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Food Senza Glutine raggiunge le 30 insegne: l’espansione nazionale della piccola bakery con soli 4.900 €

3 Min. di lettura
food senza glutine

Il franchising specializzato in prodotti da forno e alimenti per celiaci taglia un traguardo significativo, consolidando la sua presenza sul territorio italiano. Grazie a un format snello e a una fee d’ingresso tra le più basse del mercato, il brand democratizza l’accesso al business del “Free From”.​​

Il mercato del “senza glutine” in Italia non è più una nicchia riservata al canale farmaceutico, ma una realtà retail in piena espansione. Protagonista di questa evoluzione è Food Senza Glutine, la catena di bakery e market specializzati che annuncia di aver superato la soglia delle 30 aperture complessive tra punti vendita operativi e nuove inaugurazioni programmate in Italia e all’estero. Un risultato che testimonia la validità di un modello che unisce la qualità artigianale alla scalabilità del franchising.

La formula del successo: franchising accessibile con fee d’ingresso a partire da 4.900 euro

Il motore dell’accelerazione di Food Senza Glutine risiede in una strategia commerciale aggressiva e inclusiva. In un panorama dove l’apertura di un’attività di ristorazione richiede spesso capitali ingenti, il brand ha strutturato una proposta di affiliazione “smart” con una fee d’ingresso a partire da 4.900 euro, inserita in un investimento complessivo che resta comunque inferiore a molti format tradizionali.​

Questa barriera all’ingresso estremamente contenuta ha permesso a piccoli imprenditori, famiglie e giovani under 35 di avviare la propria attività, trasformando la passione per l’alimentazione salutistica in un’impresa redditizia. Il format prevede negozi di metratura contenuta (spesso tra i 30 e i 50 mq), riducendo drasticamente i costi fissi di gestione e gli affitti, e permettendo un ritorno sull’investimento (ROI) più rapido rispetto ai competitor generalisti.​​

A questa cifra si aggiungono i costi di allestimento e avviamento del punto vendita, che variano in base alla metratura e alla formula scelta (shop, bakery o format misti).

Da leggere anche:

Come aprire un’attività in franchising?

Il concept: non solo Market, ma vera “Bakery”

Il punto di forza che distingue le 30 insegne del network dai comuni rivenditori è l’approccio al prodotto. Food Senza Glutine non si limita alla vendita di prodotti confezionati, ma punta tutto sull’esperienza del fresco. Il cuore dell’offerta è la panetteria e pasticceria artigianale: pane fresco quotidiano, pizza, dolci e prodotti da forno erogati in totale sicurezza alimentare.

Grazie a laboratori centralizzati o a sistemi di produzione controllata che evitano ogni rischio di contaminazione crociata (cross-contamination), gli affiliati possono offrire al cliente celiaco un’esperienza d’acquisto pari a quella di una boulangerie tradizionale, colmando un gap emotivo e sensoriale che spesso penalizza chi soffre di intolleranze alimentari.

Un mercato in continua crescita

L’espansione verso e oltre le 30 aperture complessive risponde a una domanda strutturale. Secondo i dati del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC), le diagnosi di celiachia in Italia sono in costante aumento, con una prevalenza stimata intorno all’1% della popolazione e un numero di diagnosi ufficiali in crescita anno dopo anno. A questo si aggiunge un vasto pubblico che si avvicina al “gluten free” per scelta salutistica e benessere personale, ampliando ulteriormente il bacino di clientela potenziale.​

Con una copertura che inizia a diventare capillare, Food Senza Glutine si posiziona come punto di riferimento di prossimità per il consumo quotidiano senza glutine. L’obiettivo per il prossimo biennio è proseguire su questo trend di crescita, puntando a raddoppiare la rete sfruttando la flessibilità di un format che ha dimostrato di funzionare tanto nei centri urbani quanto nelle province, portando il “buono e sano” alla portata di tutti, imprenditori e clienti

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