Søstrene Grene debutta in Italia con il suo primo negozio a Bolzano, in via Museo, format danese di articoli per la casa e il fai-da-te su 276 metri quadrati. La catena, che conta oltre 400 punti vendita in 19 Paesi e ha chiuso il 2025 con un fatturato di 382 milioni di euro, punta ora a Milano entro l’estate. Un debutto che avviene però senza franchising: i negozi italiani saranno gestiti in proprio dal gruppo.
Fondata nel 1973 ad Aarhus, in Danimarca, da Knud Cresten Vaupell Olsen e Inger Grene, Søstrene Grene è oggi guidata dalla seconda generazione della famiglia. Alla guida del gruppo c’è Mikkel Grene, amministratore delegato e co-proprietario, che nel 2025 ha portato l’insegna a un fatturato di 382 milioni di euro, in crescita del 31% sull’anno precedente.
La rete conta oggi oltre 400 punti vendita in 19 mercati europei, dopo l’apertura del quattrocentesimo negozio nel centro commerciale Manchester Arndale, nel Regno Unito. Il debutto italiano segue di poche settimane quello in Polonia, altro mercato aperto nel 2026 dal gruppo danese.
Bolzano, il primo store italiano tra design scandinavo e percorso labirinto
Il negozio di Bolzano, situato in via Museo 35, si sviluppa su 276 metri quadrati e porta in Italia il concept proprietario “Retail for the Senses”. Il layout segue il tradizionale percorso a labirinto dell’insegna, con corridoi che si allargano come grandi viali e si restringono come vicoli, tra scaffalature alte come grattacieli e piazze dedicate alle diverse categorie di prodotto.
Il manager sottolinea come la vicinanza di Bolzano a due mercati già presidiati dal gruppo, Austria e Svizzera, l’abbia resa una location strategica per l’ingresso in Italia.
L’assortimento segue la formula abituale dell’insegna: articoli per la casa, mobili, prodotti per hobby creativi, utensili da cucina, giocattoli, specialità alimentari e dolciumi, oltre a confezioni regalo e articoli per le feste. Contestualmente all’apertura fisica, Søstrene Grene ha attivato anche l’eCommerce italiano, lanciato lo scorso 29 aprile insieme a un’app con oltre 300 progetti creativi.
Da Bolzano a Milano, i piani di sviluppo in Italia
Secondo quanto riportato da ItaliaOggi, il prossimo passo è Milano, dove l’insegna prevede di aprire entro l’estate, anche se il gruppo non ha ancora reso nota né la location né la data esatta.
Il CEO indica come target gli spazi tra 250 e 350 metri quadrati, preferibilmente in vie dello shopping ad alto passaggio o all’interno di centri commerciali. Un criterio già seguito in altri mercati europei, dove l’insegna ha superato quota 70 negozi nel Regno Unito e 100 in Germania, primo Paese a raggiungere questa soglia.
L’ambizione dichiarata dal gruppo è arrivare a 500 punti vendita complessivi nei prossimi anni, replicando in nuovi mercati i ritmi di crescita già raggiunti in Germania e Regno Unito. Il debutto in Italia arriva peraltro nello stesso anno dell’ingresso in Polonia, altro mercato aperto nel 2026 dalla catena danese.
Perché il debutto italiano non passa dal franchising
Il tema del franchising, centrale per chi segue lo sviluppo delle reti in Italia, ha per Søstrene Grene una risposta chiara. La maggior parte dei negozi resta di proprietà diretta della holding, mentre solo una quota minoritaria della rete è gestita tramite joint venture e modello di franchising in alcuni mercati storici.
“Siamo grati per le nostre preziose e durature collaborazioni con franchisee in diversi mercati, ma nel corso degli anni abbiamo rafforzato la nostra struttura retail presso la sede centrale”, precisa Mikkel Grene. Il manager aggiunge che ci sono “vantaggi operativi e strategici” nel gestire i negozi direttamente, ora che il gruppo ha raggiunto la dimensione e l’esperienza necessarie per centralizzare queste attività.
Per l’Italia, questo significa che i negozi di Bolzano e, a breve, di Milano restano gestiti in proprio dal gruppo, almeno in questa prima fase di sviluppo. Una scelta che allontana, per ora, l’ipotesi di un’affiliazione in franchising sul modello già sperimentato altrove dall’insegna danese.
I prossimi segnali da monitorare
Il calendario dell’apertura milanese resta ancora da definire, così come il numero di negozi che l’insegna prevede di aprire nei primi anni in Italia. Una variabile che, secondo Grene, dipenderà dalla disponibilità di spazi adeguati, dai livelli di affitto e dall’accoglienza riservata dai clienti italiani al brand.
Per gli osservatori del settore resta aperta la domanda se la strategia di centralizzazione dichiarata dal gruppo possa evolvere una volta consolidata la presenza nelle principali città italiane. Le prossime aperture, a partire da Milano, permetteranno di capire se il modello resterà quello della gestione diretta o se il franchising tornerà a far parte dei piani del gruppo danese.











