Né pizza né piadina: Spacca ha costruito un format di fast casual food attorno a un impasto croccante, piegato e senza glutine. Nata a Bergamo dai fratelli Alex e Manuel Lucon, la catena conta cinque store in Lombardia e cerca affiliati per crescere, con un canale dedicato anche ai calciatori a fine carriera.
Il primo locale ha aperto nel 2020 a Bergamo. Oggi la rete che opera nel settore della ristorazione in franchising comprende due indirizzi in città, uno nel centro e uno in Città Alta, due punti vendita nei centri commerciali di Curno e Stezzano e uno a Brescia. Nel 2024 l’insegna ha generato 1,5 milioni di euro di fatturato complessivo, con oltre 157.000 spacche vendute e uno scontrino medio tra i 16 e i 17 euro.
Un impasto piegato, croccante e adatto ai celiaci
Il prodotto nasce da una miscela di farine messa a punto dai fondatori dopo circa un anno di prove. Il risultato si richiude su sé stesso come un panino, ha la croccantezza di una focaccia e si farcisce con ingredienti italiani, dalle versioni salate a quelle dolci per colazione e merenda.
L’impasto è interamente senza glutine e il menu propone anche opzioni senza lattosio, vegetariane e vegane. La base viene preparata nel laboratorio di proprietà, ampio 250 mq, e cotta nei locali in forni a tunnel in circa due minuti e mezzo.
Il servizio è quello del fast food: si ordina al banco e si ritira il piatto al segnale del cercapersone. Completano l’offerta fritti da condividere, un menu per bambini e il packaging compostabile.
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Dalla pizzeria di famiglia a una rete di cinque store
Classe 1982 e 1984, Alex e Manuel Lucon sono cresciuti a Bergamo tra i tavoli della pizzeria dei genitori. Dopo aver gestito diversi locali nel decennio precedente, hanno scelto di ripartire dall’impasto per creare un prodotto che reggesse i ritmi di una pausa pranzo.
Il format attuale prevede locali con circa 60 posti a sedere, collocati in centro città o nelle gallerie commerciali. Un dettaglio racconta bene la fiducia nel modello: i due dipendenti dello store di Città Alta hanno chiesto di rilevarlo come affiliati.
Il franchising Spacca: 11 servizi per l’affiliato
Il pacchetto proposto ai partner copre tutte le fasi del progetto. Prima dell’apertura, la sede studia la location con analisi di geomarketing, segue la progettazione del locale e l’acquisto delle attrezzature e forma il futuro gestore.
Al lancio si aggiungono il marketing di apertura, l’affiancamento nei primi giorni, l’aiuto nella selezione del personale e la fornitura del primo stock di prodotti. A regime, l’affiliato può contare su marketing gestito centralmente, software gestionale e grafica coordinata per insegne e divise.
Le condizioni economiche, invece, non compaiono sul sito: investimento, diritto d’ingresso e royalties vanno richiesti direttamente al franchisor.
Un canale per i calciatori a fine carriera
Per accelerare lo sviluppo, Spacca ha stretto un progetto con l’Associazione Italiana Calciatori (AIC), nato dalla partnership con l’AlbinoLeffe e dal confronto con le associazioni del franchising. L’idea è proporre agli sportivi un percorso imprenditoriale per il dopo carriera, con la formazione affidata all’esperto Massimo Barbieri.
Il primo a scendere in campo è stato Daniele Sciaudone, calciatore bergamasco con quindici anni da professionista, che a dicembre 2024 ha aperto lo store di Brescia come affiliato.
Nuove aperture in vista, fuori dai confini bergamaschi
Il brand annuncia nuove aperture a breve e sviluppa la rete sia con locali diretti sia tramite modello di franchising. In passato i fondatori hanno indicato tra le possibili mete Verona, Lecco, Pavia e Sondrio.
La sfida sarà dimostrare che un prodotto nato e cresciuto attorno a Bergamo funziona anche in mercati dove il brand è ancora sconosciuto. Per un candidato, i dati degli store esistenti e il Documento di Informazione Precontrattuale saranno il punto di partenza per valutare l’affiliazione.











