Da Palermo al resto della penisola: Chiavi Italia, insegna specializzata in chiavi auto, telecomandi e sistemi di accesso, apre il proprio modello all’affiliazione con l’obiettivo di 85 centri in cinque anni. Per chi cerca un’attività di servizio, la proposta è un negozio di pochi metri quadrati in una nicchia tecnica, oggi in prova a Trapani con una prima affiliata.
Dietro il nuovo brand c’è un’impresa familiare nata a Palermo nel 1962. All’origine c’era un negozio di elettronica: l’arrivo delle chiavi con transponder ha spinto la famiglia a puntare tutto su questa specializzazione, estesa poi alle serrature di casa. Il progetto fa capo a Chiavi Italia S.p.A., guidata da Salvo Barcellona e oggi presente a Palermo e Trapani.
85 centri in 5 anni, tutti in affiliazione
Il piano non prevede negozi diretti: la rete crescerà solo tramite modello di franchising, prima in Sicilia e poi nel resto d’Italia. Prima di cercare candidati, l’azienda ha fatto strutturare il progetto da consulenti esterni, contratto compreso.
Il banco di prova è Trapani, scelta di proposito perché il bacino è più ridotto di quello di Catania. Lo storico negozio di Palermo, con sessant’anni di clientela alle spalle, avrebbe falsato i numeri. “Se il modello funziona a Trapani, ci aspettiamo risultati ancora più interessanti in realtà più grandi”, spiega Salvo Barcellona, alla guida del progetto Chiavi Italia.
Il test riguarda anche il profilo dell’affiliato. Jessica Di Salvo, titolare del punto vendita trapanese, è arrivata senza competenze specifiche: tutta la preparazione tecnica le è stata trasmessa dalla casa madre.
Un negozio da 30-40 mq dove conta il parcheggio
Il format punta su spazi piccoli: tra 30 e 40 mq, per tenere basso l’affitto anche nelle città più care. Dentro, ogni elemento risponde a un’esigenza operativa: perfino i cassetti hanno le misure delle confezioni da archiviare. L’identità visiva gioca sul contrasto tra giallo e nero, in continuità con l’azienda di origine.
Sulla location, il criterio è insolito per il retail. Un flusso pedonale intenso non è decisivo. Conta che il tecnico possa lavorare sull’auto del cliente rimasto senza chiavi: meglio quindi una via dove si sosta facilmente, o un’autorimessa convenzionata nei paraggi. Il centro commerciale resta un’opzione, ma gli orari lunghi fanno salire i costi di personale.
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Dal Centro del Telecomando di Palermo a un concept di nicchia
A Palermo il gruppo gestisce Il Centro del Telecomando: circa 180 mq su strada, uno spazio interrato di 350 mq per le lavorazioni sulle auto e otto dipendenti, ognuno con la propria specializzazione.
Il cuore del concept è l’emergenza che costa di più all’automobilista: restare senza nessuna chiave dell’auto. Qui il brand si propone come alternativa alla concessionaria, con un vantaggio di sicurezza in più: le chiavi perse vengono disattivate, quindi chi le trovasse non potrebbe usarle.
L’offerta comprende anche Smart Key, telecomandi, cilindri di sicurezza e apertura porte senza scasso.
Cosa riceve l’affiliato e cosa resta da chiarire
Non serve per forza venire dal settore: la porta è aperta a chi lancia la prima impresa come a tecnici e artigiani già attivi, oltre che a semplici investitori. L’affiliato riceve un negozio pronto a lavorare, con la strumentazione già installata, dopo un percorso di formazione su tecnica e vendita e un aiuto nella ricerca del locale.
Dopo l’inaugurazione il rapporto prosegue con supporto tecnico e commerciale, comunicazione sul territorio e una zona in esclusiva, definita caso per caso.











