franchising? Innanzitutto, dovrai trovare la realtà che si avvicina maggiormente alla tua idea di business. In tabella puoi trovare solo alcune aziende che offrono questa opportunità in Italia:
| Nome | Quota d’ingresso | Fatturato |
|---|---|---|
| Eurospin | n.d. | 1,9 miliardi di euro |
| Tigre Amico | n.d. | 1,24 miliardi di euro (dato del Gruppo) |
| Doro Supermercati | n.d. | 70 milioni di euro |
*La quota d’ingresso é un dato non disponibile sui siti ufficiali dei rivenditori, perché strettamente dipendente dal tipo di progetto che si intende realizzare.
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Quanto costa aprire un supermercato nel 2026?
Aprire un supermercato richiede un investimento piuttosto oneroso, che parte dai 50mila euro, ma può raggiungere facilmente il doppio o il triplo della cifra. Sicuramente un buon modo per abbassare i costi di avviamento e gestione è quello di affiliarsi a una rete franchising affidabile.
Quanto costa aprire un supermercato? In autonomia vs in franchising
Per poter prendere una decisione consapevole, può aiutarti fare un paragone. Abbiamo ipotizzato di voler aprire un punto vendita di medie dimensioni. Nella tabella sottostante trovi le voci di spesa a confronto.
| Voce di costo | Supermercato in franchising | Supermercato autonomo | Note |
|---|---|---|---|
| Affitto | 2.000 – 5.000 €/mese | 1.500 – 4.500 €/mese | L’autonomo potrebbe riuscire a risparmiare, scegliendo zone meno trafficate e metrature più piccole. I franchisor potrebbero imporre dei limiti che fanno salire la spesa. |
| Spese Burocratiche | 3.000 – 7.000 € | 5.000 – 10.000 € | Spesso per il franchising queste voci sono incluse nella fee d’ingresso. Per l’apertura in autonomia sono a carico totale del titolare. |
| Piano Marketing | Royalties (1-3% fatturato) | 5.000 – 15.000 € (lancio) | Aprendo un’attività indipendente bisogna occuparsi della creazione del brand. Scegliendo l’opzione franchising si potrà usufruire dei vantaggi collegati a un marchio già strutturato e conosciuto. |
| Personale | Variabile | Variabile | Un proprietario autonomo può decidere liberamente il numero dei dipendenti e dei turni. Chi è affiliato a una rete franchising deve seguire le linee guida. |
| Arredo e tech | 50.000 – 150.000 € | 40.000 – 120.000 € | L’autonomo può decidere di optare per l’usato o fornitori low-cost. Il franchisee deve invece attenersi all’accordo siglato. |
| Forniture Prodotti | 40.000 – 80.000 € | 50.000 – 90.000 € | Il franchisee accede a prezzi agevolati, ma non può scegliere liberamente i fornitori come potrebbe fare un titolare autonomo. Chi decide di aprire in proprio avrà più controllo sui margini, ma meno potere contrattuale. |
| Utenze (luce, gas, wi-fi) | 2.500 – 6.000 €/mese | 3.000 – 7.000 €/mese. | Con il franchising è possibile avere tariffe agevolate tramite gruppi d’acquisto. Aprendo in proprio bisogna ricercare autonomamente il miglior fornitore. |
| Formazione | 2.000 – 5.000 € | 2.000 – 5.000 € | Nel primo caso è inclusa nelle royalties mensili. Aprendo autonomamente invece è a carico del titolare. |
Aprire un supermercato in franchising conviene?
Generalmente la risposta è sì. Molte voci di costo (es: spese marketing e formazione) sono incluse nella fee d’ingresso o nelle royalties mensili. Spesso la rete franchising ti permette anche di accedere a sconti sulle forniture che per un titolare indipendente non sono neanche lontanamente pensabili. Tuttavia, il franchisee dovrà rinunciare a una fetta di autonomia a livello decisionale.
Se non sei disposto a farlo, per contenere i costi, potresti ridimensionare il progetto o puntare su minimarket specializzati (come quelli per celiaci o che vendono solo surgelati), i quali offrendo un servizio particolare riescono con più facilità a fidelizzare un certo tipo di clientela.
Conviene aprire un supermercato nel 2026? Guadagni e prospettive
Se sei arrivato a questo punto della lettura, ti starai chiedendo: ma quindi conviene aprire un supermercato o no? La domanda di prodotti alimentari e per la cura della casa e della persona è stabile, ma il successo o meno di questa attività dipende molto dalle capacità strategiche e comunicative dell’imprenditore.
L’obiettivo è quello di raggiungere il break-even (punto di pareggio), tra quanto investito e quanto ricavato, nel minor tempo possibile. Per questo bisognerà prestare molto attenzione alla fase di valutazione iniziale. Per non commettere errori, è consigliato rivolgersi a figure professionali che possano aiutare nelle prime fasi d’investimento.
Il titolare di un supermercato di medie dimensioni ben avviato può arrivare a guadagnare anche dai 30.000 ai 75.000 euro netti all’anno. Se anche tu desideri raggiungere questi risultati, ricorda di offrire servizi speciali e di prestare la giusta attenzione ai bisogni dei clienti (es: spesa a domicilio). “Originalità” è la parola chiave per creare il business di successo che hai sempre sognato.











