NaturaSì punta a sessanta nuovi punti vendita tra il 2026 e il 2028, per portare la rete a circa 410 negozi. Il piano da 45 milioni di euro, riportato da Il Sole 24 Ore, mescola aperture dirette, ristrutturazioni, rilocalizzazioni e ingressi in franchising, e apre una finestra concreta per chi guarda al biologico come opportunità di affiliazione.
EcorNaturaSì è attiva nel biologico da oltre quarant’anni e gestisce oggi direttamente più di 175 punti vendita, su una rete che il piano di sviluppo punta a portare a circa 410. Nel 2025 il fatturato del gruppo ha raggiunto 435 milioni di euro, con l’obiettivo di arrivare a 500 milioni tra il 2026 e il 2027.
La proprietà è in mano alla Libera Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner, tramite la holding Ulirosa SpA, secondo un modello di steward ownership in cui la missione conta più del profitto.
Quattro leve per far crescere la rete entro il 2028
Il piano di sviluppo comunicato da Il Sole 24 Ore prevede quattro tipi di intervento sulla rete, assicurati da un investimento complessivo stimato per il periodo 2026-2028 pari a 45 milioni di euro.
Da un lato ci sono le aperture dirette, con nuovi negozi gestiti in prima persona dal gruppo, e le aperture in franchising, che ampliano la rete con franchisee. Dall’altro lato interviene la manutenzione dell’esistente: le ristrutturazioni rinnovano i punti vendita già attivi, mentre le rilocalizzazioni li trasferiscono verso posizioni più accessibili.
Ivrea, Milano e Bologna guidano la mappa delle nuove aperture
La prima fase di sviluppo si concentra nel Nord Italia, con Ivrea, Milano e Bologna tra le città indicate come prioritarie. Il Centro e il Sud accompagneranno lo sviluppo in una fase successiva.
Il fatturato 2025, pari a 435 milioni di euro, deriva sia dall’attività di distribuzione sia dai negozi gestiti direttamente dal gruppo. L’obiettivo dei 500 milioni passa quindi anche dal contributo della rete in franchising.
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Negozi più grandi, con spazi dedicati alla somministrazione
Lo sviluppo della rete procede insieme a un cambio di format, come racconta il presidente Fabio Brescacin a Gdoweek e Mark Up. L’insegna si allontana dal modello con cui era partita negli anni, fatto di negozi piccoli, e punta oggi su location di taglia maggiore, ben collegate e dotate di parcheggio.
Un elemento centrale del nuovo format è la somministrazione. Nelle due interviste, Brescacin descrive gli spazi per il caffè o il pranzo come un modo per instaurare un legame più diretto con la clientela e far scoprire il biologico a chi finora non lo aveva mai provato.
Una crescita autofinanziata, con l’agricoltura come priorità
Il presidente collega lo sviluppo della rete a un’altra priorità: il sostegno alla filiera agricola biologica, anche tramite il rilancio a settembre dell’iniziativa “Giusto prezzo“, dedicata alla trasparenza sui pagamenti ai produttori.
Restano da chiarire le condizioni concrete di ingresso nella rete in franchising, dal formato dei negozi alle zone aperte alla candidatura. Un aspetto che i futuri affiliati dovranno verificare direttamente con l’insegna nelle prossime fasi del piano.











