Stai cercando di capire se è possibile aprire un negozio Libraccio in franchising? Con circa 67 punti vendita distribuiti in 37 città italiane, la catena è tra le più riconoscibili del settore grazie alla sua specializzazione nei libri scolastici e universitari nuovi e usati, ma la formula affiliativa non esiste: in questo articolo scoprirai perché, quali collaborazioni propone concretamente la rete e quali franchising di librerie rappresentano un’alternativa percorribile.
È possibile aprire un negozio Libraccio? Franchising e collaborazioni
Se stai valutando Libraccio come opportunità di franchising, sappi subito che la catena non funziona in questo modo: la rete è composta esclusivamente da negozi gestiti direttamente dalla holding di gruppo, senza franchisee esterni né contratti di franchising disponibili. Esistono però alcune forme di coinvolgimento concrete che vale la pena conoscere, adatte a profili molto diversi.
Libraccio non opera in franchising
Fondata a Milano nel 1979 da Piero Fiechter, Tiziano Ticozzelli e Silvio Parodi, Libraccio nasce dall’esperienza dei mercatini di libri usati del largo Richini, di fronte all’Università Statale di Milano. Da quel primo punto vendita nei Navigli, in Via Corsico, la catena è cresciuta fino a contare oggi circa 67 negozi (66 librerie e una cartoleria) in 37 città, distribuiti in 7 regioni d’Italia.
Il modello adottato da Libraccio è quello delle succursali dirette: ogni punto vendita fa capo a una delle società controllate dalla holding di gruppo, ciascuna delle quali gestisce da uno a un massimo di cinque negozi. Le strategie commerciali vengono decise a livello centrale, ma le singole librerie conservano un certo grado di autonomia operativa nella gestione quotidiana. La distribuzione dei prodotti è affidata a D.M.B. S.r.l., la società di distribuzione interna del gruppo.
Un tratto che distingue Libraccio dalla maggior parte delle catene librarie è la sua indipendenza: il gruppo non è controllato da nessun editore o grande conglomerato, a differenza di realtà come laFeltrinelli, che fa capo all’omonimo gruppo. Questa struttura consente alla catena di mantenere una politica commerciale autonoma, in particolare nella gestione del circuito del libro usato, che rappresenta il cuore della sua identità fin dalla fondazione.
In pratica, questo significa che non esiste nessun kit d’ingresso, nessuna fee di affiliazione e nessun contratto da sottoscrivere come franchisee. Chi vuole “portare Libraccio” nella propria città non ha a disposizione una strada istituzionale: l’apertura di nuovi negozi avviene esclusivamente su iniziativa del gruppo, tramite le sue società operative. Non è prevista nemmeno una procedura di candidatura per potenziali franchisee: il canale semplicemente non esiste.
Collaborazioni possibili
Pur non costituendo una rete di franchising, Libraccio mette a disposizione alcune forme di collaborazione concrete. Dai privati che vogliono cedere i propri libri usati, ai titolari di siti web, fino alle istituzioni scolastiche e bibliotecarie: ecco le principali opportunità disponibili.
1) Cedere libri usati a Libraccio
La vendita di libri usati a Libraccio è aperta a tutti: privati, famiglie e studenti. È possibile portare direttamente i propri volumi in uno dei punti vendita della catena oppure avviare la procedura online tramite il servizio di acquisto libri sul sito ufficiale. La catena valuta il materiale proposto e formula un’offerta d’acquisto.
Questa opzione non costituisce una partnership commerciale strutturata, ma rappresenta il modo più semplice per entrare in contatto con la rete. Libraccio è specializzata in libri scolastici, universitari e di testo, ma acquista anche narrativa e saggistica, purché i volumi siano in buone condizioni. La valutazione è gratuita e non impegnativa.
2) Il programma di affiliazione digitale
I titolari di siti web, blog o canali con traffico possono aderire al programma di partnership digitale di libraccio.it. Il meccanismo funziona tramite tre piattaforme specializzate: Awin, TradeDoubler e TradeTracker. Dopo la registrazione sulla piattaforma prescelta, si presenta domanda per il programma Libraccio.it e, una volta approvati, si inseriscono banner o link testuali sul proprio sito.
Per ogni acquisto effettuato da un visitatore che clicca sui materiali promozionali e completa un ordine su libraccio.it, il publisher riceve una commissione. L’adesione è gratuita e non richiede nessun investimento iniziale. Per informazioni è possibile scrivere direttamente a pp.libraccio@libraccio.it.
3) Forniture per biblioteche e istituzioni
Libraccio offre un servizio B2B dedicato a biblioteche, scuole, università ed enti pubblici. Tramite libraccio.it è possibile accedere a un catalogo di oltre 600.000 titoli italiani, compresi circa 130.000 ebook, aggiornato quotidianamente. Le istituzioni che necessitano di acquistare libri in modo sistematico possono fare richiesta per attivare questo canale dedicato.
Si tratta di un’opzione rilevante per chi opera in ambito bibliotecario o scolastico: le condizioni di acquisto sono generalmente più favorevoli rispetto al canale consumer standard e consentono di effettuare ordini multipli in modo strutturato, con tracciabilità degli acquisti.
4) Lavorare come dipendente di Libraccio
La via più diretta per fare parte del mondo Libraccio è quella dell’impiego come dipendente. Le posizioni più ricorrenti riguardano la vendita nei punti vendita, la gestione del magazzino e la ricezione e classificazione dei libri usati. La catena assume sia per la stagione autunnale (settembre è il periodo di punta per i libri scolastici) sia per posizioni a tempo indeterminato.
Non è richiesta una formazione specifica nel settore librario per accedere alle posizioni base, anche se la conoscenza del mondo editoriale e la passione per il libro rappresentano un vantaggio. Il processo di selezione è generalmente rapido, con colloqui diretti nei punti vendita o tramite i portali di recruiting.
Dove candidarsi?
Le offerte di lavoro di Libraccio vengono pubblicate sui principali portali generalisti come Indeed, LinkedIn e InfoJobs. È possibile anche presentarsi direttamente in uno dei negozi della catena con il proprio curriculum aggiornato, chiedendo del responsabile. Per chi è interessato a posizioni nel settore editoriale più in generale, il Giornale della Libreria pubblica periodicamente annunci rivolti a professionisti del libro.
Qual è la strategia di sviluppo di Libraccio per il 2026?
Libraccio ha costruito la propria identità su un pilastro preciso: la specializzazione nel libro scolastico e universitario, sia nuovo che usato. Questa vocazione, che poteva sembrare limitante agli inizi, si è rivelata una leva di differenziazione potente in un mercato dove la grande distribuzione tende all’universalismo. La catena continua a puntare su questa specializzazione come principale vantaggio competitivo rispetto ai grandi operatori generalisti.
Sul fronte digitale, Libraccio è presente con una piattaforma e-commerce sviluppata in collaborazione con IBS.it fin dal 2009. Oggi, libraccio.it fa parte di Stereo Online, la società che gestisce la distribuzione editoriale online in Italia, a cui partecipano il Gruppo Feltrinelli (con una quota del 70%), Emmelibri (27%) e il Gruppo Libraccio tramite D.M.B. (3%). Questo assetto consente alla catena di beneficiare di sinergie logistiche e digitali senza rinunciare alla propria autonomia commerciale.
Un’altra direttrice strategica riguarda l’economia circolare del libro. Il mercato dell’usato in Italia è in crescita, trainato da una maggiore attenzione alla spesa delle famiglie e da una sensibilità ambientale crescente, soprattutto tra i giovani. Libraccio è storicamente il principale operatore in questo segmento e il servizio di acquisto e rivendita di libri usati resta uno dei cardini del suo modello, differenziandola nettamente dai marketplace digitali come Amazon o dai grandi generalisti.
Sul fronte dell’offerta, la catena ha progressivamente ampliato il proprio catalogo oltre il perimetro del libro: la cartoleria, i giochi, le agende, i gadget culturali e gli articoli di cancelleria sono oggi presenti in molti punti vendita. A questo si aggiunge la collaborazione con Kobo per la distribuzione di ebook e audiolibri, a conferma della volontà di presidiare anche il segmento digitale con una presenza strutturata.
Quanto alla rete fisica, Libraccio non ha mai perseguito una strategia di espansione rapida basata su franchising o affiliati: la crescita avviene in modo selettivo, per aperture dirette nelle città dove la domanda di libri scolastici e universitari è più concentrata, in prossimità di atenei, licei e poli scolastici. Questa prudenza strategica garantisce una qualità di presidio elevata ma limita la velocità di diffusione sul territorio.
Lo sapevi?
Per il settore scolastico, Libraccio collabora con l’Associazione Italiana Editori (AIE) per aggiornare in modo continuativo la banca dati delle adozioni scolastiche, accessibile tramite libraccio.it. Questo servizio la posiziona come punto di riferimento non solo per i consumatori finali ma anche per le famiglie che cercano i testi adottati dai propri istituti.
Quali sono le possibili alternative a Libraccio in franchising?
Tra le reti di affiliazione del settore librario, Mondadori Store è la più diffusa in Italia, con oltre 500 punti vendita attivi su tutto il territorio nazionale, dal centro città ai paesi più piccoli. Il format è disponibile nella versione Mondadori Bookstore (superficie media di 175 mq, per città con almeno 15.000 abitanti) e nella versione Mondadori Point (circa 80 mq), pensata anche per i centri di minori dimensioni.
Se il tuo obiettivo è aprire una libreria con il supporto di una rete strutturata, anche altre catene italiane del settore propongono formule di franchising concrete. Di seguito alcune tra le principali, con le condizioni economiche essenziali per orientare la tua valutazione iniziale.
| Brand | Quota d’ingresso | Fatturato medio annuo |
|---|---|---|
| Libreria Omnia | n.d. (nessuna royalty) | n.d. |
| BancoLibri | n.d. | n.d. |
| Mondadori | 20.000 € | 300.000 € |
| Ubik | 10.000 € + IVA | Variabile per location |
*N.B. La maggior parte dei brand non pubblica le cifre sul proprio sito ufficiale e rimanda a un contatto diretto con il team franchising per ricevere il piano economico completo.











