Il torinese Duccio Smash Meat Sushi apre al franchising e cerca il suo prossimo affiliato per inaugurare una nuova città nel 2026. Il format unisce smash burger e sushi di carne, la rete punta a venti aperture in dodici mesi e la candidatura online richiede appena due minuti.
Nato a Torino, in via Principe Amedeo, Duccio Smash Meat Sushi è un brand di street food che ha costruito la propria identità sui social prima ancora che sul punto vendita. Oggi conta oltre 40.000 follower su Instagram e 250.000 like su TikTok. La novità di ottobre è il passaggio alla replica del modello: l’insegna cerca imprenditori disposti ad aprire un locale in una città italiana ancora da definire.
Smash burger e sushi di carne in un solo brand
A differenza di molte reti di hamburgerie, che ruotano attorno a un solo prodotto, Duccio Smash Meat Sushi costruisce il proprio format su una doppia anima: da una parte lo smash burger, dall’altra il meat sushi, con proposte come l’uramaki di manzo e il Tataki Tonnato. Tra le uscite recenti c’è anche il burger in edizione limitata “NY Duccio Smash”, nato da una collaborazione con Tari Torino.
Nel settore della ristorazione in franchising, dove il brand deve convincere un affiliato prima ancora di convincere il cliente, Duccio punta sui numeri della propria community: il brand dichiara oltre 10.000 smash serviti e affida la comunicazione a una regia centrale: contenuti, advertising e creatività restano in capo alla casa madre. Tre reel su Instagram hanno raccolto 144.000, 113.000 e 30.000 visualizzazioni (dati al 26 settembre).
Venti aperture in franchising nei prossimi dodici mesi
Secondo Ristorazione Moderna, l’insegna è stata rilevata da 72 Holding, la società guidata da Giovanni Peluso, che ha messo in cantiere venti nuovi locali in franchising su scala nazionale entro un anno. L’insegna ha due punti vendita, a Torino e a Firenze: quello fiorentino è chiuso temporaneamente per un cambio di location.
Per Giovanni Peluso, presidente di 72 Holding, il franchising è il passo che segue la prova del format nei primi locali, e funziona solo con processi solidi, sostenibilità economica e un buon supporto agli affiliati. Il progetto è affiancato dalla società di consulenza LTAPEX, con il managing partner Eugenio Lupo, mentre la rete mette a punto fornitori, contratti e assistenza.
Il profilo cercato, una città ancora da sceglieree il percorso in otto tappe
L’insegna sta selezionando il partner con cui aprire il prossimo Duccio, e la città non è ancora decisa: potrebbe essere quella del candidato. Il modello di espansione, precisa il brand, è ancora in costruzione.
Chi vuole candidarsi deve dimostrare capacità di sostenere l’investimento, mentalità imprenditoriale e rapidità decisionale. Conta molto la conoscenza reale della città proposta, mentre avere già una location è un vantaggio ma non un obbligo.
Il percorso prevede otto fasi: candidatura, valutazione del profilo, prima call, progetto con numeri, analisi della città, ricerca della location, accordo e apertura. Il modulo online richiede circa due minuti.
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