McDonald’s non ha mai aperto un ristorante a Matera, l’unico capoluogo di provincia italiano rimasto fuori dalla mappa della catena. Nel 2024 il gruppo ha inaugurato un punto vendita a Policoro, comune della stessa provincia ma lontano dal centro storico. Una petizione dei giovani materani ha provato a colmare il vuoto, che resta oggi un terreno aperto per chi guarda al franchising della ristorazione nel territorio.
Capitale della Cultura nel 2019 e custode dei Sassi, patrimonio Unesco, Matera conta oggi quasi 60.000 abitanti tra capoluogo e provincia. Fino al 2024, l’intera provincia risultava l’unica in Italia priva di un ristorante McDonald’s.
Una singolarità diventata un caso mediatico ricorrente. L’apertura di un punto vendita a Policoro ha chiuso quel primato territoriale, ma il capoluogo resta ancora senza un ristorante della catena.
Matera, l’ultimo capoluogo italiano fuori dalla mappa dei fast food
La notizia era diventata virale nell’agosto del 2023, quando la pagina Facebook del tour operator Guide Matera aveva pubblicato la mappa delle provincie italiane con almeno un punto vendita McDonald’s. La Basilicata risultava l’unica “macchia bianca” dello Stivale.

I commenti raccolti all’epoca mostravano una città divisa. Da una parte chi difendeva l’assenza come prova della qualità della cucina locale, pane e focaccia in testa. Dall’altra chi ricordava semplicemente le dimensioni contenute della città, più piccole di un quartiere di Roma, come spiegazione sufficiente della scelta della multinazionale di non investire.
Campanilismo e cucina tradizionale, il volto identitario della vicenda
Dietro il caso Matera c’è anche una storia più ampia, quella dell’orgoglio gastronomico italiano. Il pane di Matera IGP, la focaccia e la cucina contadina lucana vengono spesso citati come ragione culturale, prima ancora che commerciale, dell’assenza del fast food nel capoluogo.
Anche i grandi brand internazionali puntano ormai sul richiamo del Made in Italy per conquistare il mercato interno. Un paradosso che conferma il potenziale turistico e culturale di Matera, Capitale della Cultura nel 2019 e custode di un patrimonio Unesco.
La petizione dei giovani materani e la linea di McDonald’s Italia
Nell’ottobre del 2023, due giovani materani hanno lanciato una petizione online per chiedere l’apertura di un ristorante in città. La richiesta sottolineava come l’assenza costringa i residenti a spostarsi verso Bari o Potenza anche solo per un pasto veloce.

Petizione per l’apertura di un McDonald’s a Matera via Change.org
McDonald’s Italia ha risposto in modo prudente. L’azienda ha spiegato che ogni apertura dipende da una valutazione su bacino di utenza, disponibilità di spazi e sviluppo commerciale della zona, senza indicare tempistiche per il capoluogo lucano.
Policoro apre le porte al brand, il capoluogo resta escluso
Il 16 maggio 2024 McDonald’s ha inaugurato il suo primo ristorante in provincia di Matera, non nel capoluogo ma a Policoro, comune della costa ionica a circa 40 chilometri di distanza. Il locale, aperto all’interno del centro commerciale Heraclea, conta 254 posti a sedere, corsia McDrive e McCafé.
L’apertura ha generato circa cinquanta nuove assunzioni nel territorio. Per chi vive nel centro storico dei Sassi, però, la distanza resta comunque rilevante, e il capoluogo continua a distinguersi da qualunque altra città di riferimento della penisola.
Un vuoto di mercato che interroga il franchising della ristorazione
Il caso Matera racconta più di un aneddoto locale. Una città con flussi turistici consistenti, grazie allo status di Capitale della Cultura e al richiamo dei Sassi, resta priva di un format tra i più diffusi al mondo, mentre centri molto più piccoli ne ospitano uno da anni.
Nota bene:
Le grandi catene di ristorazione in franchising scelgono le location sulla base di criteri precisi: bacino di utenza stabile, accessibilità stradale, disponibilità di superfici commerciali adeguate.
Un centro storico Unesco come quello di Matera pone vincoli che altrove nel Paese non si incontrano, e che possono rendere più complesso l’insediamento di un format standardizzato.
Per il momento nessuna insegna ha annunciato piani concreti per il capoluogo lucano. Ma la combinazione tra domanda turistica, assenza di offerta e un dibattito pubblico mai sopito lascia sul tavolo uno spazio che altri operatori della ristorazione in franchising potrebbero decidere di osservare da vicino.











