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Confesercenti presenta le ZESpro: una proposta di legge per salvare i negozi di vicinato

3 Min. di lettura
firma la proposta confesercenti per il commercio locale
Immagine tratta dal sito ufficiale di Confesercenti

Confesercenti ha lanciato la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a riportare vita nelle vie commerciali delle città italiane. Il testo, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, istituisce le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro) con incentivi fiscali e semplificazioni amministrative. Per le reti in franchising attive nel commercio locale, la posta in gioco è concreta.


Mentre i consumi delle famiglie italiane segnano un -2,8% ad aprile 2026 (Fonte: Osservatorio Consumi Confimprese-Jakala), il franchising di prossimità tiene meglio del mercato: i punti vendita in affiliazione sono cresciuti del 4% tra il 2022 e il 2024, raggiungendo 81.400 unità. La pressione sulle strade commerciali resta forte, con negozi che abbassano le serrande e quartieri che perdono presidio. La proposta di Confesercenti vuole spezzare questa spirale con strumenti legislativi precisi.

Un’impresa di prossimità non è soltanto un punto vendita: è una vetrina accesa, una strada più frequentata, un servizio vicino alle famiglie. Da questa premessa parte la proposta di legge promossa da Confesercenti, depositata in Cassazione lo scorso 18 maggio 2026 e già pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il testo mira a riconoscere il commercio locale come infrastruttura sociale delle città, al pari dei trasporti o delle scuole. Dove chiude un negozio, cambia la qualità della vita del quartiere: meno sicurezza percepita, meno servizi, meno attrazione per residenti e visitatori.

Il meccanismo centrale della proposta è l’istituzione delle ZESpro. Si tratta di perimetri urbani definiti nei quali le attività commerciali – comprese quelle che operano tramite il sistema di franchising – beneficerebbero di incentivi fiscali dedicati, di semplificazioni burocratiche nell’apertura e nella gestione, e dell’accesso a un Fondo nazionale appositamente creato.

L’obiettivo è favorire la rigenerazione urbana, rallentare il ritmo delle chiusure e incoraggiare nuove aperture nelle zone più fragili dei centri storici e delle periferie.

I numeri dietro la proposta sono tutt’altro che trascurabili. Commercio, turismo e ristorazione danno lavoro a circa 5 milioni di occupati in Italia. I soli piccoli esercizi versano ogni anno 4 miliardi di euro di imposte locali e altri 4 miliardi di euro di IRPEF.

Tra le organizzazioni che appoggiano attivamente la proposta figura Federfranchising, la federazione di categoria del franchising aderente a Confesercenti. Il sostegno è operativo: l’associazione ha annunciato che al Salone Franchising Milano 2026 (1-3 ottobre, Allianz MiCo di Milano) dedicherà un desk specifico per raccogliere firme e informare gli operatori di rete.

Per le reti in franchising che operano nel commercio di vicinato, dal settore della ristorazione rapida in franchising ai servizi alla persona fino alla GDO di prossimità, le ZESpro potrebbero tradursi in condizioni di apertura più favorevoli nelle zone oggi meno attrattive per i nuovi franchisee.

La proposta è pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ma per passare in Parlamento servono 50.000 firme. La raccolta avviene interamente online, tramite la piattaforma digitale del Ministero della Giustizia, accessibile con SPID o CIE. Bastano pochi secondi per autenticarsi e sottoscrivere.

Confesercenti invita “cittadini, imprese, professionisti e comunità locali” a sostenere e diffondere l’iniziativa. Per le reti in affiliazione con presenze capillari sul territorio, mobilitare la propria base di affiliati potrebbe contribuire a raggiungere il quorum in tempi rapidi.

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