Una pizza multicereale pensata per chi cura l’alimentazione, una raccolta in equity fino a 1,23 milioni di euro e una rete da disegnare da zero: Pizza della Longevità, il prodotto di punta di Antiaging Italian Food, prepara il passaggio al franchising. Prima delle aperture, però, c’è un test sul campo a Bologna.
Dietro il brand c’è Antiaging Italian Food, PMI innovativa con sede a Bologna, fondata dalla nutrizionista Chiara Manzi e dal manager Danilo Pertosa. L’azienda dichiara un fatturato di circa 1,8 milioni di euro nell’ultimo bilancio depositato e ha superato il punto di pareggio.
Il progetto franchising è l’obiettivo principale della nuova campagna di equity crowdfunding aperta su Opstart.
Un concept nato da un metodo di cucina
La pizza non nasce in una pizzeria ma dentro Cucina Evolution, il metodo alimentare sviluppato dall’azienda tra corsi, prodotti, e-commerce e ristorazione. L’impasto mescola germe di grano, farro, segale, semi di lino e fiocchi d’avena, con l’aggiunta di fibra prebiotica di cicoria.
Secondo l’azienda, ogni base contiene fino a 9 grammi di fibra prebiotica e un grammo di sale iodato, contro i cinque che può raggiungere una pizza tradizionale. Anche la cottura è controllata per contenere l’acrilammide. Si tratta di caratteristiche dichiarate dal produttore, non di indicazioni mediche.
Un pilota a Bologna prima di cercare affiliati
Oggi la pizza si vende soprattutto online. Il primo passo verso la rete sarà una sala dedicata all’interno del ristorante Cucina Evolution Experience di Bologna, che farà da punto vendita pilota.
Lì l’azienda vuole misurare ciò che un futuro affiliato chiederà per primo: tenuta del menu, scontrino medio, margini ed esperienza del cliente. Il modello di rete nel settore della ristorazione in franchising sarà poi costruito con una società di consulenza, con un budget di circa 120.000 euro.
La sequenza ha una logica precisa. La Legge 129/2004 chiede al franchisor di aver sperimentato la propria formula sul mercato prima di costituire una rete: il pilota bolognese serve anche a questo.
Fino a 1,23 milioni di euro raccolti dalla community
Per finanziare il progetto, Antiaging Italian Food punta ancora sui propri sostenitori. La campagna su Opstart mira a un massimo di 1.233.200 euro, con un ticket minimo di 5.000 euro.
Oltre alla rete, i fondi andranno a produzione e logistica per l’e-commerce, al lancio del caffè premium Vezzality e a marketing e tecnologia. “Chi ha investito in questi anni ha visto un metodo diventare un’impresa”, spiega Chiara Manzi, cofondatrice. Il prossimo passo, nelle sue parole, è trasformare l’impresa in un sistema.
Le condizioni per gli affiliati restano da scrivere
Per ora mancano i numeri che contano per un candidato: investimento iniziale, fee d’ingresso, royalties, numero di aperture e calendario. Il franchising della Pizza della Longevità è un progetto in costruzione, non ancora un’offerta.
Lo sapevi?
Investire nel crowdfunding e diventare affiliato sono due scelte distinte. Chi sottoscrive quote entra nel capitale dell’azienda con un rischio finanziario; chi apre un punto vendita firmerà un contratto di franchising, dopo aver ricevuto il Documento di Informazione Precontrattuale.
I risultati del pilota di Bologna diranno se il concept regge il passaggio dalla consegna a domicilio alla sala. Sarà quello il dato da seguire nei prossimi mesi, insieme al lavoro dei consulenti sul modello economico della rete.











