800 milioni di fatturato, 552 negozi in 40 paesi e un piano da 120 nuove aperture nel 2026, in controtendenza rispetto a un mercato del retail sotto pressione. Terranova non è solo un brand di moda accessibile: è il cuore di un gruppo italiano che cresce quando gli altri rallentano.
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domande a luca binci, Business Development Director di gruppo teddy

Nel 2026 il Gruppo Teddy ha annunciato un piano da 120 nuove aperture e oltre 260 assunzioni. Quali sono le priorità per Terranova in Italia? Ci sono regioni o format di location – centri storici, retail park, centri commerciali – dove state concentrando maggiormente lo sviluppo? Avete in programma nuove aperture?

Per quello che riguarda la strategia di sviluppo di Terranova in Italia, possiamo dire che prevediamo di concludere l’anno 2026 con 25 nuove aperture nel territorio nazionale, che rappresentano circa il 40% delle nuove aperture a livello globale.
Terranova si posiziona indifferentemente nelle varie tipologie di location, quindi in centri commerciali, centri storici, retail park, stand-alone. A seconda delle caratteristiche del bacino d’utenza di riferimento e della disponibilità di locali commerciali, di volta in volta si valuta e sceglie il posizionamento migliore per la nuova apertura.
A livello geografico, Terranova è ad oggi già presente in tutte le regioni italiane, ma vi sono bacini d’utenza liberi in ciascuna di esse. Quindi, il lavoro che si cerca di fare è quello di indirizzare lo sviluppo verso quei bacini liberi nei quali l’apertura di un nuovo punto vendita non crea un effetto di cannibalizzazione con i punti vendita già esistenti.
In alcune regioni gli spazi liberi a disposizione sono maggiori rispetto ad altre, in particolare in Lombardia, Veneto, Sardegna, Lazio e Campania dove vi sono ancora notevoli spazi di crescita.

Nel 2026 il Gruppo Teddy ha annunciato investimenti in intelligenza artificiale e omnicanalità. Come si traducono concretamente questi strumenti nell’esperienza del cliente in negozio – e quanto cambia il lavoro quotidiano di un franchisee?

L’integrazione di Intelligenza Artificiale e omnicanalità nel Gruppo Teddy sta trasformando sia l’esperienza del cliente che le operazioni aziendali.
Per il cliente, l’AI supera la logica della comunicazione di massa: una nuova piattaforma analizza dati e storico acquisti per offrire consigli e promozioni iper-personalizzate. A livello omnicanale, nel 2026 stiamo consolidando servizi come endless aisle, click and collect e reso omnicanale, garantendo un’esperienza sempre più fluida. Inoltre, per il 2027, sono in fase di analisi due nuovi servizi: il click & collect istantaneo e lo ship from store.
Per i franchisee e lo staff in negozio, il lavoro quotidiano cambia all’insegna di una migliore efficienza. I nuovi tool omnicanale aggiornano e semplificano i processi operativi in-store. Parallelamente, l’adozione dell’AI in ambito Digital è in pieno sviluppo con l’introduzione di bot per il Customer Care, automazioni per il back-office e uno store management ottimizzato su Shopify.
Un “Comitato AI” aziendale guida queste implementazioni per supportare decisioni rapide e mirate. Infine, per governare al meglio questi nuovi strumenti, l’intera transizione è supportata da un mirato piano di formazione per i team e il management.

Con 552 punti vendita in 40 paesi, Terranova è già un brand internazionale. Ci sono nuovi mercati esteri che considerate prioritari nei prossimi 12 mesi, o la crescita attuale si concentra sul consolidamento delle reti esistenti?

A livello di sviluppo internazionale, Terranova nell’anno 2026 ha aperto punti vendita nei nuovi mercati del Marocco, Egitto e Bahrain. A livello strategico, puntiamo a continuare lo sviluppo nelle aree geografiche in cui siamo già presenti e quindi in Europa, Nord Africa, Medio Oriente, paesi CIS, Sud-Est Asiatico.
Nel novero di queste aree geografiche, valutiamo ovviamente l’apertura di nuovi mercati avendo una struttura presente in loco già consolidata. Stiamo proseguendo con successo il progetto di sviluppo in franchising in Spagna, iniziato nel 2024, e per il 2027 prevediamo l’inizio dello sviluppo in franchising nel mercato francese.

Il modello in conto vendita è uno degli elementi più distintivi della proposta Terranova. In un momento di incertezza per il retail, quanto pesa questa caratteristica nella decisione di chi sceglie di aprire con voi?

Questa caratteristica della nostra formula di business è un elemento di particolare rilievo nella scelta da parte di un nuovo franchisee di iniziare una nuova avventura imprenditoriale con Terranova.
Oltre a questo, mi sento di dire che, in realtà, quello che fa davvero la differenza non è tanto il conto-vendita in sé, ma tutta la serie di servizi che eroghiamo, sia nella fase pre-apertura, che in quella post-apertura del punto vendita.
Questa caratteristica, unita ad una comprovata esperienza di gestione del business in franchising sviluppata nel corso di quasi 40 anni ed in oltre 40 mercati, rappresenta una garanzia per chi decide di iniziare ad intraprendere con noi questo viaggio e un elemento distintivo che ci contraddistingue dai nostri competitors.

Terranova nasce sulla Riviera di Rimini nel 1988, un luogo che ha sempre incarnato un certo spirito: libertà, colori, apertura al mondo. Quanto di quell’origine è ancora presente nel DNA del brand oggi, quando Terranova veste persone in 40 paesi?

Le nostre origini sono ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili dell’identità di Terranova, forse persino più di quanto lo fossero agli inizi. Lo spirito della Riviera – fatto di energia, libertà, convivialità e apertura – continua a ispirare la nostra capacità di interpretare il modo di vestirsi e di costruire l’esperienza del brand.
Per esempio, lo si ritrova nelle collezioni, pensate per accompagnare le persone nella quotidianità con spontaneità e leggerezza, ma anche nel nuovo concept store Riviera 2.0, che reinterpreta in chiave contemporanea quel immaginario. Per noi, essere presenti in 40 Paesi non significa allontanarsi dalle proprie radici, ma dimostrare che quei valori hanno un linguaggio universale.

Vittorio Tadei ha costruito un gruppo da 800 milioni partendo da un’idea di moda accessibile e inclusiva. Qual è stata la scommessa più difficile da vincere: convincere il mercato che si poteva fare moda di qualità a prezzi accessibili, o costruire una rete internazionale mantenendo coerente l’identità del brand?

Più che di scommesse, parliamo di una visione portata avanti con coerenza nel tempo. Il nostro fondatore, Vittorio Tadei, aveva un’idea molto chiara di cosa dovesse essere Teddy: un’impresa capace di coniugare una moda accessibile con la creazione di valore per le persone e per il territorio.
La qualità, l’accessibilità e la crescita internazionale non sono mai stati obiettivi alternativi, bensì parti dello stesso percorso. Se oggi siamo presenti in tanti Paesi mantenendo un’identità riconoscibile, è perché abbiamo continuato a evolverci senza perdere di vista quei principi che ci guidano fin dalla nostra nascita.

Quali sono le principali tendenze nel settore del fashion retail in Italia nel 2026? Il consumatore sta cambiando il suo rapporto con la moda accessibile, e come risponde Terranova a questi cambiamenti?

Nel 2026 il fashion retail in Italia premia la semplicità, il valore reale e la dimensione umana. Il consumatore supera la logica dell’ultra-fast fashion per cercare capi versatili e duraturi al giusto prezzo, mentre il punto vendita fisico si riafferma come luogo di accoglienza e relazione. I brand vincono offrendo negozi chiari, ordinati e privi di confusione, sostenuti da una filiera agile capace di garantire il prodotto giusto al momento giusto.
Terranova risponde con la semplicità che ci contraddistingue: rimaniamo fedeli ai nostri clienti offrendo loro prodotti che non li tradiscono mai, continuando a innovare nella ricerca di prodotto e nella cura dei nostri store.

Per chi vuole entrare nel mondo del retail moda, cosa cambia concretamente tra aprire un Terranova e avviare un negozio indipendente? E perché il modello in conto vendita può fare la differenza?

Per chi vuole entrare nel mondo del retail moda, aprire un negozio Terranova prevede nel concreto una estrema semplificazione di tante attività tipiche della gestione del punto vendita rispetto all’apertura di un negozio indipendente. Più nello specifico, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, tramite la formula commerciale che offriamo è direttamente l’azienda a farsi carico di tutta una serie di attività di particolare rilievo:
– Selezione della merce;
– Invio della merce a nostre spese fino al punto vendita;
– Riassortimento del venduto;
– Definizione dei prezzi di vendita;
– Definizione delle politiche promozionali;
– Formazione delle figure di riferimento all’interno del punto vendita.
Non abbiamo la presunzione di considerare che il nostro modello sia perfetto o, in termini assoluti, migliore rispetto ad altri, ma sicuramente è un modello che semplifica notevolmente l’effort diretto che un imprenditore mette all’interno del punto vendita. Quindi è particolarmente adatto per chi ritiene che la combinazione tra il know-how del brand e la conoscenza delle dinamiche locali da parte del franchisee rappresentino una combinazione vincente per il successo del business.
Scopri di più su Terranova
Nato nel 1988 sulla Riviera di Rimini, Terranova è il brand di punta del Gruppo Teddy, azienda italiana fondata da Vittorio Tadei con quattro insegne, Terranova, Rinascimento, Calliope e QB24. Uno spirito solare, un’idea di moda accessibile e inclusiva per donna, uomo e bambino, radici profonde nella cultura romagnola della leggerezza e della condivisione.
Oggi il Gruppo Teddy vale 800 milioni di euro di fatturato, con Terranova presente in 40 paesi e oltre 552 punti vendita nel mondo. Il modello di franchising si basa sul conto vendita: il franchisee paga solo ciò che vende, senza rischio di invenduto.












