Maisons du Monde, il marchio francese di mobili e arredo, chiude il 2025 con una perdita netta di 406 milioni di euro e firma un accordo di rifinanziamento con due fondi britannici per evitare il fallimento. Senza il via libera degli azionisti entro il 15 settembre 2026, il gruppo rischia l’apertura di una procedura d’insolvenza.
I risultati annuali del 2025 erano stati rinviati ad aprile per consentire le trattative con potenziali investitori. Con un fatturato di 947 milioni di euro, il gruppo ha perso per la prima volta la soglia simbolica del miliardo, segnando un calo del 5% rispetto all’esercizio precedente. La direzione, guidata dall’amministratore delegato François-Melchior de Polignac, ha avviato una procedura di conciliazione per ristrutturare il debito con il sostegno di nuovi capitali esterni.
Alteri e Eicos, i due fondi britannici pronti a rilevare il gruppo
Il piano di salvataggio coinvolge due investitori britannici: Alteri Investors e Eicos Investment Group. I due fondi si sono impegnati a rafforzare la tesoreria con un apporto diretto di 33 milioni di euro e ad assorbire il debito esistente tramite una ricapitalizzazione. Se l’operazione andasse a buon fine, Alteri e Eicos acquisirebbero circa il 95% del capitale del gruppo, rilevando di fatto i precedenti azionisti di controllo, i fondi francesi Teleios e Majorelle.
Il piano, ha dichiarato all’AFP l’amministratore delegato François-Melchior de Polignac, potrebbe permettere al gruppo di “garantire il proprio futuro”. L’accordo è stato firmato nell’ambito di una procedura di conciliazione, strumento giuridico francese che consente una ristrutturazione del debito prima di arrivare all’insolvenza formale.
Perdite da 406 milioni: la parte contabile pesa più della gestione operativa
La perdita netta di 406 milioni di euro è aggravata in modo significativo da svalutazioni di attivi per circa 350 milioni di euro, operazioni contabili che non hanno inciso direttamente sulla liquidità. Tra le voci principali figurano la riorganizzazione della rete logistica e una revisione al ribasso del valore del marchio, stimata in circa 50 milioni di euro. Il gruppo precisa che si tratta in larga parte di rettifiche tecniche piuttosto che di perdite operative vere e proprie.
Sul fronte commerciale, i primi segnali del 2026 mostrano un rallentamento del declino: le vendite a parità di perimetro nel primo trimestre sono calate del 2,8%, ritmo più contenuto rispetto all’anno precedente. Tiene invece la rete fisica, con vendite pressoché stabili (-0,2%), mentre l’e-commerce registra una contrazione del 10%, riflettendo un riposizionamento del traffico verso i punti vendita fisici.
Un settore in crisi strutturale, dalla Francia all’intera Europa
Il caso Maisons du Monde non è isolato. Il settore d’arredo europeo attraversa una fase di contrazione profonda, aggravata dal rallentamento del mercato immobiliare e dal calo del potere d’acquisto dei consumatori. Nel 2025, la catena di decorazione Casa è già fallita. A fine marzo 2026, è toccato ad Alinéa, marchio francese di arredamento, essere posta in liquidazione giudiziaria con quasi 1.200 dipendenti licenziati. Il settore sconta la fine dell’euforia post-pandemia, dopo il boom degli acquisti per la casa del 2020-2021.
A pesare su tutto il comparto sono fattori convergenti: la debolezza del mercato immobiliare, l’inflazione degli anni scorsi e la pressione esercitata dalle piattaforme digitali cinesi a basso costo come Temu e Shein. Queste ultime sono accusate da più parti di concorrenza sleale, agendo al di fuori degli standard europei in materia di sicurezza dei prodotti e tutela dei lavoratori.
Settembre 2026: la scadenza che può cambiare tutto
Nei prossimi mesi, l’assemblea degli azionisti di Maisons du Monde sarà chiamata a votare il piano proposto da Alteri e Eicos. In caso di approvazione entro il 15 settembre 2026, il gruppo otterrebbe la liquidità necessaria per proseguire le attività e avviare un rilancio commerciale con nuovi proprietari. In assenza del via libera, la società ha avvertito esplicitamente di dover aprire una procedura d’insolvenza formale.
Il passaggio sotto controllo britannico segna un cambio di passo per un brand che si è costruito sull’estetica del viaggio e dello stile etnico. Con negozi presenti nelle principali città europee, tra cui diverse sedi in Italia, il futuro di Maisons du Monde dipenderà dalla capacità dei nuovi investitori di rilanciare le vendite in un contesto di mercato ancora sfidante. I prossimi mesi diranno se il brand riuscirà a invertire la rotta prima della scadenza decisiva.











