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7-Eleven arriva troppo tardi: Żabka resta il gigante europeo dei convenience store

4 Min. di lettura
smartphone con logo e insegna verde del negozio
Immagine tratta dal sito ufficiale di Żabka

7-Eleven lascia scappare Żabka. Il colosso giapponese dei convenience store, tramite la holding Seven & i Holdings, chiude senza accordo la trattativa per un ingresso nel capitale della rete polacca, leader europea del settore con quasi 13.000 punti vendita in franchising tra Polonia e Romania. Le azioni di Żabka, salite fino al 16% alla notizia dei colloqui, restano oggi il termometro di una partita europea ancora apertissima.


Seven & i Holdings ha reso noto, in una nota diffusa il 25 luglio 2026, di aver interrotto i colloqui avviati con gli azionisti di Żabka Group, primo operatore polacco dei convenience store.

La trattativa, emersa il 16 luglio con un’indiscrezione del quotidiano giapponese Nikkei, riguardava una quota compresa in decine di punti percentuali delle azioni in mano a fondi di investimento, per una cifra stimata in centinaia di miliardi di yen, diversi miliardi di dollari secondo la stessa agenzia.

Nessuna intesa sulle condizioni ha chiuso il dossier in appena nove giorni. Un esito che, più di ogni altra trattativa recente nel settore, conferma lo status di Żabka come uno degli asset più contesi del convenience store europeo.

Il 16 luglio, un giovedì, Reuters ha ripreso l’indiscrezione del Nikkei: Seven & i era nella fase finale dei colloqui per rilevare azioni di Żabka detenute da fondi di investimento. Nessuno del gruppo giapponese aveva commentato la notizia, diffusa durante una giornata di chiusura aziendale in Giappone.

Il giorno dopo i mercati hanno reagito. Żabka è salita fino al 16%, con una valutazione di 32,7 miliardi di zloty, circa 8,7 miliardi di dollari. Anche Seven & i aveva guadagnato terreno in Borsa nella stessa seduta.

Nella nota del 25 luglio, Seven & i ha spiegato di non essere riuscita a raggiungere un’intesa con il venditore su condizioni “nel miglior interesse degli azionisti e degli altri stakeholder” del gruppo.

Nessuna cifra definitiva, nessun nome, nessuna data per un’eventuale ripresa dei colloqui. Il gruppo ha aggiunto che l’Europa resta “un’opportunità di crescita interessante” e che continuerà a valutare le occasioni della regione.

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A fine marzo 2026, la rete di Żabka Group contava 12.750 punti vendita tra Polonia e Romania, dopo 435 nuove aperture nel solo primo trimestre, l’11,3% in più su base annua. In Romania, dove opera con il brand Froo, la catena ha raggiunto 204 negozi.

Le vendite ai clienti finali sono salite del 12% nel primo trimestre, a 7,4 miliardi di zloty. Il piano 2026 prevede oltre 1.300 nuove aperture, un ritmo che nessun altro operatore europeo del convenience store riesce oggi a replicare.

Lo sapevi?

Żabka, fondata nel 1998, è quotata alla Borsa di Varsavia dal 17 ottobre 2024, dopo un’offerta pubblica che ha raccolto circa 1,67 miliardi di dollari.

Il fondo CVC resta il primo azionista tramite Heket Topco, con circa il 37,6% delle azioni, mentre PG Investment Company ne detiene un altro 10%.

Oltre al negozio di quartiere classico, Żabka ha costruito un ecosistema di format complementari.

Żabka Café offre caffè, hot dog e panini da consumare al volo dentro i punti vendita standard, mentre Żabka Nano propone negozi senza cassa, aperti 24 ore su 24, con un menu food to go ancora più ampio.

minimarket Żabka verde con caffè e personale
Żabka nano 24/7 in stazione – minimarket compatto

Immagini tratte dal sito ufficiale di Żabka

A questi si aggiungono Żabka Drive, per chi fa acquisti senza scendere dall’auto, e Żabka Non Stop. È lo stesso terreno su cui compete 7-Eleven, aperto tutto il giorno e specializzato in cibo pronto: da qui l’interesse giapponese per un partner già radicato sul territorio.

Alla guida di Żabka da dieci anni, Tomasz Suchański lascerà il ruolo di amministratore delegato al momento designato successore dal 1° gennaio 2027, per assumere la presidenza del consiglio. Il passaggio di consegne arriva mentre la rete continua a crescere a doppia cifra.

Fuori da Giappone, Nord America e Asia, Seven & i mantiene oggi una presenza limitata ai paesi nordici. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 30 paesi e regioni entro l’esercizio 2030, contro i 19 attuali, e portare i punti vendita totali del gruppo da circa 87.000 a 100.000 nello stesso orizzonte, secondo i dati riportati da Cibus Link.

Un accordo con Żabka avrebbe offerto una base pronta all’uso in un mercato dove il convenience store aperto 24 ore su 24 resta meno diffuso che in Asia e negli Stati Uniti. Senza quella base, il traguardo dei 100.000 punti vendita passa ora da un’altra strada, ancora da definire.

Il rally di metà luglio, innescato dalla sola indiscrezione di un accordo, mostra quanto valga agli occhi degli investitori una piattaforma come Żabka: quasi tre decenni di crescita in franchising, un ecosistema di formati già collaudato e un mercato polacco ancora in espansione.

Il naufragio del dossier con Seven & i non chiude la porta a nuovi investitori: il consorzio di private equity che controlla la rete resta libero di valutare altre proposte. Per 7-Eleven, la casella Europa resta da riempire, e i prossimi segnali sui suoi piani di crescita internazionale diranno con quale partner, o con quale strategia alternativa.

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