Niente fee d’ingresso, niente royalties e un investimento tra 19.000 e 23.000 euro più IVA: Click Café Italia spinge il suo franchising di negozi dedicati a caffè, tè ed eccellenze artigianali. Una formula leggera per chi vuole aprire in proprio, con un modello che si regge sulla fornitura della merce.
Il brand Click Café nasce nel 2008, negli anni dei primi e-commerce italiani del caffè, e oggi fa capo alla salernitana SGV Service. Dalle cialde vendute online il progetto si è allargato fino a diventare una piattaforma su più canali.
Oggi conta una rete di Click Café Point in franchising, un circuito di rivenditori, un negozio online e un servizio di distribuzione per piccoli produttori. Tra i punti vendita affiliati citati dall’azienda figurano Avellino, Pesaro, Vasto, Alghero e Mazara del Vallo.
Un negozio della pausa con oltre 2.500 referenze
Il concept ruota attorno a un’idea semplice: tutto quello che accompagna la pausa caffè o tè, in un unico punto vendita con vendita assistita. Sugli scaffali ci sono caffè in grani, macinato, cialde e capsule (originali e compatibili), tè e tisane sfusi o in filtro, accessori per la preparazione e piccoli regali da acquisto d’impulso.
L’assortimento supera le 2.500 referenze e cambia con stagioni e ricorrenze. Accanto ai marchi propri, la rete distribuisce partner noti come illy, Bialetti, Caffè Borbone, Caffè Moreno, Loison e Amarelli.
Tre marchi propri per difendere il negozio dalla concorrenza online
La leva su cui il brand insiste di più sono i prodotti a marchio proprio, affidati agli affiliati in esclusiva di zona.
Click Café firma le miscele, Tè dal Mondo (nato con il negozio pilota della rete) copre tè e infusi, mentre Delizie d’Autore raccoglie cioccolato, caramelle, zuccheri aromatizzati e altre specialità artigianali italiane.
Per proteggere i margini, l’azienda dichiara di non svendere questi prodotti sul web: li vendono solo la casa madre e partner con prezzo finale controllato. È una risposta diretta al problema principale di chi vende capsule in negozio, cioè il confronto con i prezzi online.
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Da 19.000 a 23.000 euro per aprire, senza royalties
L’investimento si compone di tre voci. L’attivazione costa 10.000 euro più IVA e comprende progetto, arredi, attrezzature, insegna luminosa, registratore di cassa e formazione in presenza. Il primo stock di merce vale 8.000 euro più IVA. I lavori sul locale, a carico dell’affiliato, oscillano tra 1.000 e 5.000 euro più IVA.
Il locale deve partire da 60 mq (80 % vendita, 20 % magazzino), in una zona di passaggio con sosta breve e con un bacino di almeno 50.000 abitanti. La sede affianca l’affiliato nella scelta della location e concede un affidamento sul pagamento della merce.
I punti di forza
- Investimento d’ingresso contenuto, sotto i 25.000 euro più IVA
- Nessuna fee d’ingresso e nessuna royalty sul fatturato
- Marchi propri in esclusiva di zona, non svenduti online
- Affidamento sul pagamento della merce
Rivenditori, artigiani ed e-shop allargano il perimetro
Il modello di franchising non è l’unico canale. Chi ha già un’attività alimentare può diventare rivenditore senza minimo d’ordine, rifornendosi dalla piattaforma all’ingrosso. I piccoli produttori, invece, possono candidarsi con una campionatura ed entrare nei listini, con pacchetti di comunicazione dedicati. Lo shop online completa il quadro, con spedizione gratuita oltre i 49 euro.
Per il candidato affiliato, il punto da capire è proprio questo. Senza royalties, la casa madre guadagna sulla merce che fornisce: conviene quindi chiedere margini, prezzi di acquisto e condizioni di riassortimento, insieme al Documento di Informazione Precontrattuale che la Legge 129/2004 impone di consegnare almeno 30 giorni prima della firma.











