L’Arrosticino, ristorante di cucina abruzzese con due locali in Emilia, cambia nome e diventa Bruzzo per aprirsi al franchising. Il nuovo brand, accompagnato dalla società di consulenza Reting, ha debuttato al Salone Franchising Milano tra i 15 franchising emergenti selezionati. Un progetto pensato per chi cerca un format regionale da portare in nuove città.
Ideato dallo chef Andrea Chiarini, il brand lavora oggi con due ristoranti, a Parma e a Reggio Emilia, e rivendica 17 anni di esperienza nella ristorazione. Il 22 settembre l’insegna ha annunciato sui social la svolta: il vecchio nome va in pensione, la cucina resta.
Pochi giorni dopo, dal 1° al 3 ottobre, Bruzzo era all’Allianz MiCo per presentare il progetto di rete ai futuri affiliati.
Da L’Arrosticino a Bruzzo, un nuovo nome pensato per la rete
Il cambio di insegna non è un’operazione di facciata per un brand particolarmente interessante attivo nel settore della ristorazione in franchising. Nel video dell’annuncio, il ristorante presenta la nuova identità come lo strumento per crescere oltre le due città emiliane, senza rinunciare agli arrosticini né alle radici abruzzesi. Un nome breve, che richiama la terra abruzzese in chiave colloquiale, si esporta più facilmente di quello del suo prodotto simbolo.
Una parte del pubblico ha letto il post come un addio. I due locali, però, restano aperti: nelle settimane successive l’insegna ha continuato a pubblicare le proprie promozioni per Parma e Reggio Emilia.
Un concept tra brace abruzzese e radici emiliane
Emiliano di nascita ma abruzzese per famiglia, Andrea Chiarini ha costruito la carta sulle ricette che gli preparava la nonna. Al centro ci sono gli arrosticini, proposti nella versione classica, alla ventricina e di pollo. Intorno ruotano primi della tradizione come la chitarra con le pallotte e gli anellini alla pecorara, carni alla brace, una cantina curata e una linea di prodotti a marchio proprio, Chiarini Selection.
Il format dichiara anche un impegno ambientale preciso: niente plastica, acqua servita in bottiglie riciclabili, attrezzature a basso consumo e materie prime dosate per limitare gli sprechi.
Reting accompagna lo sviluppo in franchising
Per strutturare la rete, il brand si è affidato a Reting, società specializzata nello sviluppo di reti in franchising, che il 18 ottobre ne ha raccontato il percorso sui propri canali.
Secondo la società di consulenza, il progetto poggia su due pilastri. Il primo è un brand che rivendica senza ambiguità la propria origine abruzzese. Il secondo riguarda la gestione: procedure il più possibile automatizzate, pensate per alleggerire le spese correnti di chi apre un locale e vuole rendere più redditizio il suo investimento.
Reting insiste anche su un altro elemento: prima di proporre il modello ad altri, Andrea Chiarini lo ha messo alla prova guidando di persona l’avvio dei due ristoranti. Un argomento che il candidato farà bene a verificare nei numeri, quando il DIP sarà disponibile.
Il debutto al Salone Franchising Milano tra i 15 brand emergenti
All’edizione 2026 del Salone Franchising Milano, Bruzzo figurava tra i 15 franchising emergenti, una vetrina riservata alle insegne all’inizio del loro percorso in affiliazione.
“Per Bruzzo è un appuntamento importante: è l’occasione per presentare il nostro progetto, raccontare da dove arriviamo e soprattutto dove vogliamo andare”, ha scritto il brand alla vigilia della fiera.
Le prossime tappe per la cucina abruzzese in affiliazione
Bruzzo entra in una nicchia che sta prendendo forma: la cucina abruzzese conta già altre insegne in rete, come il franchising di street food Arrosticinando. La differenza sta nel formato: qui si parla di ristorante con servizio al tavolo, non di asporto.
Il passaggio da tenere d’occhio sarà la prima apertura in affiliazione fuori da Parma e Reggio Emilia. Sarà quella a dire se il modello costruito da Andrea Chiarini regge in un mercato dove la clientela non conosce ancora il brand.











